“Spd e Cdu sono diventati troppo simili. Per questo vincono i populisti”

Scenari
epa05209957 'Alternative for Germany' (AfD) supporters celebrate the announcement of the first predictions in the parliamentary elections in the states of Baden-Wuerttemberg, Saxony-Anhalt and Rhineland-Palatinate, at an election party in Magdeburg, Germany, 13 March 2016. The elections are seen as a test for the support of Chancellor Merkel's migration policy which is not only criticized in her own party but mainly seen the reason for the populist anti-immigrantion party AfD expected to enter all three state parliaments.  EPA/SEBASTIAN WILLNOW

Michael Braun, corrispondente in Italia del Tageszeitung, spiega il voto di ieri in tre Lander tedeschi: “I socialdemocratici hanno perso contatto con i loro elettori. E Merkel è diventata troppo pragmatica”

Erosione chiara di voti per la Cdu, crisi profonda per la Spd, avanzata di Alternativa per la Germania (AfD) e possibile “balcanizzazione” alle elezioni politiche del 2017. Questo il quadro generale del voto tenutosi ieri in tre Lander tedeschi: Baden-Wurttemberg, Renania-Palatinato e Sassonia-Anhalt. Dei dettagli abbiamo discusso con Michael Braun, corrispondente da Roma del quotidiano progressista Tageszeitung e autore di Mutti: Angela Merkel spiegata agli italiani (Laterza).

Partiamo dalla cancelliera. Il voto, per lei e per il suo partito, la Cdu, è stato negativo?
Direi di sì. Nel Baden-Wurttemberg, tradizionale roccaforte del partito, governata da sempre con maggioranza comoda e passata solo nella scorsa legislatura a una coalizione rosso-verde (con la Cdu rimasta tuttavia prima forza regionale), i punti in meno sono dodici: dal 39% al 27%. Nella Renania-Palatinato, che – ricordiamolo – è la terra di Helmut Kohl, la Cdu perde meno terreno (dal 35,2% al 31,8%), ma l’obiettivo di affermarsi come primo partito fallisce. Anche nella Sassonia-Anhalt c’è un arretramento, sempre di tre punti percentuali.

Per qualcuno la Cdu paga la posizione da “falchi” assunta dai suoi candidati, smarcatisi dalla Merkel.
Si può dire questo, ma si può anche pensare che se i candidati cristiano-democratici non avessero fatto i falchi il partito avrebbe preso persino meno voti. Io credo che questa tornata sia in tutto e per tutto un duro colpo per la Cdu, attutito solo dal collasso della Spd.

I socialdemocratici tengono solo nella Renania-Palatinato. Negli altri due Lander al voto superano a malapena il 10%. Che succede al partito di Sigmar Gabriel?
Non fa più presa nella classe operaia e tra gli strati meno abbienti della popolazione. È come se avesse scordato le sue radici, rinunciando a reinterpretare il vecchio conflitto lavoro/capitale. Questo è fotografato anche dalla struttura del partito. Il tesserato medio e il funzionario medio sono in generale del laureati, con buona cultura e visione cosmopolita del mondo. Non che non vada bene. Il problema è che c’è uno scollamento, un deficit di contatto tra questa identità e gli strati umili della popolazione. Dove Alternativa per la Germania ha fatto il pieno.

Alternativa per la Germania è solo il partito del no all’euro, ai rifugiati e al sistema partitico tradizionale?
I sondaggi dicono che due terzi delle persone che hanno votato per AfD lo hanno fatto in opposizione ai partiti classici. Solo un terzo ha infilato la scheda nell’urna perché convinto dal programma del partito. C’è stato un forte voto di protesta, in linea con quanto accade in tutta Europa, dove il populismo e le forze alternative acquisiscono consenso. Ma questa è solo una delle letture. Ce n’è un’altra, anch’essa molto importante.

Quale?
AfD pesca voti tra gli operai e tra coloro – tecnici, impiegati delle aziende private e altre figure simili – che si sentono tagliati fuori dalla Germania felix di Angela Merkel o che percepiscono il rischio di restarne escluse. La loro reazione è stata andare alle urne e votare AfD. In questo c’è una differenza importante con quanto succedeva ieri, quando i delusi, gli scontenti, gli arrabbiati esprimevano il loro dissenso verso il sistema rinunciando a votare. E ciò accade anche per via del fatto che negli ultimi anni le posizioni espresse dalle famiglie politiche tedesche sono diventate sempre meno contrastate. Oggi cristiano-democratici, socialdemocratici, verdi e liberali potrebbero trovare un accordo sull’80-90% delle cose. Su molte istanze hanno visioni simili. Da sinistra si guarda al centro, dal centro a sinistra. La Spd, come detto, ha smarrito la sua vocazione storica, di difesa dei meno tutelati. La Cdu, con Merkel, ha assunto su temi quali gli immigrati, la condizione della donna, la cittadinanza e i diritti civili approcci completamente diversi da quelli tradizionali del conservatorismo tedesco. Angela Merkel non è neanche conservatrice, viene da dire: è una pragmatica. Ecco, davanti a questo rimescolamento di categorie, l’elettore insoddisfatto, che si sente ai margini, torna a votare e lo fa per AfD.

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