Primarie Roma, 7 domande ai candidati. Le loro idee per la Capitale

Amministrative
Da sinistra, Domenico Rossi, Roberto Giachetti, Gianfranco Mascia, Roberto Morassut, Stefano Pedica e Maurizio Ferraro (padre della candidata Chiara Ferraro), durante il secondo confronto tra i sei candidati alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio, Roma, 3 Marzo 2016. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Nella capitale la sfida per scegliere il candidato sindaco del dopo Marino. Più di cento gazebo, 190 sedi, si vota dalle 8 alle 22

Urne aperte dalle otto alle ventidue in 190 sedi e 110 gazebo allestiti in ogni municipio. Gli sfidanti sono sei. Chiara Ferraro, la ragazza autistica in campo per i diritti, Roberto Giachetti, vice presidente della Camera, ex capo di gabinetto di Francesco Rutelli, Gianfranco Mascia, coportavoce dei Verdi, Roberto Morassut, l’ex assessore di Walter Veltroni, Stefano Pedica, ex di Di Pietro ora nel Pd e Domenico Rossi, il generale centrista. Programmi e squadra futura, le nostre sette domande.

1. Domenica il centro-sinistra sceglie il candidato-sindaco con l’obiettivo di riprendersi il Campidoglio dopo la fine della giunta Marino sfiduciata dai dem. Da dove ricominciare? Quale sarà la prima mossa?

FERRARO
«Avviare immediatamente il processo che dovrà portare Roma Capitale entro i primi 5 anni alla sua completa e piena Autonomia legislativa (Città Regione)».

GIACHETTI
«Si deve ricominciare dal rispetto delle persone, dall’ascolto che è mancato per anni. Bisogna avere l’umiltà di capire bene, e a fondo, i problemi delle persone e superare il senso di abbandono che pervade tutta la città con la partecipazione ed il coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte da compiere. La prima cosa da fare è ricostruire un rapporto di fiducia con le persone».

MASCIA
«Si ricomincia dai cittadini e dalla città che meritano tutta l’attenzione della politica e del Comune. Quindi la prima mossa riguarderà le famiglie, i papà e le mamme che hanno il diritto di poter lavorare e di essere genitori. Le rette degli asili nido non solo non vanno aumentate ma vanno ridotte: le scuole dell’infanzia non solo devono restare pubbliche ma devono essere accessibili a tutte le famiglie e non solo a quelle più ricche».

MORASSUT
«Chiederò un incontro al governo per studiare le misure più opportune per abbassare la pressione fiscale sulla Capitale riducendo, in primo luogo, la quota addizionale Irpef al 9 per mille destinata al ripiano del debito pregresso e per destinare quindi parte delle ingenti risorse, sempre finalizzate al ripiano del debito, alla crescita degli investimenti e alla ripresa dei consumi. Per farlo occorre rivedere le norme della legge di stabilità del 2010 che oggi la città subisce pesantemente. La pressione fiscale è troppo alta rispetto alla capacità di restituire servizi e investimenti per opere pubbliche. Roma sta diventando una grande metropoli depressa. Con il governo si dovranno studiare le forme più opportune per sostenere la crescita. Chiederò inoltre che sia riscritta una nuova legge per Roma Capitale che innovi il testo di quella che abolita. Nuovi obbiettivi per le esigenze della Capitale e risorse straordinarie per cultura, ambiente, rinnovo urbano, infrastrutture, lotta alle fragilità, innovazione e semplificazione amministrativa.

PEDICA
«Ricominciare dalla parte buona del nostro elettorato, quella che non si fa convincere con promesse e compromessi dalle tribù o dalla trasversalità di alcuni vecchi capobastone che oggi vedo ancora in alcuni comitati elettorali. La mia prima mossa sarà quella di restituire i soldi ‘rubati’ al Campidoglio da quelle persone che ancora oggi pagano poche decine di euro di affitto al mese per le case comunali. Quindi ricominciare dalla città ma da quella pulita, quella che non si fa ingannare».

ROSSI
«Bisogna ripartire dai punti che hanno fatto perdere fiducia ai cittadini romani. Legalità, trasparenza, sicurezza e capacità organizzative. Il mio primo atto, se vinco, sarà completare il lavoro del prefetto Tronca su Affittopoli. Chi ha avuto favoritismi ora deve pagare e i responsabili di questo scandalo all’interno del Comune, se ne devono andare. Occorre far capire a tutti che non ci sono più percorsi preferenziali per gli amici degli amici e mettere a frutto un patrimonio immobiliare che oggi è un costo quando dovrebbe portare nelle casse comunali tra i 50 e gli 80 milioni di euro all’anno. Con quei soldi risolviamo il problema degli asili e dell’assistenza agli anziani».

2. L’inchiesta Mafia Capitale non ha risparmiato il Pd, cosa dice ad un elettore di centrosinistra deluso e arrabbiato per convincerlo a votare di nuovo?
F. «La Presenza di Chiara tra i candidati del centro sinistra è una “chiara” dimostrazione che il Pd e tutta la coalizione vogliono togliere il welfare cittadino dalle grinfie della mafia, ricordate la frase di Buzzi: “ se fanno più sordi coll’immigrati che co’ ‘a droga”, dal clientelismo, dalle lobby professionali, dalla arretratezza di una impostazione misericordiosa e compassionevole che non è più nemmeno del nostro eminentissimo Papa».

G. «Gli dico che si apre una fase nuova. Che se io sarò il candidato del centrosinistra e soprattutto il Sindaco di Roma, nulla sarà più come prima. Abbiamo commesso gravi errori ed io non ho alcuna intenzione di nasconderlo. Abbiamo però già cominciato a correggerli e chi mi conosce sa che per me non ci saranno compromessi con un certo modo di fare politica e gestire le responsabilità amministrative».

MA. «Che da portavoce dei Verdi di Roma mi sono candidato alle primarie del Centrosinistra proprio perché voglio portare in Campidoglio legalità, trasparenza e onestà. Per noi sarebbe stato molto più facile sederci sulla riva del fiume e criticare come ha fatto la sinistra radicale: partecipare alle primarie e dare il nostro contributo al governo della città facendo tornare centrali le politiche ecologiste».

MO. «Solo con il tuo voto alle primarie potrai aiutare il Partito Democratico a liberarsi delle tribù di potere che lo hanno posseduto in questi anni è solo votando coloro che si dimostrino lontani anni luce dai condizionamenti di quelle tribù di potere. Che abbiano contrastato quel regime di vita interna. Che si siano dimostrati contrari ed estranei alle responsabilità politiche o giudiziarie delle inchieste. E che non abbiano tra i loro sostenitori i rappresentanti delle cordate che hanno dominato la vita interna del pd romano in questi ultimi anni. Più forte sarà la partecipazione alle primarie e più forte sarà il candidato del centrosinistra rispetto ai rischi che prevalgano di nuovo le derive correntiste e di potere».

P. « Ho incontrato tanti elettori delusi e arrabbiati da questo Pd romano che spesso in questi anni ha pensato solo alle poltrone e al potere, disinteressandosi delle periferie. I cittadini sono delusi da un centrosinistra che ha creato un muro di Berlino tra la politica e il territorio. A queste persone che credono ancora nella politica e che votano il Pd pensando di cambiarlo dico di votare per me, per non ritrovarci di nuovo i soliti noti in Campidoglio».

R. «Parlo da osservatore esterno perché non sono del Pd, sono l’unico rappresentante dell’area moderata della coalizione. E posso parlare per me e per me parla la mia storia. Ho dedicato una vita al servizio dello Stato e della legalità nell’Esercito, fino alle responsabilità più elevate. Ora voglio mettere le mie competenze a disposizione della mia città. E poi fuori dal centrosinistra di chi dovrebbero fidarsi i romani? Dei 5Stelle? Del centrodestra? Per favore…».

3. Il debito del Comune è spaventoso e va ripianato. Un’ipoteca pesante sul lavoro di chi guiderà la città. Come affronterà questo dossier scottante?

F. «Facendo leva su una questione che ritengo fondamentale: lavorerei, anche in questo caso di concerto con il governo, per cambiare verso strutturale al Bilancio comunale. Un esempio per tutti , non inscriverei più le risorse del welfare tra i trasferimenti passivi ma tra gli incentivi al sistema produttivo. Attraverso Il mio “budget di cura” Io, Chiara, che lavoro in serra piantando semini da trapiantare poi nel mio orto aziendale porterò i prodotti al mio collega Simone,che li venderà al mercato; a dimostrazione che anche Noi, persone con Autismo Severo, possiamo aiutare la nostra economia e non deprimerla. Un solo problema, il modello di welfare cittadino così come concepito oggi non può comprendere questa opzione di libertà, la può solo tollerare. La formula: La mia cooperativa è nel mio progetto individuale, il mio budget di cura è investito nella mia cooperativa. La mia cooperativa è un ente produttivo.

G. «È un dossier scottante e decisivo. Su questo come sulla questione delle metropolitane e quella della sicurezza chiederò un tavolo al Governo nel quale trovare soluzioni che, pur tenendo fermo l’impegno sul ripiano dell’enorme debito che ci troveremo ad affrontare, dia respiro ad una rigorosa azione amministrativa che diversamente rimarrebbe soffocata e paralizzata».

MA. «Il debito non lo devono pagare né le famiglie romane con la riduzione dei servizi, né la città con il blocco delle infrastrutture strategiche come ad esempio quelle il trasporto pubblico o della lotta al degrado. Questa è la priorità del mio programma per Roma. Gli sprechi vanno aggrediti immediatamente, va combattuta l’evasione e va messo a reddito il patrimonio immobiliare della città che invece di alimentare i privilegi devono diventare una risorsa per le casse comunali. Ciò detto è necessario avere una visione innovativa e che premi i lavori verdi e la green economy: chi ha mai pensato i rifiuti potessero essere una ricchezza o una fonte di reddito? Ad esempio in Inghilterra hanno investito 200 milioni di sterline per recuperare palladio e iridio degli apparecchi elettronici dismessi. Sapete quanto frutta questa politica? 1 miliardo di sterline il palladio e 380 milioni di sterline l’iridio. E a Roma? Va tutto in discarica. Il mio obiettivo è quello di dimezzare la tassa sui rifiuti attraverso la raccolta porta a porta estesa a tutti i municipi».

MO. «Il ripiano del debito non spetta al Comune ma ad una specifica struttura che dipende dallo Stato: la struttura commissariale per il ripiano del debito pregresso. Come ho già detto, però, dovrà esserci maggiore coordinamento tra le politiche di bilancio del Comune e quelle del Commissario straordinario. Il Comune – ormai libero dal fardello del debito – deve operare con rigore nella gestione delle risorse con una spending review, con una selezione degli obiettivi, lotta agli sprechi, valorizzazione del patrimonio, dismissione di partecipazioni azionarie non redditizie, apertura a partner privati affidabili e selezionati sul mercato mondiale per alcuni servizi come trasporti e rifiuti. Ma deve essere sostenuto dallo Stato per la ricostruzione di un volume di investimenti adeguati ad una grande metropoli europea come è Roma».

P. «Il debito del Comune, arrivato fino a 22 miliardi, non è stato creato in un anno. È frutto delle amministrazioni che si sono avvicendate negli ultimi venti anni, sia di destra che di sinistra. Tanto per intenderci, sia di Alemanno che di Rutelli e Veltroni, dove erano presenti anche Giachetti e Morassut. E il regalo che hanno fatto ai cittadini sono le tasse più alte d’Italia. Dobbiamo recuperare tutti gli sprechi per non far pagare più ai cittadini questo debito spaventoso».

R. «Da generale, intendo dichiarare guerra agli sprechi. Ho già detto quanto si può recuperare da Affittopoli. Altre risorse vanno recuperate facendo funzionare Ama e Atac che insieme ad Acea hanno 31 mila dipendenti, una cifra incredibile se si pensa al livello dei servizi. E poi bisogna essere uniti, compatti, per Roma 2024. Se portiamo a casa le Olimpiadi cogliamo un’occasione unica. E Roma torna la città più ammirata del mondo come nel 1960».

4. Roma è la città della grande bellezza ma chi ci vive lo sa che è spesso un girone infernale. L’emergenza più grande è il traffico, la mobilità. Cosa propone per restituire ai romani il diritto a spostarsi in tempi certi e brevi? E sulle periferie quale sarà il primo provvedimento che firmerà contro il degrado?

F. «Questa la domanda che rende evidente l’importanza di rendere Roma una città Autistic Friendly. Non è bastato imporre in ogni passaggio della progettazione di piano regolatore e di edilizia pubblica così come nel trasporto pubblico l’obbligo dell’abbattimento delle barriere architettoniche per migliorare la condizione di vita dei nostri colleghi con Handicap motorio. È necessario che si riprogetti nelle aree periferiche il disegno della “Piazza” bene comune, luogo di incontro. Quando si dice portare il centro nelle periferie lo si dice per me dando un senso civico e sociale al concetto di Piazza. La città Regione avrà le competenze e l’autonomia che le permetteranno di ridisegnare il suo network socio economico. Gli operatori pubblici e privati di ogni comparto dovranno seguire obbligatoriamente il disegno della Roma delle Piccole comunità. In una città così ci si sposterà di meno».

G. «Non è più il tempo delle belle promesse. Soprattutto sulla mobilità bisogna studiare bene prima di indicare soluzioni perché una volta fatte delle scelte queste devono essere accompagnate da una indiscutibile compatibilità e da una effettiva fattibilità. Per quanto riguarda le periferie sono convinto che non ci sia un intervento salvifico. Le periferie devono vivere e per farlo è tutta la città che se ne deve fare carico perché se le periferie soffrono, soffre la città».

MA. « Per prima cosa voglio che Roma diventi una bella città dove vivere con servizi che funzionano, strade pulite e sicure, illuminazione efficiente. Credo che sia necessario rivedere completamente le politiche sulla mobilità pubblica che deve diventare puntuale, efficiente e confortevole e sostenibile, seguendo l’esempio delle capitali europee. Per esempio mi piacerebbe capire chi ha firmato l’appalto per acquistare 700 autobus diesel. Gli investimenti vanno fatti su tram, autobus ecologici e elettrici, piste ciclabili urbane bike e car sharing. Mi piacerebbe riuscire a rendere gli autobus gratuiti per tutti attraverso un ticket per le auto che entrano nell’area dell’anello ferroviario. Nelle periferie ci vuole una costante presenza del Comune dando più peso ai municipi che devono essere le sentinelle sui problemi e le prime istituzioni che offrono soluzioni: è scandaloso che a Tor Sapienza una scuola sia rimasta chiusa per più giorni a causa dei fumi di un incendio e nessuno si sia preoccupato della cosa».

MO. «Alcune opere avviate e in corso di realizzazione debbono essere concluse in tempi rapidi e con costi certi: la Metro C fino al Colosseo e la Metro B fino a Casal Monastero. Con Regione e FS si debbono concludere la ristrutturazione della Roma Lido, della Roma Nord e la chiusura dell’anello ferroviario nel tratto di Tor di Quinto. Vanno poi verificate le condizioni per la prosecuzione del tracciato Linea C fino a Clodio, possibilmente prevedendo una o due stazioni tra Colosseo ed il Tevere. Nel medio periodo si possono considerare la realizzazione di alcune linee tranviarie di superficie lungo alcuni corridoi di riserva del trasporto pubblico previsti dal Piano regolatore. Tuttavia, da subito, è possibile aprire gli stessi corridoi riservati anche utilizzando mezzi ordinari aumentando la velocità commerciale di alcune linee ed innalzando in breve tempo l’offerta di trasporto pubblico per la periferia. Per quanto riguarda “il degrado” delle periferie è indispensabile agire su due aspetti: lotta alle fragilità (con aumento delle risorse ed una nuova attenzione a politiche integrati delle reti sociali e di sussidiarietà) e recupero urbano diffuso sia sul piano urbanistico sia sul piano edilizio attraverso incentivi ed azioni volte a favorire il rinnovo dello stock edilizio esistente. Grande sostegno, poi, alla creazione di nuovi nidi e all’edilizia scolastica».

P. «Roma è una città senza controllo, abbandonata a se stessa, senza regole, senza futuro. Questo è lo scenario che abbiamo davanti. Per restituire il diritto ai romani di spostarsi in tempi certi occorre potenziare il trasporto pubblico, sia su gomma che su ferro. Ci attende una grande sfida: liberare Roma dalle macchine e darle un trasporto pubblico degno di questo nome. Il primo provvedimento che prenderò sarà quello di denunciare i politici e i costruttori che hanno permesso di costruire case, parcheggi o altre  strutture senza poi inaugurarle perché prive di collaudo».

R. «Facciamoli funzionare i trasporti. Intanto combattendo l’evasione. A Milano stanno mettendo i tornelli in uscita: chi non paga il biglietto non esce dalla metropolitana. Facciamolo anche noi. E poi potenziamo i collegamenti con le periferie, completiamo la metro C, ammoderniamo la metro B perché ogni guasto è un pugno in faccia a Roma e facciamo una campagna di tolleranza zero alle auto in doppia fila. Insomma mettiamoci al lavoro. E per le periferie aumentiamo subito la sicurezza con servizi in sinergia tra forze dell’ordine, esercito e polizia municipale».

5. La cultura può essere un volano della ripresa economica e non solo. Il centrosinistra romano ha fatto storia con la stagione dell’estate romana di Renato Nicolini. Su che progetti punterà?

F. «Sul rafforzamento del Sistema Bibliotecario Comunale nel suo complesso. Struttura che dovrà regolare dal centro alla periferia la produzione e fruizione di tutto quanto fa cultura in questa città. Dal mio punto di vista Autistico le biblioteche romane sono i migliori luoghi dove organizzare “processi di autonomia” e questo non è poco visto il bisogno di decontestualizzare il prendersi cura dell’autismo dal sistema ospedaliero e dai centri dedicati, c’è bisogno di contesti normali per noi Persone con Autismo. In alcune biblioteche del sistema cittadino questo già avviene».

G. «Roma è cultura. La cultura, insieme al turismo possono diventare  il volano di quel riscatto che io vorrei contribuire a realizzare per la Capitale. Le idee sono tante ma anche in questo caso per diventare progetti ci vuole ancora un po’ di tempo. Mi sentirete parlare solo quando le proposte saranno davvero concrete».

MA. «Certamente la cultura, arte, musica, teatro, cinema e lettaratura sono da sempre nel Dna di Roma e costituiscono un patrimonio, anche economico importante, che va aiutato e fatto crescere. Vorrei, però, che i fermenti culturali abbracciassero anche le periferie e le nuove tecnologie. Ad esempio qualcuno conosce i Balck Mist? Sono tre ragazzi e una ragazza che hanno battuto le major di produzione di videogiochi realizzando un gioco online sviluppato nella stanza da letto di uno di loro. Bene vorrei che in ogni municipio si creassero delle Web Factory che consentano ai giovani “smanettoni” di entrare nel mondo produttivo realizzando software e videogiochi che consentirebbero a loro e al comune di ricavare anche un reddito».

MO. «È necessario rilanciare una politica complessiva e integrata per la cultura della Città che metta a sistema i tanti luoghi dell’immenso patrimonio culturale, le molte attività, potenziando e razionalizzando l’offerta e i modelli di gestione, sottraendo la cultura ai tagli delle risorse nella programmazione del bilancio. In particolare la valorizzazione dell’offerta e della fruizione culturale della Città di Roma comporta: la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico, storico e artistico; la promozione di iniziative e attività culturali, per suscitare nei cittadini romani il senso di comunità; l’investimento nella cultura come ricchezza moltiplicatrice dell’economia della Città, come fondamentale leva di sviluppo sociale, economico ed occupazionale. In questo contesto, una priorità è la ripresa concreta del tema del Museo della città, come punto di raccordo e dizionario della rete dei musei monumenti e siti sparsi nel centro e in periferia: un Museo (che del Museo mantenga solo il nome), che metta Roma al pari di decine di altre metropoli del pianeta, e che si presenti come luogo attivo di ricerca, riflessione, comunicazione per l’educazione diffusa dei cittadini romani alla conoscenza critica del luogo in cui vivono e per l’orientamento delle masse del turismo culturale globalizzato».

P. «Le politiche del centrosinistra da sempre sono rivolte alla cultura e al sociale. Dobbiamo ripristinare le manifestazioni dell’Estate romana in periferia ma, allo stesso tempo, dobbiamo garantire gli asili nido comunali, i centri anziani e il recupero della aree verdi per migliorare la vita dei cittadini in tutti i 15 Municipi. Punterò su quello che non è stato più fatto, come riaprire i cinema e i teatri, perché non si può pensare solo a creare centri commerciali».

R. «Nel mio programma ci sono sette progetti dedicati alla cultura, dalla creazione di un distretto industriale della cultura, il primo in Italia, alla creazione di percorsi turistici innovativi, alla trasformazione della Befana di Roma in un evento internazionale e altro ancora. Basta avere rispetto per Roma, che è anche il mio slogan, e Roma ha tutto per ripagarci».

6. In caso di vittoria ha già in tasca la lista della squadra? Metà donne, metà uomini?

F. « Tutta la mia Giunta sarebbe composta da cittadini e cittadine con Autismo Severo , rispettando naturalmente la parità di genere».

G. «Non avendo ancora in tasca la vittoria alle primarie si figuri se ho in tasca la squadra».

MA. «Certamente. Non c’è bisogno nemmeno di dirlo. I miei primi due nomi (in perfetta parità di genere) li posso già dire: Paolo Berdini all’urbanistica e Claudia Bettiol alla Smart City. Ovviamente Orso non entrerà in Giunta ma sarà consulente gratuito per i diritti degli animali».

MO. «La nuova Giunta dovrà essere una squadra di altissimo livello con esperienze e figure sperimentate è un grado di esprimere il massimo della capacità di governo, di ascolto e di relazioni per coinvolgere energie e competenze adeguate per lo sforzo eccezionale che occorre per risollevare Roma. Vi saranno anche le figure più giovani e migliori emerse in questi anni. Farò alcuni nomi ben prima del voto – se sarò candidato Sindaco – e sarà una squadra di 10 assessori con deleghe più compatte e con comparti di competenze organiche e strutturate. Per metà uomini e per metà donne».

P. « Metà donne e metà uomini è scontato. Nella mia giunta ci sarà gente di specchiata moralità. Gente che, già nei primi sei mesi di amministrazione, cercherà di trovare le soluzioni a quei problemi che ci trasciniamo da 15 anni.  Roma non deve essere più la città di Mafia Capitale, dell’immondizia, dei condoni, della corruzione e dei campi rom».

R. «Guardi, io ho capito le ragioni della rottamazione di Renzi e le ho apprezzate. Serviva una scossa al Paese. D’altro canto se non fosse così non sarei membro di questo governo. Però Roma è in stato di emergenza e per me servono prima di tutto persone capaci. Quindi non voglio guardare né al sesso né all’età. L’importante è che siano persone di qualità».

7 . Sel corre da sola. L’allenza di centrosinistra è rotta. Porta chiusa? O per vincere l’unità è preziosa.

F. «Mi siederei con i colleghi di Sel e porrei loro la mia visione della città che è una visione ambientalista,laica, liberale, democratica. È intorno ad una visione ed un progetto che si costruisce una alleanza non facendo somma e mediazioni dei propri standard, ci sono visioni, non componenti da sommare,ci vuole una visione politica, un progetto di cambiamento e oggi nessuno ne ha uno già confezionato da imporre o mediare». G. « Da quando mi sono candidato ho sempre tenuto aperto il dialogo con Sel e SI. Ho ricevuto spesso insulti e derisione. Mi dispiace, ma se questa è la risposta che mi da il ceto politico certo non verrà meno da parte mia l’accorato appello al popolo di Sel affinché non rinunci a partecipare, come in altri momenti positivi della nostra storia romana, ad una sfida per rifare di Roma la meravigliosa città che tutti meritiamo». MA. «Dopo aver vinto le primarie da candidato fuori controllo (fuori dal controllo degli apparati e dei potentati) convocherò subito un’assemblea di cittadini sulla conversione ecologica della città e chiunque potrà dare il suo contributo. Non credo che sull’idea di rilanciare scuole dell’infanzia pubbliche, allargare i diritti per tutti, sullo stop al consumo del suolo, sul rilancio delle periferie e su una mobilità pubblica che funziona gli elettori di sinistra e i seguaci di Ignazio Marino possano tirarsi indietro e non dare il proprio contributo per ricostruire Roma». MO. «Lavorerò instancabilmente per una alleanza larga a partire dalla ricostruzione di un tessuto unitario a sinistra per una stagione di governo riformista ed europea che riporti Roma sulla strada di una prospettiva di modernizzazione europea e di integrazione e inclusione sociale. Credo che Sel ed un vasto mondo associativo politicamente non identificabile con nessun partito ma anche reti civiche e forze più moderate ma democratiche debbano e possano essere protagonisti di una nuova stagione di governo di Roma che sconfigga il populismo e il malaffare, i due principali attuali nemici mortali di Roma». P. «L’unità di tutte le forze di centrosinistra è preziosa sempre. Solo uniti possiamo vincere.E il centrosinistra vincerà. Però bisogna fare ogni sforzo per riunire tutte le forze politiche che vogliono il cambiamento, che non vogliono i soliti noti al Comune di Roma e per fare questo chiederò a tutti i partiti di aderire al Patto del Campidoglio. Un patto rivolto a tutti coloro che hanno voglia di cambiare Roma e renderla di nuovo una vera Capitale europea, a misura di cittadino». R. «Mi pare che Sel punti a una partita identitaria per dimostrare che ha ancora un futuro come partito. Roma c’entra poco con questa cosa. Auguri».

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