Silvana Agatone: “Se il medico deve pulirsi i ferri da solo per andare avanti”

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La presidente di Laiga: “È accaduto in Campania, almeno il 40% degli ospedali non pratica l’interruzione volontaria di gravidanza perché manca personale che non si rifiuti”

Silvana Agatone, 62 anni, è la presidente di Laiga, la Libera associazione di ginecologi italiani che applicano la 194, nonché ginecologa presso l’Ospedale «Pertini» di Roma.

Dottoressa Agatone, quali sono i veri dati sull’Interruzione volontaria di gravidanza in Italia?

“Ci sono moltissimi ospedali, il 40%, che non eseguono l’Interruzione Volontaria di Gravidanza perché mancano i non obiettori. Eppure l’art.9 della 194 dice espressamente che “tutti devono praticare aborti”. E intende due tipi di aborto: nei primi 90 giorni per volontà della donna detto aborto chirurgico, e quello da effettuarsi dopo i 90 giorni quando ci sono gravi malformazioni del feto o pericoli di vita per la donna”.

Gli ultimi dati più aggiornati, dunque quali sono: quelli forniti dal ministro Lorenzin o quelli della Cgil?

“Facciamo chiarezza. I dati ufficiali sono quelli del ministro della Salute Lorenzin: risalgono al 2013 e sono stati presentati al Parlamento nell’ottobre 2015, come accade ogni anno. Il reclamo della Cgil si è avvalso dei dati 2012- 2013 sulla situazione dei medici ospedalieri. Ma è probabile che questi ultimi siano poi stati aggiornati in sede di ricorso dal sindacato”.

Che clima si vive negli ospedali d’Italia in merito all’aborto?

“In buona parte degli ospedali il personale non obiettore si muove in un clima culturale negativo. Racconto un esempio accaduto di recente in Campania: serviva un Ivg, fatto il primo aborto il medico doveva praticarne altri ma il primo ferrista si è opposto di lavare e sterilizzare i ferri. Il collega-medico ha dovuto fare anche il lavoro del ferrista per poter mandare avanti gli altri interventi. C’è un abuso dell’obiezione che si trasforma in boicottaggio del servizio, basta anche il rifiuto di una portantina o di una anestesista per bloccare tutto”.

Cosa servirebbe?

“Uno studio sull’effettiva domanda. Il ministero studia solo gli aborti fatti senza valutare se la richiesta della cittadinanza è stata soddisfatta o meno. Servono inoltre concorsi per medici non obiettori per salvaguardare il diritto della donna ad usufruire della legge 194. In alcune regioni siamo arrivati a circa il 90% di obiettori di coscienza negli ospedali pubblici. E anche i Centri di diagnosi pre-natale dovrebbero avere a capo un medico non obiettore perché qualora venisse trovata una patologia la donna ha diritto di avere un aborto, se lo desidera, nello stesso Centro di malformazione che gli ha fatto la diagnosi”.

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