Sangalli: “E’ la strada giusta, ora ridurre tutte le aliquote Irpef”

Legge di Stabilità
Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, a margine del convegno "Meno tasse, meno spesa. Binomio della ripresa" presso la sede di Confcommercio a Roma, 22 luglio 2015. ANSA/CLAUDIO PERI

Il presidente nazionale di Confcommercio: “La manovra può dare spinta alla ripresa”

Presidente Carlo Sangalli, nella manovra che ora comincia l’iter parlamentare ci sono diverse misure per le imprese. Un’inversione di tendenza?

«Non c’è dubbio che la Legge di Stabilità abbia intrapreso la strada giusta adottando alcune misure di natura fiscale per sostenere le aziende: la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia che ci salva dall’aumento dell’IVA per il 2016, l’innalzamento della franchigia Irap, la proroga delle agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie e l’ecobonus».

Aggiungerebbe qualcosa?

«Sulla strada dell’abolizione della Tasi si doveva anche procedere alla totale deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali, compresi negozi e alberghi, così come è stato fatto per l’agricoltura e l’industria. Ci auguriamo che in Parlamento questa discriminazione venga sanata».

L’innalzamento del tetto ai pagamenti in contanti ha suscitato polemiche: che ne pensa?

«L’aumento della soglia di utilizzo del contante a tremila euro è certamente una scelta buona, che si aspettava, in linea con l’Europa e, in un momento anche di ripresa difficile, semplifica la vita delle imprese. Insomma questa misura può favorire il rilancio anche di alcuni consumi. Vorrei ricordare che la debolezza della domanda interna è un problema strutturale del nostro Paese e, tra consumi e investimenti, la domanda interna vale più dell’ 80% del Pil. Quindi bisogna fare di tutto per rilanciarla se si vuole veramente far sì che ci sia una vera crescita».

Non crede come molti temono che possa favorire l’evasione?

«Oggi l’Agenzia delle Entrate ha tutti gli strumenti necessari per contrastare efficacemente questo fenomeno patologico che abbraccia indistintamente tutti i settori dell’economia. E alludo al redditometro, allo spesometro, all’anagrafe finanziaria e bancaria che consente di conoscere vita, morte e miracoli di ogni contribuente».

Confcommercio sollecitava un taglio della spesa pubblica improduttiva, c’è stato?

«Qualcosa si è cominciato a intravedere, ma il governo deve finalmente con più coraggio e determinazione tagliare la spesa pubblica improduttiva e liberare così le risorse necessarie per una riduzione generalizzata delle aliquote Irpef. Perché fino a quando non perderemo il triste primato di una pressione fiscale tra le più alte al mondo, non ci sarà vera crescita».

Un voto complessivo all’impianto della legge per ora?

«Non mi piace dare voti, mi ricorda la scuola. Certo posso dire che questa manovra può dare una spinta alla ripresa in atto. Il governo però deve ridurre le tasse in maniera generalizzata su famiglie e imprese. Abbiamo infatti di fronte due Italie, come ci mostra un recente rapporto che abbiamo realizzato con il Censis: una che riparte, che torna a spendere, ottimista, l’altra che arranca e che non ha ancora toccato con mano la ripresa. Alludo alle tante famiglie e piccole imprese, soprattutto nel Mezzogiorno, che non riescono a coprire tutte le spese con il proprio reddito – oggi una su cinque – e che adottano ancora comportamenti di consumo orientati alla prudenza e al risparmio».

E per far agganciare la ripresa anche alle famiglie e imprese di cui sopra?

«Diciamo che a oggi ci sono tutti i presupposti per un significativo consolidamento della ripresa che, nel 2016, potrebbe portare a una crescita del Pil vicino al 2%. A condizione, però, che il governo riduca le tasse con più incisività su imprese e famiglie e che la legge di Stabilità esplichi in pieno i suoi effetti espansivi».

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