Primarie Trieste, Cosolini: “Sono l’unico qui che può battere il centrodestra”

Amministrative
20110428 - POL - TRIESTE - CANDIDATI ELEZIONI AMMINISTRATIVE 15 E 16 MAGGIO 2011 - Roberto Cosolini candidato sindaco di Trieste per la coalizione di centro-sinistra. ANDREA LASORTE/ANSA

Il candidato alle primarie del centrosinistra a Trieste: “Se si sottovalutano i risultati raggiunti il centrosinistra non sarà credibile”

A Trieste il centrosinistra si è complicato la vita: dopo aver deciso e confermato la corsa bis del sindaco uscente Roberto Cosolini, il Pd si è spaccato e ritrovato a organizzare in fretta e furia le primarie per la scelta finale del candidato alle amministrative.

Sindaco, è preoccupato per le primarie di domenica prossima?

“No, sono assolutamente sereno e tranquillo. Intanto perché sono stato io a decidere che la sfida andava accolta. Con un atto politico forte nonostante le discussioni sull’opportunità e la tempistica della candidatura rivale”.

Come è andata la campagna?

“Velocissima, intensa e tumultuosa. Meno di tre settimane durante le quali ho continuato a fare il sindaco. Da questo punto di vista è un bene che siamo vicini al traguardo. E poi mi preparo per la battaglia vera contro il candidato del centrodestra Roberto Dipiazza”.

Il suo avversario ai gazebo, Francesco Russo, sostiene che lei sia il candidato dei vertici e non della base. Ha questo timore?

“Veramente ho visto che Anna Finocchiaro si è schierata con Russo. Mentre il Pd triestino, il governatore Debora Serracchiani e il capogruppo alla Camera Ettore Rosato hanno confermato l’appoggio che già mi avevano dato. Ma quello che conta è il rapporto con i cittadini che, per fortuna, pensano con la loro testa”.

E lei questo rapporto pensa di averlo?

“Ne ho incontrati centinaia in queste settimane e credo di aver raccontato cinque anni di buon governo e anticipato importanti cambiamenti per Trieste nei prossimi cinque”.

Qual è il programma che intende realizzare?

“Ho iniziato con in città immobile, che al declino aveva aggiunto la crisi economica. L’abbiamo rimessa in moto con prospettive di crescita e posti di lavoro. L’abbiamo resa più moderna e dobbiamo continuare su questa strada. Oggi Trieste con il suo porto, i centri di ricerca e la vocazione al turismo internazionale ha ritrovato lo sguardo sul mondo e attira giovani. Ecco, direi che la prossima sfida è demografica e rivolta ai giovani”.

Russo si è candidato sulla base di un sondaggio che la mostrava in difficoltà rispetto a Dipiazza. Le cose sono cambiate?

“I sondaggi sono diversi e non univochi. E di solito non se ne fa uso di lotta politica all’interno del proprio partito. Quelli che risultano a me dicono che sono l’unico in campo ad avere prospettive concrete di battere Dipiazza, che è effettivamente un avversario pericoloso”.

Certo, non si può dire che a Trieste le primarie siano addomesticate o con un vincitore già scritto e gli altri a fare da comparse…

“Sì, c’è una competizione vera. Una sfida in cui entrambi vogliamo vincere”.

Da lunedì, però, lo sconfitto dovrà sostenere il vincitore. Lei se la sente di impegnarsi in questo senso?

“Queste sono le regole delle primarie. Io, infatti, ho cercato di usare sempre toni positivi perché so che le tossine poi vanno smaltite. E se i toni sono stati esasperati e sono andati a toccare le persone diventa difficile ritrovare l’unità”.

La sua è un’accusa?

“No, è una constatazione. Il mio sfidante ha fatto la sua campagna elettorale ma nel farlo ha sottovalutato sistematicamente i risultati raggiunti dalla nostra giunta. Ecco, io credo che se passa questa linea il centrosinistra sarà meno credibile”.

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