Ricci: “Grave l’assenza di Marino per il Cdm”

Dal giornale
Il sindaco di Roma Ignazio Marino durante una conferenza stampa nella sede dell'Ama, 15 luglio 2015 a Roma. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Il vicepresidente del Pd: “Oggi il governo decide il futuro di Roma”

«Certo poteva almeno andare un po’ più vicino. In modo da tornare facilmente, visto il clima e il contesto…». Matteo Ricci è il giovane sindaco di Pesaro che Renzi ha voluto anche alla vicepresidenza del Pd. Certo Pesaro non è Roma, ma anche lui condivide un incarico che presuppone di essere in servizio permanente ed effettivo per tutta la durata del mandato. «Puoi andare in vacanza da sindaco solo quando termine il mandato. Prima è impossibile, specie di questi chiar di luna» ammette Ricci.

Dunque Marino sbaglia?

«Premetto che parlo a titolo personale. E che il sindaco di Roma ha trascorso un anno così complicato che ha il sacrosanto diritto ad andare in ferie e cercare di staccare almeno un po’. Chi dice il contrario, oggi, e lo fa stando in ferie, dice castronerie. Però, fossi stato in lui, avrei scelto una località più vicina. Credo che anche per Marino non sia facile tenere i necessari contatti quotidiani con il suo vice stando dall’altra parte dell’Oceano».

È rimasto in Campidoglio fino al 14 agosto. Il funerale show è spuntato fuori, imprevisto e imprevedibile, il 20 agosto. Che doveva fare, prendere e tornare?

«No guardi, la storia del funerale non è dirimente per la sua presenza. È stato un fatto gravissimo ma l’amministrazione comunale non ha responsabilità dirette e il vicensidaco Causi e i membri della giunta presenti in città mi sembra che abbiamo saputo gestire la cosa. Condivido chi dice che tornare avrebbe significato dare fin troppa importanza a questo clan. Il problema dell’assenza di Marino è un altro».

Quale?

«Il fatto grave è che sia assente nel giorno, domani (oggi, ndr.), in cui il Consiglio dei ministri decide e scrive il futuro di Roma: gli interventi del ministro Alfano per le infiltrazioni di mafia capitale; il pacchetto di misure per il Giubileo che inizierà l’8 dicembre, cioè domani. La riunione del Consiglio dei ministri è stata fissata il 7 agosto. E insomma, poichè sono decisioni cruciali, fossi stato Marino mi sarei organizzato per esserci. È una questione di stile. E di sostanza».

Una provocazione dopo tanti attacchi? Un mezzo passo indietro rispetto ad una squadra che forse sente meno sua?

«Nè l’uno nè l’altro. A me sembra che, al contrtario, Marino si sente finlamente sicuro di una squadra rafforzata grazie all’impegno del Pd. È più sicuro, Orfini sta facendo un ottimo lavoro, Causi ed Esposito anche. Così va finalmente in ferie.Tutto giusto. Insisto però sull’opportunità della sua presenza in una giornata chiave come quella di domani (oggi, ndr.)».

In vista del Giubileo, lei si preoccuperebbe più di aprire nuovi cantieri e di far funzionare bene quello che c’è?

«Siamo a settembre, non mi pare ci sia tempo per nuove opere. Marino deve occuparsi di mettere a lucido e far funzionare al meglio la città».

Scansato il rischio di elezioni anticipate?

«Direi di sì. Non ci sarebbe coerenza con le scelte fatte dal Pd. Marino ora è nelle condizioni di poter governare. Lo deve dimostrare».

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