Serracchiani: “Importante la nostra unità, ora la legge è davvero vicina”

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Intervista alla vicesegretario Pd: “Niente passi indietro sulla stepchild ma lavoriamo per allargare il consenso. M5S e Sel non facciano scherzi”

Debora Serracchiani, vicesegretario Dem, ieri era a Roma per l’incontro con la delegazione iraniana del presidente Rouhani. Il suo Friuli Venezia Giulia, oltre a tre accordi sul trasporto marittimo con l’Iran, ha siglato un protocollo con il museo archeologico di Teheran che invierà reperti ad Aquileia. Nelle stesse ore, il gruppo dei senatori del suo partito dava un via libera sostanziale al testo Cirinnà 2 che dopodomani comincerà l’esame dell’aula.

Ieri l’assemblea dei senatori Pd ha dato via libera unanime al testo Cirinnà 2 sulle Unioni civili. Significa che a questo punto la legge sarà portata a casa?

“E’ stato un segnale non scontato e molto positivo. Ha funzionato il dialogo e il confronto continuo nel partito. L’impegno sul testo risponde alle indicazioni emerse dall’ultima direzione. Noi siamo pronti a migliorarlo ancora per allargare il consenso ma senza stravolgerlo”.

Alla fine non ci sarà libertà di coscienza sul voto finale ma solo su alcuni emendamenti. Quale porzione della partita è ancora aperta?

“Il Pd darà un’indicazione chiara, la stessa che ha portato al voto unanime sul testo: il ddl Cirinnà va votato nel suo impianto complessivo. Poi, è in atto un lavoro sugli emendamenti utile per evitare equivoci e fraintendimenti, per spiegare meglio il passaggio sul ruolo del tribunale nella stepchild adoption, per elencare nel dettaglio i diritti e doveri dei conviventi evitando richiami al matrimonio. Un lavoro, insomma, di pulizia e puntualizzazione del testo”.

Su quali emendamenti esattamente sarà consentita la libertà di coscienza ai senatori?

“Ci sarà un’altra riunione in cui si entrerà nel merito e si capirà quali margini attribuire alla libertà di coscienza. Finora, Renzi ne ha parlato soltanto a proposito della stepchild adoption”.

Per essere chiari: esiste la possibilità che la legge venga approvata senza la stepchild adoption? Sono ancora in campo mediazioni come il preaffido?

“Sono in campo emendamenti che servono a specificare e chiarire aspetti specifici, non che stravolgono il sistema. E l’impianto passato anche oggi nell’assemblea di Palazzo Madama contiene la stepchild. Quindi, nessun passo indietro. Si lavora sul gruppo di modifiche presentate in primo luogo da Beppe Lumia su cui c’è una convergenza del Pd e di altre forze politiche”.

Il gruppo Idea di Gaetano Quagliariello ha già annunciato che chiederà i voti segreti. Li temete?

“Nel Pd la capacità di dialogo mostrata finora, la lealtà e la coesione, mi fanno pensare che i voti segreti non saranno un problema. Arriveremo con un’indicazione precisa e posizioni chiare. Mi auguro che altre forze politiche non vogliano mettere a rischio la sorte di questa legge soltanto per colpire il Pd”.

Si riferisce ai Cinquestelle? L’asse con loro sarà messa alla prova già giovedì con il voto delle pregiudiziali di costituzionalità. Terrà?

“Mi riferisco alla vicenda di Altero Matteoli, quando i Cinquestelle hanno votato un indagato per andare contro il Pd. Mi appello alla serietà di tutti i partiti, e soprattutto di quelli, come i Cinquestelle e Sel, che hanno già espresso parere favorevole sul testo sulle Unioni Civili. Spero non ci siano scherzi da parte di nessuno: è una legge attesa da molto tempo e abbiamo ricevuto segnali anche dalla piazza di sabato scorso”.

Ecco, appunto. Possibile che nel 2016 in Italia sia ancora così difficile e sofferto approvare norme che regolino la quotidianità delle coppie gay?

“In effetti, veniamo da un percorso lungo e complicato, con tutti gli approfondimenti necessari. Adesso in Parlamento ci sono la maturità e la forza che servono per approvare la legge. Un passo necessario anche perché in Europa siamo rimasti tra gli ultimi”.

È ottimista sull’epilogo?

“Sì, sono fiduciosa che a questo punto potrà essere varata senza troppi patemi d’animo. Vedo una trasversalità che in passato era difficile”.

Il governo ha scelto di rimanere neutrale. È stato opportuno o sarebbe stato meglio schierarsi su un tema così importante?

“In realtà Renzi si è espresso più volte sul tema sia come premier che come segretario del partito, con una determinazione che non sempre si è avuta in passato. Ha chiarito che il testo va approvato e che non è più rinviabile, salva ovviamente la libertà di coscienza sui punti più delicati. Una determinazione che, lo ripeto, mi sembra senza precedenti”.

Romano Prodi si spese molto per i Dico.

“Sì, ma all’epoca il dibattito fu molto più aspro e lacerante”.

I verdiniani di Ala voteranno la legge sulle Unioni Civili. Se il loro apporto risultasse determinante, come è stato per l’ultima lettura della riforma costituzionale al Senato, cambierebbe qualcosa per la maggioranza?

“Come abbiamo già detto più volte, le riforme costituzionali e i temi etici dovrebbero avere il consenso più ampio e trasversale possibile. Questo non implica nessun cambio di maggioranza, che non è all’ordine del giorno. È un gesto di maturità di tutto il Parlamento”.

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