Scalfarotto: “Sabato sarò in piazza per il rispetto dei diritti umani”

Diritti
Un momento della manifestazione davanti a Palazzo Montecitorio "5 anni di attesa", in favore dei matrimoni gay, Roma, 18 Aprile 2015. ANSA/ ANGELO CARCONI

Il Sottosegretario ai rapporti con il parlamento: “Questa legge è patrimonio di tutti, non è la manifestazione di una minoranza oppressa”

Un paese si modernizza sia intervenendo sull’hardware – pubblica amministrazione, giustizia, lavoro per fare alcuni esempi – sia sul software, cioè varando leggi che riguardano le persone: fine vita, divorzio breve, unioni civili»: Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle riforme, il 23 sarà in piazza a manifestare perché «cittadino che tiene al rispetto dei diritti umani» impegnato in un’opera di modernizzazione complessiva del nostro paese.

Parteciperà alla manifestazione indetta dalle associazioni lgbt del 23?

“Parteciperò da cittadino che tiene ai diritti umani, perché questa legge è patrimonio di tutti, non è solo la manifestazione di una minoranza oppressa, ma di tutti i cittadini che vogliono vivere in un paese inclusivo, in una grande democrazia occidentale. Qui non sono in gioco solo i diritti di alcuni: sono in discussione il tipo di società e di Paese in cui vogliamo vivere. La legge sul divorzio non servì solo a consentire ad alcune migliaia di coppie all’anno di separarsi: la legge e il successivo referendum sancirono la trasformazione dell’Italia patriarcale e contadina che arrivava dal dopoguerra nel paese moderno e industriale che era già nel frattempo diventato. Oggi siamo davanti a un passaggio storico simile”.

Come valuta il dibattito in corso sul ddl Cirinnà?

“I diritti civili sono diritti umani come ha detto Hillary Clinton. Sulla mancanza di una legge a riguardo la Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia, una condanna molto grave. Non mi stupisce però che il dibattito sia molto acceso. Se siamo l’ultimo paese a darsi una legge di questo tipo vuol dire che chi si è opposto sinora lo ha fatto con determinazione, e ora sta giocando le ultime carte”.

Alcuni parlamentari Pd di ispirazione cattolica presenteranno emendamenti al ddl. Possono compromettere il traguardo?

“Nel partito il dibattito è il benvenuto. Il PD non è luogo dove si viene espulsi per differenze di opinioni. Un partito, però, non può non avere una linea, altrimenti tradisce la propria funzione. La linea del PD è sulle unioni civili alla tedesca con adozione coparentale uscita dal congresso del 2013. È una linea più prudente di quella di quasi tutti i partiti socialisti europei e anche di alcuni partiti della destra europea. Mi auguro che nessuno stia pensando di schierare il PD a destra della destra di Cameron, della Merkel o di Sarkozy: non saremmo certo in buona compagnia”.

Se non dovesse passare l’adozione coparentale, c’è il rischio che la legge non venga approvata?

“Non credo. Il rischio io lo vedo solo se il PD non terrà la posizione cui si è impegnato al Congresso e se non difendesse l’enorme lavoro di mediazione fatto sin qui e si prestasse a ulteriori compromessi prima dell’arrivo in aula. In questo caso rischieremmo di perdere molti voti tra coloro che oggi sono favorevoli, senza al contempo guadagnarne tra coloro che sono contrari. E’ fondamentale tenere la barra dritta».

Tra le carte che stanno giocando gli oppositori delle unioni civili possiamo annoverare anche la cattiva informazione?

“I retroscena di certi media vanno declassati a mero gossip, tutto l’opposto di ciò che una buona informazione dovrebbe fare. Devo poi rilevare che le voci contrarie alla legge, giuristi o alti prelati che siano, trovano oggettivamente spazi rilevantissimi anche su organi di stampa accreditati di una storia e una tradizione laica e democratica”.

Circolano voci su posizioni che potrebbero slittare nel governo. Servono a solleticare la pancia del paese?

“Questa non è materia di governo, ma tipicamente parlamentare. Nel governo ci sono posizioni differenti, e sono state espresse. Il premier Renzi e i ministri Boschi e Orlando finora hanno avuto una posizione lineare: come del resto ha detto lo stesso Renzi la proposta che arriva al Senato viene dalla Leopolda del 2012″.

Le unioni civili sono tra i cardini della visione renziana volta a modernizzare il paese?

“Certamente. La modernizzazione di un paese passa attraverso il suo hardware e il suo software. L’hardware sono le strutture fondamentali, l’ossatura – pubblica amministrazione, giustizia, fisco, legge elettorale, lavoro – il software sono le leggi che riguardano la società e i rapporti tra le persone. Per modernizzare dobbiamo agire su entrambe le leve. Siamo molto avanti rispetto alla prima. Alle unioni civili stiamo arrivando”.

Che peso possono avere il family day e la adesione di Bagnasco?

“Ci sono state manifestazioni simili in Spagna e in Francia quando è stato introdotto il matrimonio egualitario. Da noi si ricorre alla piazza nonostante la legge in discussione sia molto più prudente e conservativa. In Francia e in Spagna, a legge fatta, la società non è precipitata nel caos e la famiglia tradizionale non si è dissolta. Le innovazioni sono state accolte con serenità. Le manifestazioni che fomentavano paure infondate si sono rivelate alla fine del tutto ingiustificate”.

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