Serracchiani: “Stiamo cambiando il Paese, tutto il Pd lavora per vincere”

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La vicesegretaria dem: “Tutti i nostri dirigenti al lavoro per le elezioni amministrative”. Il M5s? “Dove amministra è in grande difficoltà”

L’obiettivo è quello di volare alti sopra le polemiche, ci sono da vincere le elezioni amministrative e il referendum Impresa complessa nel Pd, ma la vicesegretaria Debora Serracchiani, dice che non c’è altro che si possa fare adesso. «Lavorare sodo da qui al primo turno e poi, dove è necessario ricominciare il giorno dopo per il ballottaggi. Tutti insieme».

Doppia sfida: vincere le amministrative e arrivarci uniti. La domanda è: quale delle due è più ardua?

«Da mesi tutto il partito sta lavorando per vincere queste elezioni amministrative, tutti i dirigenti, dico tutti, sono impegnati sul territorio per far vincere i nostri candidati e riconfermare quelli in carica. Quindi vinceremo entrambe le sfide ».

Il M5s accusa il premier di non essere imparziale, dice che non dovrebbe scendere in campo per i candidati Pd .

«Il M5s è in evidente difficoltà. Dove amministra la situazione è a dir poco complicata e non solo per le vicende giudiziarie che vedono coinvolti i suoi amministratori. Basti ricordare gli esempi dove la difficoltà ad amministrare è manifesta, penso a Livorno, Parma, Bagheria. D’altra parte credo sia davvero fuori luogo la polemica circa la partecipazione del presidente del Consiglio, che è anche segretario del più grande partito italiano, a manifestazioni che in alcuni casi sono istituzionali e in altri elettorali. Siamo in campagna elettorale, è sempre avvenuto, non ci vedo nulla di strano. Piuttosto sono loro ad avere dei problemi dal momento che il loro leader, Beppe Grillo, ha deciso di non metterci la faccia».

In queste elezioni, come in molte altre, saranno gli indecisi a fare la differenza. Quali devono essere le parole d’ordine di questi ultimi giorni per convincerli?

«Prima di tutto dobbiamo spiegare il grande lavoro che stiamo facendo per cambiare il Paese, a partire dalle riforme che riguardano tutti, quelli che non vanno a votare e quelli che vanno. Saranno questi ultimi a poter fare la differenza, noi ce la stiamo mettendo tutta e i risultati stanno arrivando: la flessibilità che l’Europa ci ha riconosciuto; l’attenzione sulla crescita e sul Migration compact; l’autorevolezza che abbiamo riconquistato all’interno delle dinamiche europee e non solo, penso al G7, per esempio. La strada intrapresa è quella giusta, ora i cittadini devono capire che è una missione comune, non soltanto nostra. Tutti insieme possiamo davvero cambiare il Paese e le città dove viviamo ».

Ma i cittadini vogliono servizi efficienti, mezzi pubblici, servizi. Non c’è il rischio che dopo tante delusioni, penso a Roma, prevalga la rabbia?

«Oggi Matteo Renzi è venuto a Trieste (ieri per chi legge) a firmare importante accordo di programma che finalmente apre al mondo il Porto Vecchio, chiuso da vent’anni, con un impegno economico del governo di 50 milioni di euro; Bagnoli è un altro esempio concreto di cambiamento del Paese e di investimento per superare quelli che sono stati grandi problemi occupazionali e ambientali; penso al grande lavoro che ha fatto Fassino a Torino sui temi della cultura e della nuova vocazione della città che si è saputa misurare attorno a sfide nuove, o Bologna impegnata su grandi investimenti e Milano, con tutto il lavoro fatto da Pisapia in questi anni per il rilancio della città e da Sala con Expo. Ecco se guardiamo i fatti concreti ci rendiamo conto che è possibile ripartire, come hanno fatto i nostri amministratori in questi anni. Anche a Roma si può riconquistare la fiducia degli elettori. Roberto Giachetti ha un programma e una squadra seri, che puntano al rilancio della città. Cosa c’è dall’altra parte? Raggi che parla di funivia per superare il traffico o di baratto per le nuove monete? Mi sembra abbastanza fuori dalla realtà».

Lo spettro che continua ad aggirarsi su questa campagna elettorale è il Partito della Nazione che secondo alcuni è sempre più vicino con l’alleanza con Verdini. Non temete che possa danneggiarvi?

«Noi più che dire che non stiamo lavorando al Partito della nazione ma a vincere queste elezioni e poi il referendum, più che dire che queste riforme servono al Paese, non so cosa altro possiamo aggiungere. Se avessimo vinto le elezioni del 2013 avremmo avuto una diversa maggioranza ma la realtà è un’altra e se siamo riusciti a votare la legge sulle unioni civili e la riforma istituzionale è stato anche grazie al voto di altre forze politiche. Quelli che le hanno votate si sono assunti la responsabilità. Di altri, a partire dal M5s, non si può dire».

Berlusconi fissa l’allarme rosso per il governo se il Pd perde le quattro grandi città al voto. Lei si riterrebbe soddisfatta di…?

«Vincerle tutte. Stiamo lavorando per questo, i nostri candidati sono i migliori in campo, con programmi concreti per i territori che vogliono amministrare. Detto questo il governo con l’elezione dei sindaci non c’entra, le due cose sono e devono restare distinte».

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