Turco: “Sono una militante del sociale, al lavoro per risollevare Roma”

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20100901-POL-TORINO-FESTA NAZIONALE DEL PD:Livia Turco questo pomeriggio alla festa Nazionale del PD in Piazza Castello/ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

L’ex ministra: “Da Giachetti chiamata inattesa, gli fa onore aver scelto una donna di sinistra con la mia storia. E poi ci mette la faccia”

Sono caduta dalle nuvole quando Giachetti me lo ha chiesto, ma sono una militante del sociale e sarei davvero felice di poter fare qualcosa per Roma, che ha un bisogno di politiche sociali forti e innovative». A Livia Turco il candidato sindaco del centrosinistra ha chiesto di poterle affidare, in caso di vittoria, l’assessorato ai servizi sociali e welfare. L’esperienza non le manca: ex ministra per la Solidarietà sociale con i governi Prodi e poi D’Alema, e ancora titolare della Salute nel secondo governo Prodi, ex parlamentare per il Pci, i Ds e il Pd, fino alla scorsa legislatura.

Allora, se l’aspettava questa proposta? Ha accettato subito?

«Guardi, non me l’aspettavo proprio. Quando Giachetti mi ha telefonato la prima volta, pochi giorni fa, stavo parlando dei 70 anni del voto alle donne in una scuola di periferia, ad Aprilia, raccontando delle “mamme” della Repubblica, che non ha avuto solo padri: Nilde Iotti e Tina Anselmi. Sono caduta dalle nuvole, è stato totalmente inatteso. Ma come si fa a dire di no a uno come Roberto Giachetti? Uno che ci ha messo la faccia e fa la battaglia tra tante difficoltà».

Cosa l’ha convinta? Fare qualcosa di utile per Roma, ormai la sua città da tempo?

«Fare qualcosa di utile nel sociale, che a Roma è completamente abbandonato e disastrato. A conquistarmi, nella testa e nel cuore, sono state le prime parole del programma di Giachetti, al di là della profonda stima per lui. Queste: “In quartieri romani come Salario, Ostiense e Garbatella si vive una media di 81 anni, mentre a Torre Maura, a Torre Spaccata e a Giardinetti la media scende a 75 anni”. Vuol dire che la differenza è proprio la speranza di vita, non sono soltanto il reddito e le opportunità».

Aver chiamato lei è un segnale di riconoscimento di una delle figure di spicco del Pd, dalle sue origini, e anche della storia del Pci, al di là delle aree e delle correnti?

«Ah, io con aree e correnti nel Pd non c’entro molto. Sono indiscutibilmente di sinistra, questo sì. Quindi fa onore a Giachetti l’aver scelto una come me. Ha dimostrato di avere una generosità politica e pluralista rispetto alle varie anime del Pd, e di questo io gliene sono grata. Ringrazio anche Roberto Morassut, però, che con Giachetti ha fatto una bella battaglia democratica alle primarie».

Che ne pensa della giunta con sei donne e tre uomini, se vincerà?

«È la conferma di quello che avevo visto di lui in Parlamento. È stato uno dei pochi a difendere, insieme a me, l’ospedale San Gallicano, e a venire al Cie in Sicilia, quindi ho avuto la prova del suo attaccamento al sociale».

Quindi è uno di cui anche i romani possono fidarsi?

«È un rigorosissimo segretario d’aula, attento al lavoro che si faceva, capace di rispettare gli altri e anche di dirti grazie, una cosa rara. È di grande umanità, quando me ne sono andata dal Parlamento è stato uno dei pochi che mi ha salutata con affetto, e mi ha regalato tre libretti di sue poesie. Perché Giachetti è anche un bravissimo poeta».

Le piace la squadra presentata?

«Bella squadra. Sto tornando da un’assemblea di disabili ad Acilia e sto andando ad un incontro con degli operatori di Roma. Perché io sono una militante del sociale per davvero. Aveva detto che avrebbe puntato sulle competenze, mi sembra che sia proprio così. C’è anche Rossi Doria, evviva!».

In caso di vittoria, su cosa punterebbe per il sociale a Roma?

«Io credo nella giustizia sociale, si deve combattere la povertà. A Roma serve un grande impegno per delle buone politiche sociali e molta attenzione agli operatori. Poi più risorse, quindi trattare subito con il governo per averne. E anche inventarsi cose nuove, lo dico io che sono vista come la vecchia politica. Ma dopo tutto quello che è successo ci vuole totale trasparenza » .

Ecco, alcune cooperative sociali erano nel giro di Mafia Capitale. Come evitare che accada di nuovo?

«La corruzione sui soldi agli immigrati è sconvolgente, non deve ripetersi mai più. Per questo ci vuole massima trasparenza e bisogna applicare appieno i criteri della legge 328 per i servizi sociosanitari: conta la qualità del servizio e non il massimo ribasso. È semplice».

Fassina ha detto che in caso di ballottaggio non voterà per Giachetti. Che ne pensa?

«Mi dispiace molto. Ho un profondo affetto per Stefano Fassina, spero che ci si possa reincontrare. Perché il centrosinistra torni ad essere unito».

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