Burioni: “Essere contro i vaccini è irresponsabile verso i più deboli”

Salute
Un bambino viene vaccinato in un ambulatorio della Asl di Napoli, 3 novembre 2016.
ANSA / CIRO FUSCO

L’immunologo: “Il rifiuto della scienza sta portando a conseguenze molto gravi”

Il caso del bambino malato di leucemia e morto ieri dopo aver contratto il morbillo ci riporta di nuovo a domandarci cosa sta fallendo in Italia, nella comunicazione e nella diffusione scientifica e cosa succede nella mente di chi, antivaccinista convinto, nemmeno di fronte a queste terribili notizie riesce a smettere di credere a teorie pseudoscientifiche come a una religione.

Di questo abbiamo parlato con il professor Roberto Burioni, specialista in immunologia clinica e allergologia, autore del libro Il vaccino non è un’opinione, edito da Mondadori e attivissimo su Facebook proprio per informare sui vaccini e sulla loro importanza fondamentale.

Professor Burioni, ci troviamo a commentare un altro caso di un bambino malato di leucemia ma morto di morbillo…
È una cosa incredibile perché la leucemia fino a non molti anni fa era una condanna a morte per i bambini. Adesso nella maggior parte dei casi di leucemia non si muore più. Leucemie come quella che aveva questo bambino hanno un tasso di guarigione che va dall’85% al 95%. Ed è incredibile che nel 2017 invece si muoia ancora di morbillo, una malattia che, se tutti si vaccinassero, sarebbe scomparsa perché nei Paesi dove tutti si vaccinano il morbillo non c’è perché non riesce a circolare. Questa notizia ci ricorda nella maniera più atroce possibile quanto vaccinare noi stessi e i nostri figli sia non solo un atto di protezione individuale ma un atto di responsabilità civile volto a difendere i più deboli e i più sfortunati.

Che vita devono fare i bambini immunodepressi in Italia dove la copertura vaccinale è al di sotto della soglia di sicurezza?
Garantire a questi bambini una vita normale è la prima cosa che uno Stato deve fare. Tra il diritto di non vaccinare il proprio figlio sulla base di una superstizione senza senso e il diritto di un bambino malato gravemente di avere una vita normale senza rischiare la vita, io vedo vincere il secondo. In California il padre di un bambino che aveva avuto la leucemia ha iniziato una battaglia perché ha scoperto che nella classe di suo figlio il 20% non era vaccinato contro il morbillo. Quindi suo figlio rischiava la vita mentre stava guarendo dalla leucemia. In California, tempio delle libertà, dal 2015 se non si è vaccinati non si va a scuola. E le coperture sono tornate ai livelli di sicurezza.

L’antivaccinismo però sembra essere diventato quasi una religione…
In Olanda c’è un gruppo di fondamentalisti protestanti che rifiuta le vaccinazioni perché crede che la salute sia un premio e la malattia sia un castigo che viene dato da Dio. Vaccinandosi si toglie a Dio la possibilità di dare questi castighi e questi premi e quindi non si vaccinano e non vaccinano i figli. Indovini dove è stato l’ultimo episodio di poliomielite in Europa con 70 casi di cui 50 paralizzati e tre morti? Proprio lì.

Quindi cosa si può fare?
Sul caso del bambino malato di leucemia e morto di morbillo gli antivaccinisti, ad esempio, dicono che in realtà è morto di leucemia o che sono stati i vaccini a farlo ammalare. Si tratta di persone irragionevoli, quindi temo che per mettere in sicurezza la nostra società non ci sia altra strada che una qualche forma di obbligo. Peccato, perché uno spera che la gente si convinca leggendo e informandosi sull’importanza dei vaccini, però se non è così dobbiamo prenderne atto e regolarci di conseguenza.

L’azione di informazione ha un effetto più lento sull’opinione pubblica?
L’azione di informazione è doverosa. Questo antiscientismo è grave in termini assoluti, perché non riguarda solo i vaccini; riguarda ad esempio il bambino morto di otite e i vaccini lì non c’entrano. Però è un rifiuto della scienza che porta a conseguenze molto, molto gravi. È necessario investire nella comunicazione, nell’informazione e nell’educazione perché una buona scuola è quella che dovrebbe limitare questi fenomeni, però è anche vero che mentre la foresta va a fuoco non possiamo dire alla gente di non buttare i mozziconi accesi, dobbiamo spegnerla con gli idranti. Questo è quello che dobbiamo fare ora, perché cose di questo genere non devono ripetersi.

Perché in questo periodo è così diffuso l’antiscientismo?
Non glielo so dire. Questa forse è una domanda che dovrebbe fare a qualcuno molto più esperto di me di fenomeni sociali e meccanismi psicologici. Io posso solo rimanere stupito da quanto la scienza abbia migliorato il nostro mondo sottraendoci dolore, malattie e fatica. Perché non dimentichiamoci che una volta la vita delle persone era caratterizzata dalla fatica; per coltivare un ettaro di terra ci volevano tante persone che si spezzavano la schiena dalla mattina alla sera, adesso basta un trattore, quella è la tecnica. Io e lei possiamo parlare grazie a un cellulare che è stato messo a punto dalla scienza. Gli antivaccinisti parlano su Facebook che funziona su un computer realizzato grazie alle regole della scienza e della tecnica. I vaccini poi sono stati tra le scoperte che hanno migliorato di più la nostra vita. Insieme all’acqua potabile sono quelli che hanno abbattuto la mortalità infantile. Ricordiamoci che prima della scienza la maggior parte dei bambini moriva prima dell’anno di vita. È incredibile che nel 2017 bisogna tornare a difendere i vaccini.


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