Troppi luoghi comuni sui vaccini. Ecco i cinque più comuni

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Sul tema circolano molte informazioni sorpassate e che non si basano sui dati scientifici: ce ne parla il pediatra Rosario Cavallo

Girano su Internet e sui social network, diffuse da gruppi, coordinamenti e associazioni: le informazioni che circolano spesso sui vaccini sono allarmanti e spaventano le famiglie, disorientate e a volte lasciate sole di fronte alla scelta di vaccinare o meno il proprio figlio. Alcuni genitori hanno denunciato danni provocati ai propri figli dai vaccini, ma negli ultimi anni preoccupano i dati sui casi di morbillo in Italia con oltre 4mila casi dal 2013 a oggi. Quindi cosa fare? Quanto di quello che circola è vero? Di chi ci dobbiamo fidare? In generale, meglio chiedere al proprio medico piuttosto che cercare informazioni su Internet rischiando di finire su siti poco attendibili.

Sul tema abbiamo chiesto il parere al pediatra leccese Rosario Cavallo responsabile per le vaccinazioni dell’Associazione culturale pediatri. Al medico esperto in vaccini abbiamo sottoposto alcuni luoghi comuni e informazioni non verificate che circolano in rete e che spesso si sentono in tv e ai quali il dottor Cavallo ha risposto punto per punto per fare un po’ di chiarezza, sperando che sia di aiuto alle tante famiglie che si pongono domande sulla salute dei propri figli.

 

“L’insieme delle vaccinazioni fatte ai bambini possono provocare disturbi comportamentali, tra cui l’autismo”

– L’autismo è una malattia di cui purtroppo ignoriamo molte cose, anche la causa; si tratta di una malattia dovuta alla interazione di diversi geni e la ricerca moderna è fortemente orientata a ritenere che la malattia si venga a determinare per una alterazione strutturale della corteccia cerebrale che si struttura già nel feto. In genere si riconosce nel secondo anno di vita, quando è più facile mettere in evidenza i disturbi di relazione che ne costituiscono il tratto fondamentale.

Ciò lo rende, a un esame superficiale, correlabile facilmente con le vaccinazioni, gran parte delle quali vengono effettuate in età precedente alla diagnosi. La correlazione è però solo temporale e apparente; moltissimi studi di grande qualità condotti da operatori indipendenti su numeri elevatissimi di bambini escludono ogni tipo di rapporto causale.

“I vaccini contengono mercurio, che è pericoloso, e additivi chimici che possono essere mortali”

– La necessità di usare degli additivi nasce dal bisogno di sicurezza; le vaccinazioni vengono effettuate su soggetti che sono in buona salute e certamente non sarebbe accettabile correre dei rischi. Bisogna quindi fare in modo che la soluzione resti sterile (nessuno vorrebbe ricevere germi contaminanti insieme al vaccino) e che sia idonea a causare una appropriata risposta immunitaria; perciò si devono usare stabilizzanti, disinfettanti e adiuvanti.

Si tratta di sostanze contenute nei vaccini a bassissime dosi, tanto basse da escludere rischi tossici, come dimostrato non solo dagli studi preliminari, ma anche e sopratutto dai così detti studi post marketing, quelli che analizzano gli effetti avversi dopo la commercializzazione e l’utilizzo su milioni di persone, e che non hanno evidenziato danni di questo tipo.

Il mercurio è stata una delle sostanze imputate di causare l’autismo attraverso le vaccinazioni. Per tranquillizzare le persone che si allontanavano dalle vaccinazioni, pur davanti all’evidenza della sua “innocenza” è stato tolto da diversi anni dai vaccini. Perché forse non tutti lo sanno: sono molti anni che non c’è più mercurio nei vaccini; dato che non c’entrava niente, l’autismo è restato, dando prova indiretta della falsità delle accuse.

“Le malattie prevenibili da vaccino sono quasi debellate in Italia, quindi non c’è motivo di vaccinarsi”

– È vero anche grazie ai vaccini è proprio quello che finalmente stiamo vivendo in Italia: da diversi anni nessun caso di difterite e polio; non vediamo da anni le grandi epidemie di pertosse e morbillo. Ma bisogna stare attenti perché solo un virus è stato definitivamente eradicato, cioè del tutto eliminato dalla faccia della Terra, quello del vaiolo.

I microrganismi che causano tutte le altre malattie nominate, sono ancora circolanti e possono facilmente (troppo facilmente) riprendere a causare danni micidiali davanti a un abbassamento delle percentuali di copertura vaccinale.

La difterite ha ucciso un bimbo spagnolo non vaccinato, la scorsa primavera; epidemie di difterite e polio si sono “abbattute” come un vero e proprio flagello in Russia e Olanda in comunità poco vaccinate. Tutti ricordano la bimba di Bologna morta di pertosse perché contagiata da una bambino più grande. Solo pochi anni fa abbiamo avuto una epidemia di morbillo in Italia con morti e esiti permanenti. Chi ci rimette, sono sopratutto i soggetti più deboli; magari quelli tanto deboli da non potersi vaccinare e che devono sperare solo nella solidarietà degli altri, di chi dovrebbe vaccinarsi non solo per la propria protezione ma anche perché se ci si vaccina in tanti si impedisce la circolazione stesse di questi microorganismi e si protegge quindi anche chi la vaccinazione non può farla.

“L’esposizione naturale alla malattia è il miglior vaccino: i bambini non vaccinati sono generalmente più sani”

– Non sempre questo è vero; uno studio recente evidenzia che i soggetti che si sono ammalati di morbillo hanno una mortalità complessiva per altre cause che non il morbillo stesso, molto superiore rispetto a chi non si è ammalato di morbillo; probabilmente perché il fisico resta comunque debilitato.

Ovviamente bisogna considerare che questi studi interessano popolazioni e non singoli soggetti; in una popolazione di persone apparentemente sane che hanno il morbillo, quelli che in realtà avevano una lieve predisposizione, vengono fortemente messi in crisi dalla malattia; ma questo in genere si scopre “dopo”. Vale la pena correre il rischio?

“I vaccini sono altamente redditizi per le aziende farmaceutiche, che non sono ritenute responsabili per danni”

– Credo che effettivamente le aziende farmaceutiche facciano dei profitti; ma questo che vuol dire? Qualcuno produce pensando di fare debiti? Il punto critico è che le decisioni dovrebbero essere prese nella più assoluta trasparenza, dopo valutazioni di appropriatezza e opportunità. Su questo non siamo esenti da colpe.

Le campagne vaccinali dovrebbero essere condotte facendo conoscere con la più grande chiarezza possibile quale obiettivo si propongono e spiegando la necessità della scelta e valutando poi criticamente i risultati. Si dovrebbe poter contare su un preciso sistema di sorveglianza e di report degli effetti avversi dovuti alle malattie e di quelli dovuti ai vaccini. Si dovrebbe provvedere a un avanzato processo di formazione del personale e a una precisa informazione degli utenti. Prima di introdurre un nuovo vaccino ci si dovrebbe assicurare di aver raggiunto gli obiettivi precedenti compresi questi adeguamenti strutturali. Si dovrebbe avere un sistema unico nazionale; averne 22 farebbe ridere se non fosse drammatico. Ma questo non toglie validità alle vaccinazioni, semmai ci può mettere in crisi di credibilità.

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