“Vaccinare i figli è un dovere sociale, bisogna proteggere i più deboli”, parla Burioni

Vaccini
Burioni

Il medico impegnato nella campagna pro-vaccini: “Sono i farmaci che hanno evitato più morti più disabilità e più dolore nella storia dell’uomo”

Professor Burioni, i vaccini sono utili e sicuri?

«I vaccini sono farmaci estremamente sicuri, non c’è alcun farmaco con un profilo di sicurezza così alto come quello dei vaccini. E sono farmaci fondamentali per proteggersi da malattie molto gravi. Ma la cosa più importante da capire è che chi vaccina il proprio figlio, non protegge soltanto il proprio figlio, ma protegge anche tuttala comunità. Chi non vaccina, consente ai virus di circolare. I virus circolando possono colpire chi ancora non è stato vaccinato o chi non si è potuto vaccinare perché malato o ancora chi per sfortuna vive ai margini della società. Se tutti ci vacciniamo, proteggiamo anche i più deboli. Il vaccino non è un atto di protezione individuale, come mettersi il casco quando si va in moto, ma un atto di responsabilità sociale. Vaccinare i propri figli e vaccinare se stessi rende tutta la società più sicura. È molto importante e non si può invocare la libertà di scelta».

I vaccini vanno fatti in determinati momenti molto precisi?

«Tutti i vaccini vanno fatti al momento giusto perché il piano delle vaccinazioni è costruito sulla base di solide evidenze scientifiche. Per esempio, i vaccini contro la pertosse deve essere fatti il prima possibile perché è un’infezione molto pericolosa soprattutto per i neonati e bisogna far sì che i bambini siano protetti i prima possibile. Altri vaccini, ad esempio quello contro il morbillo, per motivi tecnici non possono essere fatti prima di una certa età, i 13-14 mesi. Secondo me, tutti i vaccini vanno fatti, anche quelli solo consigliati. Soprattutto è indispensabile chiedere che chi va a scuola sia vaccinato. Perché chi non è vaccinato, può contagiare altri bambini che non si sono ancora vaccinati o sta guarendo da una grave malattia come un tumore e non può vaccinarsi. Questo non lo trovo giusto».

Guardandoli da una prospettiva storica, i vaccini hanno allungato la vita dell’uomo?

«I vaccini sono stati, insieme all’acceso all’acqua potabile, uno dei fattori principali per l’allungamento della vita dell’uomo. Sono i fattori che hanno evitato più morti, più disabilità e più dolore nella storia dell’uomo. I vaccini hanno fatto scomparire una malattia, il vaiolo, che non c’è più. Noi non ci vacciniamo più contro il vaiolo perché è una malattia che non c’è più. Solo nel Novecento per il vaiolo sono morte decine di milioni di persone, ne sfigurava altrettante. Ora è estinta. Con i vaccini potremmo fare sparire anche il morbillo e la poliomielite. Non siamo lontani dal momento in cui non servirà più vaccinarci contro queste malattie per i loro ceppi saranno estinti. Ma bisogna vaccinarci per arrivare a questi risultato».

Chi si oppone ai vaccini dice che c’è la probabilità di subire gli effetti collaterali.

«È una paura completamente ingiustificata perché gli effetti collaterali dei vaccini sono veramente rarissimi. I vaccini sono i farmaci più sicuri che abbiamo. La probabilità di effetti collaterali è mille volte più grande se si assume un comune antifebbrile, che viene somministrato senza alcuna paura in generale ».

Quindi i vaccini non possono causare l’autismo o l’epilessia?

«Tutte queste cose non sono vere. La scienza ci rassicura perché i vaccini sono dei farmaci estremamente sicuri, controllati ed efficaci».

Che causino l’autismo è quindi una bugia?

«Assolutamente sì. Lo possiamo dire perché l’incidenza dell’autismo è identica tra i vaccinati e i non vaccinati. Inoltre, l’autismo con mezzi sofisticati si può diagnosticare già a sei mesi, mentre il vaccino che una truffa scientifica legò all’autismo, viene somministrato a 14 mesi. Le lesioni celebrali che portano all’autismo sono infine già presenti prima della nascita, quindi la malattia ha un’origine genetica e legarla ai vaccini è semplicemente una bugia».

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