Russia, Siria, Europa e uno sguardo all’Italia: cosa ha detto Renzi a Bloomberg

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Il premier in un’intervista a margine dell’Assemblea Onu: “Che Berlusconi voti o meno la riforma del Senato a noi non cambia niente”

Russia, Siria, Ucraina, emergenza migranti, uno sguardo all’Europa e all’Italia. Matteo Renzi ha parlato a 360 gradi di politica estera e italiana in un’intervista a Bloomberg Television, registrata a margine dei lavori dell’Assemblea generale dell’Onu. Ecco i punti principali dell’intervista.

Russia cruciale su molti dossier internazionali “La Russia – ha detto Renzi – è un grande Paese, con una grande storia e un grande futuro”. Dalla Siria all’Ucraina il ruolo di Mosca è evidentemente determinante se si vuole pensare di risolvere i conflitti in corso. Pur sottolineando l’importanza del ruolo statunitense come alleato “di riferimento” per l’Italia, il premier ha esortato a scongelare i rapporti diplomatici con Mosca. Sull’abolizione delle sanzioni contro Mosca è però cauto: “Dobbiamo preservare la sovranità dell’Ucraina, preservare la sua identità e i suoi confini. E per questo è corretto mantenere le sanzioni contro Putin. Tutti devono rispettare il Protocollo di Minsk”.

Siria, serve accordo largo. Evitare Libia bis “Abbiamo bisogno di un largo accordo per risolvere la situazione in Siria”. Certo, ha sottolineato Renzi, “c’è un problema legato alla presenza di Assad, ma è necessario trovare un accordo. Personalmente sono dell’idea che dobbiamo assolutamente evitare una Libia bis, dove siamo intervenuti e non abbiamo pensato al futuro. Qualsiasi iniziativa in Siria è praticabile solo se cerchiamo una soluzione per oggi ma anche per domani”.

Un’Europa chiusa in se stessa è finita “Se l’Europa è chiusa, è finita”, ha detto Renzi. Il presidente del Consiglio ha ricordato che l’Unione Europea si trova di fronte a sfide cruciali, non solo le prossime elezioni in Francia e Germania, ma addirittura il referendum in Gran Bretagna sull’adesione all’Ue. “Per quanto riguarda i migranti, se crediamo in un’Europa concentrata solo su spread, austerity e spesa, può anche andare bene. Ma questa non è l’Europa”.

Voto Berlusconi irrilevante per riforma Senato “Sia che Berlusconi decida di votare la riforma sia che decida di non votarla per me non cambia nulla, il governo è sostenuto da una buona maggioranza. Berlusconi – ha aggiunto Renzi – in un primo momento ha deciso di sostenere la riforma perché tagliava i costi del Parlamento e semplificava il processo legislativo ma in un secondo momento ha cambiato idea”. Ad ora la cosa più probabile “è che il suo partito non voti la riforma, ma è molto difficile fare previsioni su Berlusconi”.

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