“Vedo un clima positivo, non arretro. Come Bruscolotti”. Parla Valeria Valente

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Il candidato sindaco del PD, Valeria Valente, durante la manifestazione di apertura della campagna elettorale presso la Stazione marittima di Napoli, 15 aprile 2016.
ANSA/CESARE ABBATE

La candidata del centrosinistra: “Ho scelto di stare fuori dalla rissa scatenata da de Magistris e Lettieri, al centro di tutto ho messo la scuola”

Renzi l’ha definita Bruscolotti. Sa chi era?
«Come no. Ero giovanissima quando ha smesso di giocare, ma non si può non conoscerlo. Nel cuore dei tifosi del Napoli, dopo Maradona, c’è Bruscolotti. Giocava in difesa, era uno che non le mandava a dire, non arretrava di un millimetro, ma in campo era sempre leale e corretto. Era soprannominato “Pal ‘e fierro” (palo di ferro), perché prendeva un sacco di botte dagli avversari, ma non cadeva mai e, soprattutto, portava a casa il risultato. È una metafora che racconta un po’ questa nostra campagna elettorale».

Ancora 48 ore. Quale può essere il lancio di palla che la conduce in contropiede nell’area avversaria e la porta dritta al ballottaggio?
«Vedo un clima positivo che sta crescendo intorno a noi già da diversi giorni. Siamo partiti un po’ in sordina anche per via dei problemi che si sono avuti nella presentazione delle liste del Pd. Poi ci siamo rimessi a correre e la differenza si inizia a vedere».

Quali sono gli argomenti forti della sua campagna elettorale? E perché i i cittadini dovrebbero votarla dopo anni di scandali e liti nel Pd napoletano?
«I miei principali avversari, Lettieri e de Magistris, hanno trasformato la campagna elettorale in una rissa quotidiana. Io ho scelto di starne fuori e di parlare solo delle questioni che riguardano la città. Al centro del mio programma ho messo la scuola: dobbiamo investire sui bambini, sulle giovani generazioni. Per questo voglio stringere un patto con genitori e insegnati a cui chiedo di darci una mano. Noi vogliamo investire le risorse, e ce ne sono tante inutilizzate, per rendere i nostri istituti più sicuri, più belli, più moderni e aperti tutti i giorni, tutto l’an no. La scuola deve diventare il primo presidio dello Stato nelle tante periferie della nostra città dove oggi le famiglie hanno difficoltà nel vivere quotidiano».

E il Pd?
«Sto facendo una campagna elettorale non contro, ma oltre: oltre de Magistris che ha governato male in questi cinque anni, oltre il centrosinistra degli anni scorsi, che ha fatto cose positive ma ha anche molto da farsi perdonare. Su questo chiedo il voto e la fiducia ai napoletani. Una fiducia nuova che dobbiamo costruire giorno per giorno.

I clan della camorra hanno lasciato spazio a bande di giovani che per un kg di eroina fanno mattanze e uccidono. Qual è il suo piano per togliere i quartieri al controllo delle bande criminali?
«Ho detto della scuola. Ma non basta, ovvio. Serve anche la repressione. Il governo ha stanziato risorse per la videosorveglianza, ha mandato più uomini e mezzi, ha potenziato le strutture giudiziarie e ha programmato la realizzazione di nuove strutture penitenziarie. Se sarò eletta sindaco il mio obiettivo è fare in modo che questi investimenti siano rispettati fino in fondo. Poi ne chiederò altri al governo, ma sempre dialogando. Il sindaco della terza città d’Italia ha il dovere di confrontarsi con il governo ma senza alzare le barricate, come ha fatto in questi cinque anni de Magistris per avere visibilità. Così si è indebolita la città perché non si sono affrontate nel merito le questioni».

Dica la verità: le sarebbe piaciuto organizzare a Napoli, magari a Scampia, la Festa nazionale dell’Unità?
«Sarebbe bello riportare la festa nazionale dell’Unità a Napoli. Non succede dal 1976 che non si organizza a Napoli. Io nascevo in quei giorni, era sindaco Maurizio Valenzi, il primo del Pci a Napoli. Fu una grande festa, alla Mostra d’Oltre – mare, dove stamani con Renzi e De Luca chiudiamo questa campagna elettorale. Se Napoli recuperasse lo spirito di quei giorni, il futuro sarebbe molto più carico di speranza».

Si è più parlata con Bassolino dopo le contestate primarie?
«Ci siamo incontrati e abbiamo lungamente parlato. Ora è il momento dell’unità per affrontare nel migliore dei modi questi ultimi scampoli di campagna elettorale. Personalmente non avevo dubbi che lui potesse non votare il Pd. Del resto, molti di quelli che l’hanno sostenuto alle primarie sono candidati nelle mie liste. Io ho dialogato e dialogo con tutti».

Teme più Lettieri o De Magistris?
«Il problema più serio oggi, anche a Napoli, è l’astensionismo. Anche per questo ho scelto di fare una campagna elettorale con tante iniziative nei luoghi di lavoro, nei mercati e tra la gente. Il nostro primo avversario oggi è il disinteresse. De Magistris e Lettieri sono uguali, due facce della stessa medaglia, quella della demagogia e delle promesse facili. Con un Comune in pre-dissesto, uno promette il reddito di cittadinanza a tutti, l’altro 600 euro al mese a tutti i cinquantenni senza lavoro. Ma le pare serio?»

Mara Carfagna ha proposto un «patto repubblicano» al ballottaggio tra centrodestra e Pd contro De Magistris. Ci sta pensando?
«No. Ribadisco: chiediamo ora, e ancora di più dopo in ballottaggio, il voto a tutti i cittadini. Abbiamo una coalizione ampia in grado di parlare alla città, ma non faremo accordi né formali, né informali, con altre forze».

Il governo si sta impegnando molto su Napoli, la Campania e il sud. Perché questa volta le cose dovrebbero funzionare?
Renzi su Napoli ci ha messo la faccia e il suo governo sta mettendo i progetti e le risorse per realizzarli: Bagnoli, il porto, il centro storico. Così sta facendo in tutto il Sud: da Reggio Calabria a Bari. Se sappiamo fare gioco di squadra, sostenendo e spronando il governo a fare di più, questa può essere davvero l’o ccasione per cambiare le cose».

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