Undici domande a Enrico Vanzina

Il marzulliere
enrico vanzina

Enrico Vanzina: “L’intelligenza ci rende prigionieri della verità”

È meglio aver amato e perduto o non aver mai amato?

Dipende da cosa perdi. Se perdi una cretina o un cretino, meglio non aver amato.

Se insisti e resisti raggiungi e conquisti?

La storia del mondo è piena di gente che insiste e resiste, ma non raggiunge e spesso si fa conquistare.

Nei momenti di grande difficoltà il massimo della velocità è stare fermi?

Se è così, però, mettiamo che nella difficoltà si stava correndo, allora bisogna con massima velocità fermarsi.

Nella vita conta di più da dove si viene, dove si va o essere felici mentre si cammina?

Uno può anche essere inconsciamente felice mentre cammina al buio verso un burrone..

Quando si è liberi si è anche un po’ soli?

Mai. Lo fu solo Adamo prima di Eva. Forse si sentiva solo. Per pochissimo però. E quando arrivò Eva non fu più libero.

L’intelligenza libera o imprigiona?

L’intelligenza ci rende prigionieri della verità.

La vita va presa a baci o a schiaffi?

E’ la vita che ti prende a baci o a schiaffi. Non tu.

Fa più paura la morte o la paura della morte?

Domanda di riserva?

La malinconia è la felicità di sentirsi tristi?

No. E’ una vaga tristezza nel non sapere più immaginare la felicità.

Solo coloro che sono abbastanza folli da voler cambiare il mondo lo cambiano davvero?

Cambiare il mondo non è la facoltà dei folli.  Quelli che cambiano il mondo sono, al contrario, quelli che usano il cervello in maniera perfetta.

L’ingegno di un uomo o di una donna si giudica meglio dalle sue domande o dalle sue risposte?

In questo caso, l’ingegno di Marzullo si giudica dalle sue domande, e quello mio dalle mie risposte. Certo, fossimo stati tutti e due donne, domande e risposte sarebbero state più acute.

 

 

 

 

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