Sciuto: “Milano è migliorata e ha dimostrato di poterlo fare con uno sviluppo sostenibile”

Milano
Il sole alto in cielo su piazza del Duomo a Milano. Anche oggi il capoluogo lombardo è stato una della città più calde d'Italia, 6 luglio 2015.
MATTEO BAZZI / ANSA

Conversazione con Donatella Sciuto, Prorettore vicario, Politecnico di Milano

Qual è la sua valutazione di Milano in questo periodo? Condivide l’impressione di tanti che la città stia vivendo un momento di particolare splendore, quasi una sorta di “rinascimento”?
Sicuramente Milano è migliorata negli ultimi anni e l’amministrazione è stata il motore propulsore per essere al livello delle principali città europee con un respiro internazionale. Ha dimostrato di poterlo fare con uno sviluppo sostenibile e iniziando il percorso per diventare una smart city. Ha posto attenzione all’accoglienza e all’imprenditorialità giovanile, favorendo iniziative di sharing economy. Ovviamente c’è ancora molto da fare sulle periferie, sugli spazi pubblici, sul supporto alle fasce più deboli, per far ripartire tutta la città dopo questi anni di crisi.

Qual è il suo bilancio dei sei mesi di Expo?
Expo è stato un esperimento riuscito che ha dimostrato che mettendo insieme le forze si possono ottenere ottimi risultati. Sicuramente si potevano fare meglio molte cose se si fosse partiti con i tempi giusti. Mi sono piaciute molto alcune delle architetture proposte per i padiglioni, un po’ meno invece i contenuti. Expo ha avuto il pregio di obbligare a ripensare la città e portare a termine molti progetti messi in cantiere anche con l’amministrazione precedente. Spero che questo stimolo non si fermi e che qualunque amministrazione successiva continui ad avere una visione per il futuro di questa città. 

Poche settimane, fa il Presidente del Consiglio ha presentato alla città la proposta del governo per il dopo Expo. Che impressione ne ha tratto? Quale immagina potrebbe essere il ruolo del Politecnico nella messa a punto del progetto complessivo di utilizzo e destinazione delle aree?
Il progetto proposto dal Governo è un tassello di un progetto più ampio che deve considerare tutta l’area di Expo. Credo che manchi per ora una visione globale. Sicuramente un’area dedicata alla ricerca scientifica è di interesse per il Paese, ma deve raccogliere le migliori intelligenze, con obiettivi chiari e finanziamenti certi a lungo termine. E’ necessario definire gli obiettivi specifici e le infrastrutture di ricerca necessarie, e collegare le infrastrutture esistenti con quelle che verranno realizzate, in modo da sfruttare tutto il potenziale esistente a Milano, senza duplicazioni. Le infrastrutture di ricerca del Politecnico, situate tra Città Studi e Bovisa potranno essere sinergiche al progetto, così come le nostre competenze, tra le migliori del Paese.

Come valuta l’esperienza dell’amministrazione Pisapia? Quali sono i punti di forza e di debolezza che lei ha riscontrato nella sua veste di Prorettore di uno degli atenei più prestigiosi della città?L’amministrazione Pisapia ha avuto il pregio di ascoltare le esigenze delle università milanesi e di accompagnarle nel crescente livello di internazionalizzazione della popolazione studentesca e dei docenti, cercando di semplificare le procedure burocratiche per la loro permanenza. In generale, l’atteggiamento di ascolto dei cittadini e di inclusione nelle scelte è stata una novità rispetto al passato. Una debolezza è sicuramente legata a una mancata accelerazione su alcune opere di riqualificazione, dovuta alle procedure burocratiche piuttosto lente.

Quali sono le sue aspettative per la prossima amministrazione che si andrà a formare nel 2016?
Mi auguro che la prossima amministrazione porti a termine i progetti esistenti e continui a lavorare per rendere Milano una città sempre più vivibile e inclusiva per tutti, realizzando una vera città metropolitana aperta al mondo.

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