Senato, Zanda: ecco perché andiamo subito in Aula

Riforme

Il capogruppo del Pd al Senato: “Non è affatto una forzatura, lì si esprime il massimo della democrazia”

“In Europa solo l’Italia ha un bicameralismo perfetto. Basta con questa anomalia. Per questa decisione di portare il ddl direttamente in Aula la responsabilità ce l’ha anche chi ha deciso di presentare 550.000 emendamenti al testo”. Così Luigi Zanda spiega perché il Pd abbia chiesto di portare il ddl Boschi direttamente in Aula.

“Per l’Aula sono stati minacciati addirittura milioni di emendamenti – prosegue il capogruppo del Pd al Senato – vorrei ricordare che già quest’estate tutti i funzionari del Senato hanno lavorato per giorni e giorni all’esame dei 550.000 emendamenti presentati in commissione”, pertanto il suo auspicio è che questo non si ripeta.

L’aver presentato tutte quelle proposte di modifica e l’aver chiesto anche un comitato ristretto per il loro esame è stata per Zanda “una manovra politica”, così come “una manovra politica” è stata “il loro ritiro” in concomitanza con la decisione del Pd di chiedere la trasmissione del provvedimento subito in Aula. “Andare in Aula – precisa il presidente dei senatori Pd – non è affatto una forzatura perché è lì che si esprime il massimo della democrazia. È in Aula che tutti i gruppi possono esprimersi liberamente. È la sede giusta e naturale”. “Decine di volte – insiste – si è dovuto prendere atto che quella di portare un provvedimento direttamente all’esame dell’Assemblea fosse la soluzione migliore”. “La vera forzatura – conclude – è stata presentare tutti questi emendamenti”.

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