Quarto, Picierno: “Il sindaco vada via. Grillo ha ammesso il voto inquinato”

M5S
Il sindaco di Quarto (Napoli), Rosa Capuozzo piange in Consiglio comunale, in una seduta che ha vissuto momenti di tensione: ''la lotta alla camorra è di tutti e tutti dobbiamo combatterla. Se invece si lotta per altre questioni è strumentalizzazione, Questo deve essere chiaro ai cittadini di Quarto'', ha detto. 8 gennaio 2016.   ANSA /CIRO FUSCO

Quello che sta succedendo a Quarto è allucinante, la buona politica deve capire quando è il momento di intervenire. E il M5S sta dimostrando di essere inadeguato

“Trovo allucinante tutto quello che sta succedendo a Quarto, non solo ciò che è emerso dalle intercettazioni in cui l’imprenditore Alfonso Cesarano, legato al clan dei Polverino, chiedeva voti per il Movimento Cinquestelle, ma soprattutto come la questione sia stata gestita politicamente dai vertici pentastellati”.

Pina Picierno, eurodeputata del Pd, componente della segreteria dem, campana e responsabile per la legalità nella prima segreteria targata Matteo Renzi, dice che il sindaco Capuozzo “deve andare via subito” e ci racconta la giornata convulsa del consiglio comunale di Quarto a cui ha assistito dopo aver preso parte insieme a Rosaria Capacchione e Leonardo Impegno al sit in organizzato dai giovani democratici di Napoli.

Cosa l’ha colpita maggiormente nella gestione del consiglio comunale e nell’intera vicenda?
“Il repertorio a cui ho assistito è quello della vecchia politica. Abbiamo iniziato la giornata con i vigili urbani che hanno fatto rimuovere dalla sala consiliare degli innocui cartelli che inneggiavano ‘onestà’ e chiedevano ‘dimissioni’. Eppure mi ricordo che in Parlamento i Cinquestelle hanno tirato fuori ogni genere di sceneggiata: dall’occupazione dei banchi del governo ai cartelloni di ogni tipo e fattura”.

Le sembra strano il cambio di registro?
“Più che strano, lo trovo quasi esilarante. Sembra una commedia degli equivoci: ora i pentastellati scelgono di interpretare il ruolo dei controllori e censori. Per non parlare poi del grave episodio dell’espulsione dalla sala consiliare di Marco Sarracino, segretario provinciale dei Giovani democratici di Napoli”.

Ci vuole raccontare il momento in cui è stato ‘accompagnato’ fuori…
“Macché accompagnato. Sarracino e altri hanno chiesto legittimamente che fosse discussa la crisi che investe il comune. Invece il presidente del consiglio comunale non solo ha cercato di silenziare qualsiasi discussione sul merito, ma di fronte a chi chiedeva spiegazioni e protestava ha fatto intervenire le forze dell’ordine”.

Come valuta la gestione del caso Quarto da parte dei vertici del M5S?
“C’è un dato incontrovertibile: Grillo ha ammesso che ci sono stati dei voti dati ad un consigliere da un imprenditore in odore di camorra. E che fa? Dopo averlo riconosciuto dice che non sono determinanti. Ecco io mi rifiuto di ridurre il tema della legalità ad una questione di cifre”.

Però alla fine il sindaco si è messa a piangere e ha invocato l’unione per combattere la camorra…
“Ricordo che in campagna elettorale Luigi Di Maio diceva ‘saremo l’argine all’illegalità’. Sono stati un argine troppo permeabile a cui hanno risposto prima con un silenzio omertoso e poi con il linguaggio che non sentivamo da tempo. Il sindaco che propone il rimpasto è una parola della vecchia politica”.

I Cinquestelle accusano il Pd di avere due pesi e due misure. Cosa risponde?
“Mi sono sempre battuta sulla questione legalità, affinché la camorra, la mafia non possano condizionare la vita democratica della mia terra e nelle istituzione democratica. Una lotta che va portata avanti senza fare sconti a nessuno. Quando ci sono ombre così inquietanti la politica deve intervenire per allontanarli. Il Pd lo ha fatto: per esempio in provincia di Caserta si è mossa prima ancora che la magistratura finisse il suo lavoro. Un lavoro che va rispettato ma che ha naturalmente tempi diversi. Credo che la buona politica debba capire quando è necessario intervenire. È il M5S sta dimostrando di essere inadeguato”.

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