Sabella: “Utile il rinvio del voto Commissario? Valuterei un ruolo tecnico”

Roma
sabella-alfonso-633x335

L’assessore alla legalità Sabella: “Resto un magistrato non un politico. Necessario consolidare quanto fatto”

A metà pomeriggio del sabato compra quattro pacchetti di sigarette. A luglio gli avevano detto di rallentare. «Devo arrivare a lunedì e ci sono due notti. Sono lunghe le notti, la rabbia è tanta e si fatica a dormire». Alfonso Sabella, 53 anni, magistrato antimafia chiamato in Campidoglio a dicembre dell’anno scorso, dopo i primi arresti di Mafia capitale, è un frullatore di pensieri, progetti, delusione e rabbia. «Oggi dovevamo cominciare ad aprire i cantieri del Giubileo, la pioggia ci ha costretto a rinviare a domani. Tutti noi stiamo lavorando come se perché qui non si può perdere un minuto».

Si sente ormai più assessore o magistrato?
«Assessore lo sarò ancora per venti giorni, un’esperienza straordinaria. Magistrato lo sarà per la vita: per questo, se la furente campagna mediatica per il funerale e le parole del Papa non mi ha sfiorato, non potevo restare sordo alla questione scontrini. In via ipotetica si profilano un paio di reati come il falso e il peculato. E non potendo avere la prova che sono menzogne, non potevo che dimettermi».

Le dimissioni del sindaco sono certe?
«Le devo considerare tali. Le ha annunciate».

Per continuare a leggere, abbonati online.

Vedi anche

Altri articoli