Renzi in cerca di mediazione: “Potrei non candidarmi premier. Primarie oppure si arriva fino al 2018″

Pd
Matteo Renzi durante la conferenza stampa al termine delll'incontro sulla legge elettorale con Silvio Berlusconi nella sede del PD a largo del Nazareno, Roma, 18 gennaio 2014. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

“Ho avuto la possibilità di tirare un calcio di rigore il 4 dicembre. Me l’hanno parato. Anzi, 41 a 59 significa che l’ho tirato male, malissimo”

“La prossima volta potrei non essere io. Magari potrebbe toccare ancora a Paolo Gentiloni, o a Graziano Delrio. Lo scenario della prossima legislatura imporrà probabilmente governi di coalizione. Attenzione, però. Trattare con l’Europa e ottenere risultati sarà più difficile, nel nuovo scenario internazionale”.

In un colloquio a tutto tondo con il Corriere della Sera, il segretario del Pd Matteo Renzi apre scenari futuri fino ad ora non ipotizzati, primo fra tutti la possibilità di fare un passo indietro come candidato premier e riflette sulle elezioni: “Il punto è se votare a giugno o a febbraio del 2018. Se si celebra il congresso – osserva – si va all’anno prossimo, altrimenti si fanno le primarie. Non ho problemi a fare il congresso. Volevo farlo a dicembre ma me l’hanno impedito”.

Poi qualche autocritica sul passato: “Non mi va di essere raffigurato come una persona rosa dalla voglia di andare alle elezioni anticipate per prendersi la rivincita”, dichiara Renzi. “So che le elezioni non possono essere il secondo tempo dopo il referendum. Quando si perde a calcio, non ci si riprova con la pallanuoto. Io ho avuto la possibilità di tirare un calcio di rigore il 4 dicembre. Me l’hanno parato. Anzi, 41 a 59 significa che l’ho tirato male, malissimo. E adesso è cominciata una fase politica diversa”.

“Il clima politico è cambiato, nel Paese. Sono il primo a esserne consapevole”, ammette l’ex premier. “So bene che se anche ottenessi un grande risultato, un 37 per cento dei voti, o addirittura un 42 per cento, non esisterebbero più le condizioni per avere un governo libero di fare le cose che ho in mente. Dunque – prosegue – è bene ragionare sui pro e i contro delle elezioni anticipate. Si vuole andare avanti? Siamo pronti, se si ritiene che serva”. Certo però, continua il segretario Pd, “capisco l’obiezione di presentarsi al G7 di fine maggio con un governo dimissionario non offrirebbe una bella immagine dell’Italia”,-dice Renzi-. Ma in Europa andrà comunque un governo dimissionario dopo qualche mese, con la manovra finanziaria alle porte. Quindi…”.

 

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