Quarto, l’ex candidato del centrosinistra: “Hanno fallito, se avessero dignità dovrebbero dimettersi”

M5S
Rosa Capuozzo del Movimento 5 stelle eletta sindaco di Quarto (Napoli), 15 giungo 2015.
ANSA /PRIMA PAGINA

L’ex candidato Francesco Dinacci: “Incarnavo la lotta al crimine, fatto fuori per un cavillo”

Dire che a Quarto i Cinquestelle hanno conquistato il Comune vincendo le elezioni è letteralmente esatto. Bisogna sapere però che il primo comune conquistato dai grillini in Campania ha visto una competizione elettorale alquanto particolare. Infatti l’unico partito a partecipare è stato il movimento Cinquestelle che si è trovato a fronteggiare una serie di liste civiche. Gli altri partiti, compreso il Partito Democratico, sono stati esclusi per irregolarità nella presentazione delle firme. Ad essere escluse dalla competizione amministrativa comunale di Quarto ben otto liste per vizi di forma e per inammissibilità e collegate a tre candidati sindaci diversi. A decadere per il centrosinistra il candidato sindaco Francesco Dinacci.

Francesco Dinacci ci racconta cosa successe?
“Il movimento Cinquestelle fece un ricorso, appoggiato anche dai parlamentari pentastellati, al Consiglio di Stato che alla fine decise di escludere le liste che avevano un vizio formale: in poche parole la mancanza di competenza del pubblico ufficiale autenticatore delle firme”.

Alla luce di quanto sta emergendo dall’inchiesta che indaga sulla camorra, sull’inquinamento del voto e dell’amministrazione comunale, come rilegge quel fatto?
“La mia candidatura era considerata come quella che più di tutte incarnava la lotta alla criminalità organizzata. Quando a Quarto esplose nel 2012 il caso “Quarto connection” l’inchiesta della Dda di Napoli in cui si intrecciavano in un triangolo voti, affari e politica gestiti dal clan Poverino, decidemmo di centrare la nostra proposta politica contro il malaffare. Avevo creato una rete con associazioni di volontariato e per la legalità, con numerosi cittadini che volevano cambiare rotta al territorio in cui vivevano: tutti furono delusi, quando per quel cavillo ci fu impedito di partecipare. E’ questo il paradosso: quello su cui oggi rifletto”.

Come giudica, quindi, l’amministrazione pentastellata e lo scandalo che la sta investendo?
“E’ apparso subito chiaro che la proposta politica dei grillini non fosse all’altezza. In un territorio come questo non hanno avuto la necessaria combattività contro il malaffare. In certi territori, certe persone vanno tenute lontano. Con una battuta i Cinquestelle hanno preferito fare fuori Dinacci piuttosto che combattere il malaffare”.

E’ un giudizio pesante il suo…
“Mi creda, non voglio processare nessuno. La magistratura deve fare il proprio corso, ma di sicuro il presupposto filosofico dei grillini per cui ‘noi siamo onesti e gli altri no’ non regge. Se fosse vero ciò che emerge dall’inchiesta, la camorra è penetrata in una parte del movimento per continuare ad inquinare l’attività amministrativa”.

Come difendersi allora?
“E’ chiaro che nessun partito può dirsi geneticamente onesto. Se però si pensa di governare senza capacità, senza esperienza, senza solidità politica, senza fare una lotta chiara alla camorra, ne consegue che alla fine ti trovi inquinato”.

Politicamente come vede il futuro di Quarto?
“Le persone e i cittadini di Quarto sono molto amareggiati. Speravano di poter uscire, dopo il commissariamento, dal tunnel in cui il comune si è trovato. L’istituzione comunale ha perso credibilità e non può continuare a fare la morale con tutto che quello che sta succedendo. Un assessore si è dimesso dichiarando pesanti dubbi sul piano urbanistico comunale denunciando poca trasparenza, un consigliere è indagato, un altro si è dimesso dopo la notizia dell’inchiesta in corso. E’ una amministrazione sfiduciata nei fatti, tutti hanno disincanto nei confronti del sindaco. Questa amministrazione ha fallito e se avesse la giusta dignità dovrebbe dimettersi”.

Vedi anche

Altri articoli