Prima il congresso, poi il voto. Parla Gotor

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L’esponente della minoranza dem: “Prima delle urne c’è da armonizzare il sistema elettorale, la parola al Parlamento”

Miguel Gotor quando si vota?

Quando il governo avrà esaurito la sua funzione. Ci sono cose urgenti da fare in questo Paese: interventi sulle banche e sulla scuola, c’è una situazione di emergenza in molte regioni del centro Italia. Ho la sensazione che il tema “voto subito”  interessi più gli addetti ai lavori che gli italiani.

È vero che la minoranza appartiene al fronte dei frenatori?

Ma no. Credo però che ora abbiamo l’esigenza di armonizzare i sistemi elettorali perché al momento sono diversi tra Camera e Senato.

Lei crede che il Parlamento possa trovare una maggioranza sulla legge elettorale?

Penso di sì e se vuole le dico i punti su cui si dovrebbe intervenire.

Prego.

Primo punto: serve un incentivo alla governabilità, magari un premio anche al Senato, altrimenti il rischio frammentazione è troppo alto. Secondo: ridurre i nominati alla Camera e magari spostarli al Senato perché non è possibile  avere il  75%  di nominati a Montecitorio e una camera di soli eletti con le preferenze a palazzo Madama. Terzo : equiparare le soglie di ingresso, non possiamo avere il 3% alla Camera e l’8% o il 20% al Senato. Quarto e ultimo punto: armonizzare e ridurre l’ampiezza dei collegi, perché al momento rischiamo di ritrovarci un senatore del Lazio e un deputato dell’Eur…

Non è che  rischiamo l’eterno seminario universitario sulla legge elettorale in Parlamento mentre fuori, nel Paese, come dice lei, ci sono urgenze?

Si chiama democrazia questo seminario, le leggi elettorali le fanno i Parlamenti. I fatti ci hanno detto che quando le hanno proposte i governi a colpi di fiducia la Corte li ha poi bocciati. Abbiamo mesi davanti a noi, usiamoli bene.

Non è solo il Pd a chiedere il voto subito, da Grillo a Salvini è un coro unanime ad invocare le urne.

Se Grillo e Salvini urlano “al voto al voto” mi porrei qualche problema, abbiamo idee di democrazia diverse. E poi: attenzione a investire sulla posizione “O mattarellum o voto” in modo strumentale che mi  ricorda tanto quella della sera del 4 dicembre “o governissimo o voto” e alla fine è nato il governo Gentiloni.

La Consulta ha smontato l’Italicum ?

Dal punto di vista politico l’Italicum è stato smontato il 4 dicembre.

Anche la legislatura chiamata alle riforme dal presidente Napolitano è finita lo stesso giorno.

Ma deve proseguire adesso il mandato di Gentiloni, come ho detto prima ci sono urgenze per il Paese.

Andiamo avanti nel tempo: si fissa la data delle elezioni, nel quadro di una trattativa con Renzi quanti capilista spetterebbero alla minoranza?

Bisogna prima fare la legge elettorale: ci impegneremo affinché il Parlamento intervenga, se non lo farà vedremo. In ogni caso spero che si ridurranno i nominati altrimenti si infiammeranno la demagogia e il populismo. Quello che mi aspetto dal mio segretario è una battaglia vera sul Mattarellum, che si lavori seriamente per mantenere un quadro maggioritario. Il Pd è nato in un sistema maggioritario e bipolare, trapiantarlo senza accorgimenti ragionevoli in un contesto proporzionale rischia di farlo morire.

Nella foto del listone Pd chi vede? 

Vedo difficoltà e problemi politici: un listone che va da Pisapia ad Alfano non mi pare possibile e d’altra parte è stato lo stesso ex sindaco di Milano a sgombrare il campo dicendo chiaro e tondo: io sono alternativo ad Alfano. Il premio alla sola lista crea seri  problemi politici

Meglio sarebbe il premio alla coalizione?

Molto meglio.

 Prima il voto o prima il congresso?

Auspico che ci sia un percorso fisiologico che porti prima al congresso e solo dopo, al voto. In alternativa bisognerà fare primarie aperte per la premiership.

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