Velo: “A Livorno il primo cittadino ha già fallito sul piano politico”

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Il M5s non è in grado sul territorio di esprimere una classe dirigente

La sottosegretaria all’Ambiente Silvia Velo è originaria di Piombino, provincia di Livorno. Ecco perchè le brucia due volte la vicenda legata al sindaco pentastellato di Livorno Filippo Nogarin. Lei il suo giudizio l’ha già espresso senza aspettare la magistratura: colpevole. Politicamente colpevole, s’intende.

Un rimpallo di accuse, ormai. Il M5s sul blog di Grillo accosta il Pd alla Piovra, la mafia, i cui tentacoli sono ovunque nel Paese. Vanno giù pesante.

«È il solito doppiopesismo del Movimento, anche se mi sembra stiano esagerando. Mi torna in mente Orwell, con “la fattoria degli animali”, tutti gli animali sono uguali davanti alla legge ma alcuni sono più uguali degli altri. Il dato oggettivo, di realtà, però è un altro: noi amministriamo migliaia di Comuni e la percentuale di quelli con problemi è infitamente più bassa della loro che ne governano una manciata e in molti di questi hanno guai. Stanno di fatto dimostrando la loro incapacità ad amministrare».

C’è un dato poco commentato: alle elezioni amministrative il M5s si presenta in pochi Comuni, 251 su 1368. Perché secondo lei, un movimento che a livello nazionale ha più del 20% molla la partita sul territorio?

«È vero, è un dato che dovrebbe far riflettere: non hanno una classe dirigente sul territorio perché questo implicherebbe riconoscere una quota di autonomia. Nel loro caso c’è invece una sorta di Grande fratello, per restare a Orwell, che controlla tutto e si pronuncia su tutto e non sempre ciò che arriva dal territorio è in linea con quanto accade nel grande Blog o con i desiderata della Casaleggio Associati. I veri tentacoli sono quelli del blog di Grillo che piombano come una piovra sul territorio e annientano chi non la pensa come loro. Ma c’è anche dell’altro…».

Cosa?

«Governare è difficile. È molto più semplice stare all’opposizione con atteggiamento populista e impulsi distruttivi».

Lei ha usato toni duri con il sindaco Nogarin. L’ha praticamente già condananto…

«Attenzione, io non giudico l’aspetto penale, su quello c’è la magistratura che indaga. Il mio giudizio però, è di fatto lo stesso contenuto nelle ipotesi di reato che gli si contestano ma sul piano politico. L’azienda dei rifiuti di Livorno è l’azienda della seconda città della Toscana, dunque un grande assett industriale ed economico per Livorno.In Toscana, inoltre, è in corso la riorganizzazione dei servizi sui rifiuti, nell’area Toscana-Costas, Livorno ha l’azienda più grande, dovrebbe guidare questo processo di ottimizzazione e invece che succede? Il sindaco decide di farla fallire con enormi danni economici per i lavoratori e per l’indotto».

In realtà il sindaco ha chiesto il concordato. Non crede in questa strada?

«Intanto l’ha solo chiesto e non ottenuto. Il concordato prevede due cose: un piano industriale e l’accordo di tutti i creditori. Il primo non c’è e i secondi in più occasioni hanno fatto sapere di non essere d’accordo per questa soluzione. Oggi sui giornali leggo che il Cda, il quinto, sta valutando la ristrutturazione del debito. Mi viene da dire “alla buon’ora”. Ecco un’altra dimostrazione della totale incapacità di governare del sindaco. Nogarin di fatto fa le scelte più convenienti a lui personalmente, risponde a se stesso o al Blog. Livorno rimane sullo sfondo».

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