“Primarie mai così importanti, i milanesi l’hanno capito”

Milano
Francesca Balzani, Giuseppe Sala, Pierfrancesco Majorino e Antonio Iannetta a margine del secondo confronto ufficiale tra candidati alle primarie del centrosinistra organizzato da Radio Popolare, Milano, 31 gennaio 2016.  
ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Pietro Bussolati, il segretario democratico della città, sottolinea il grande coinvolgimento: “In queste settimane tanti cittadini parlano con noi dei temi chiave per il futuro di Milano”

Per Francesca Balzani, Antonio Iannetta, Pierfrancesco Majorino e Giuseppe Sala, i 4 candidati alle primarie milanesi del centrosinistra in rigido ordine alfabetico, ormai si profila il rettilineo conclusivo. Fra una settimana, il 6 e 7 febbraio, i cittadini esprimeranno la loro preferenza e per tre di loro sarà il punto d’arrivo, mentre il vincitore verrà proiettato verso la volata per il traguardo più importante, la poltrona di sindaco. Pietro Bussolati, segretario del Pd di Milano, in questi giorni è una specie di trottola fatta persona, visto che alle dimensioni della città corrisponde un impegno mai così rilevante del Partito Democratico. «Le primarie – racconta – sono possibili esclusivamente sulla base del lavoro volontario. Ed allora come prima cosa voglio ringraziare i tantissimi volontari, il 6 e 7 febbraio saranno in mille presenti ai seggi, che hanno lavorato e stanno lavorando duro per la perfetta riuscita di queste primarie, magari mettendo in secondo piano la loro preferenza per uno dei candidati, perché si rendono conto di quanto sia importante adoperarsi per l’organizzazione di un evento del genere in una grande città come Milano. Il Pd resta l’unico partito che grazie al suo forte radicamento sul territorio è capace di allestire un processo politico così importante che si basa sulla scelta espressa dai cittadini. Altri continuano a scegliere i propri candidati in un ufficio nelle segrete stanze di Arcore…».

Ormai il conto alla rovescia verso le primarie è entrato nel vivo: qual è la situazione?
«C’è una partecipazione elevata, oltre le attese, e questo sia per le iniziative preparate dai singoli candidati, sia per quelle organizzate nell’ambito delle primarie. E questo ci fa ovviamente ben sperare per quello che accadrà fra una settimana con il voto».

C’è qualcosa che l’ha sorpresa negli eventi di queste settimane?
«Intanto le primarie che abbiamo organizzato e pensato qui a Milano sono davvero importanti, anche perché per la prima volta nella storia i cittadini hanno a disposizione due giorni per esprimere il loro voto. E sempre per la prima volta abbiamo raggiunto il numero di 150 seggi che saranno disponibili in città, con un aumento del 20% rispetto al passato. A questo sforzo organizzativo sta corrispondendo un coinvolgimento dei milanesi che, se non sorprendente è comunque notevole. Un’autentica mobilitazione intorno ai tempi cruciali per il futuro della nostra città, e questo è un fatto che mi rende orgoglioso».

Ecco, quali sono i temi principali che stanno a cuore ai milanesi?
«Sicuramente c’è il tema delle periferie e delle varie proposte che sono mirate a rendere Milano sempre più policentrica. C’è poi il tema della città metropolitana che rappresenta la vera grande sfida per il futuro e sul quale dovremo tutti fare di più. E poi ci sono le proposte che i singoli candidati hanno voluto portare avanti, in taluni casi autentiche “visioni” per il futuro che hanno fatto discutere sulla loro realizzabilità. Ma ci sta anche questo, l’importante e non perdere d’occhio una generale concretezza, un progetto capace di disegnare una città che valorizzi quello che è stato fatto dalla Giunta uscente ed allo stesso tempo fornisca una prospettiva per gli anni a venire».

Se dalle primarie dovesse uscire un vincitore “di misura”, senza un margine netto sul secondo, questo sarebbe un fattore di debolezza?
«Penso di no. Piuttosto, per rafforzare il candidato che vincerà, indipendentemente dallo scarto di voti, sarà importante il numero di persone che si recherà ai seggi, e per questo il nostro obiettivo è quello di ampliare il più possibile la partecipazione».

Si aspettava la dichiarazione di voto del sindaco Pisapia a favore di Francesca Balzani?
«Era una cosa nell’aria da molti mesi, e non credo che i vari “endorsement” a favore di questo o quel candidato vadano commentati più di tanto. Quello che mi preme è invece il ruolo ricoperto dal Pd nel corso di queste primarie».

Ovvero?
«Come Pd non vogliamo schierarci nella “partita” fra i vari candidati ma, come ho detto, lavorare per ampliare il più possibile la partecipazione. Un ruolo di arbitro fondamentale per conferire al risultato finale una valenza forte e valida per tutto il centrosinistra e non soltanto per il Partito Democratico»

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