“Un asse franco-tedesco non basta: l’Europa senza l’Italia non si rilancia”, parla Sandro Gozi

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Il sottosegretario italiano alle Politiche europee: “Noi democratici salveremo l’Europa da chi la vuole distruggere”

Si è ormai detto in tutte le 27 lingue dell’Ue: la vittoria di Emmanuel Macron alle presidenziali francesi rafforzerà l’Europa proiettandola in una nuova fase, quella della maggiore integrazione. A ribadirlo è il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, intervistato da Repubblica, che ieri ha auspicato un rafforzamento dell’euro, senza il quale l’Ue rischia di sgretolarsi. Ma a una condizione, ha avvertito il braccio destro della Merkel, “senza l’Italia l’integrazione non si può fare”.

Si profila dunque un asse franco-tedesco con una netta apertura all’Italia, che da parte sua – ha sottolineato il ministro tedesco – dovrà continuare con il percorso di riforme.

Che un assetto politico di questa natura sia percorribile lo rimarca a Unita.tv il sottosegretario italiano alle Politiche europee, Sandro Gozi: “Sia Macron nella sua campagna elettorale, sia Schaeuble nella sua intervista di ieri, dicono quello che noi diciamo da tre anni, e cioè che un’intesa franco-tedesca è necessaria ma non è affatto sufficiente”.

L’Italia, per l’esponente del governo, avrà infatti un ruolo determinante per quel rilancio dell’Europa che è presente nel programma di Macron, e che ieri Schaeuble ha ricordato nella sua intervista: “Un parlamento più forte nella zona euro, un controllo più democratico a livello europeo, un fondo monetario europeo che svolga funzioni di stabilizzazione e di sviluppo – dice Gozi – non è pensabile se l’Italia non svolgerà nei prossimi mesi un ruolo da leader”.

La questione fondamentale, per il sottosegretario, è avere come orizzonte la crescita, con i fari puntati sul sociale. E a suo giudizio, affinché l’Europa faccia ulteriori passi avanti, “bisognerà mettersi attorno a un tavolo per rafforzare l’integrazione, anche se alla fine non sarà necessario essere d’accordo su tutto: lo stesso Trattato di Roma recentemente siglato prevede infatti la possibilità per gruppi di paesi di andare avanti a un ritmo e intensità di integrazione differenti”.

Un tridente Parigi-Berlino-Roma dovrà fare però i conti con il rigorismo di stampo tedesco. Caratteristica che Schaeuble ha ribadito ancora oggi, prima puntando il dito sul debito pubblico (riferendosi all’Italia), poi sottolineando come un paese possa crescere anche senza averne (vedi la Germania).

“Sì, ma è anche vero che non tutti i debiti sono uguali – sottolinea Gozi – Noi crediamo che una spesa per investimenti possa creare un po’ di debito inizialmente, per poi generare una crescita importante negli anni successivi. È chiaro poi che dobbiamo eliminare le spese provocate da un’amministrazione pubblica che funziona male. Ma è importante distinguere la spesa corrente (gestita bene) dalla spesa per investimenti che vanno promossi sempre di più”.

Il prossimo cruciale terreno di battaglia contro i populisti è rappresentato dalle elezioni politiche italiane. Cosa succederà all’Europa se da noi dovessero vincere le forze anti-Ue?

“Quella italiana sarà davvero la battaglia finale. Anche noi come la Francia dovremo combattere e, che ci piaccia o meno, saremo noi democratici i protagonisti della scelta europea: dovremo salvare l’Europa da chi la vuole distruggere battendo gli alleati di Marine Le Pen (Salvini e Meloni) e gli alleati delle idee del Front National, cioè Beppe Grillo. Una battaglia che al contempo dovrà darci anche la forza necessaria per cambiare l’Europa, assieme a Macron e gli altri, salvandola soprattutto dagli errori che ha commesso negli ultimi anni, il più grande dei quali è quello dell’austerità”.



 

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