Maroni trema. Mozione di sfiducia Pd: “La stagione degli scandali non è finita”

Lombardia
Il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni e il vice presidente e assessore alla Salute Mario Mantovani durante la presentazione, all'ospedale 'Sacco' di Milano, del 'Piano straordinario Expo Salute', 21 aprile 2015.
ANSA/ UFFICIO STAMPA REGIONE LOMBARDIA 
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Alessandro Alfieri, segretario regionale del Pd: “Il presidente va a processo l’1 dicembre, il suo vice è in manette e l’assessore al bilancio è indagato: non si può andare avanti così”

Il terremoto Mantovani rischia di far saltare la giunta Maroni. Il segretario regionale del Partito Democratico Alessandro Alfieri non ha dubbi in proposito: “Il primo a doversi fare delle domande sulla possibilità di rimanere alla guida della Regione è il presidente Maroni: non può far finta di niente”.

Sono molto gravi le accuse formulate nei confronti del vice di Maroni Mario Mantovani (Forza Italia), finito in manette questa mattina, poco prima della sua prevista partecipazione alla giornata della legalità: abuso d’ufficio, turbativa d’asta, corruzione e concussione per appalti nella sanità in Lombardia nel periodo tra il 6 giugno 2012 il 30 giugno 2014. Insieme a lui altri 12 indagati, tra cui Massimo Garavaglia, assessore all’economia e braccio destro di Maroni.

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“Cambiano i presidenti – sottolinea Alfieri ad Unità.tv – ma l’andazzo non cambia. La stagione degli scandali non è finita, anzi è in piena continuità con la giunta precedente. Il primo dicembre Maroni andrà a processo, il suo vice è stato arrestato, l’assessore al bilancio è indagato. Ora è difficile per il presidente pensare di poter andare avanti. C’è un evidente enorme problema politico: il presidente si era candidato dicendo che avrebbe rivoltato la regione come un calzino, ma la promessa è stata disattesa”.

Il Pd ha intenzione di accelerare questa presa di coscienza. “Metteremo in campo tutti gli strumenti perché questa legislatura termini prima”. Domani sarà presentata agli uffici del Pirellone una mozione “per chiedere le dimissioni di Maroni”, che, secondo regolamento arriverà in Aula nella prima seduta utile, quindi quella già convocata per martedì 20 ottobre. Alfieri ha anche assicurato che il centrosinistra “è già pronto” per tornare subito al voto.

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