Pisapia e le amministrative: “Il centrosinistra vince solo se unito”

Amministrative
Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia lascia la sede del Pd al termine dell'incontro con il presidente del Consiglio Matteo Renzi, 02 dicembre 2015. Roma. ANSA/ANGELO CARCONI

Abbiamo fatto le primarie e ha vinto Giuseppe Sala, ora saremo tutti leali nel sostenere Sala che deve andare avanti con il progetto di centrosinistra

Arriva direttamente da Milano e raggiunge lo «spazio 15», lo spazio tematico dedicato all’argomento che più gli è caro: «Cambiare la città».

Sono in tanti ad avvicinarlo prima e dopo il suo intervento perché qui il tema caldo è anche un altro: cosa succede a Milano, dove Sel ha partecipato alla primarie di coalizione ma ora Sergio Cofferati propone che un candidato di sinistra si candidi contro Giuseppe Sala. Il sindaco Giuliano Pisapia a chiunque premette: «Sono qui per dare un segnale di affetto, di simpatia». Perché, altra premessa, «io per i prossimi quattro mesi voglio continuare a fare solo il sindaco di Milano». Non risponde mai direttamente a Cofferati, non si incrociano mai e quando accade non ci sono né sorrisi né strette di mano.

Durante il suo intervento al gruppo di lavoro lui, come il collega di Cagliari, Massimo Zedda, racconta che chi amministra ha un dovere prima di tutto: dare risposte ai problemi dei cittadini. Qui, davanti a telecamere e taccuini dice che vorrebbe parlare soltanto per ricordare Umberto Eco, «un maestro, un genio del sapere innamorato di Milano, un orgoglio della nostra città, un uomo di infinita cultura con una grande passione sociale e politica». Spiega che la città lo ricorderà «come merita», racconta di aver avuto il privilegio di conoscerlo, di aver letto e amato i suoi libri, «la nostra città è stata protagonista dei suoi saggi e dei suoi romanzi, è sempre stato interessato alla vita di Milano, alla sua vita culturale, alle sue istituzioni, ai tutti i suoi quartieri». Ma il dibattito politico, poi, alla fine, prende il sopravvento e lo riporta a questa ennesima «passione» che vive il centrosinistra. Se Cofferati attribuisce la sconfitta di Genova al vicesegretario Pd Lorenzo Guerini, «la sinistra a Genova ha perso per colpa di Guerini e del Pd: chi ha votato per il candidato della sinistra non avrebbe mai votato per la candidata del Pd», Massimo Zedda invita a non ripetere gli errori: «Se vince Sala, vince il centrosinistra e riparte l’idea che il centrosinistra non sia morto anzi riparte dalle città», avverte. Pisapia sembra sulle stesse posizioni e forse nasce anche da qui la sua grande cautela oggi al Palacongressi.

Pisapia, farà parte anche lei di questa nuova avventura politica?

«A questo progetto penserò fra quattro mesi, quando avrò terminato il mio mandato di sindaco. Fino a quel momento voglio solo pensare alla mia città. Oggi sono qui e ascolto con grande curiosità ma anche per dare un segnale di affetto. Sel è una parte integrante della mia esperienza politica».

Cofferati sostiene che a Milano ci sia bisogno di un candidato di sinistra.

«Sel sta ragionando su cosa dovrà fare, e avrà a breve, credo la prossima settimana, una riunione provinciale per prendere una decisione. Ma ha fatto un patto di lealtà quando ha aderito alle primarie. Abbiamo fatto le primarie e ha vinto Giuseppe Sala, ora saremo tutti leali nel sostenere Sala che deve andare avanti con il progetto di centrosinistra».

Ma è giusto che la sinistra abbia un altro candidato? Cioè quella sinistra che non ha partecipato alle primarie 

«È legittimo che chi non ha siglato quel patto decida di mettersi in gioco, ma il centrosinistra vince soltanto se unito».

Non c’è il rischio che di fronte ad un candidato alternativo a Sala Sel si sfili, anche alla luce di quanto sta accadendo qui a Roma, cioè la nascita di un nuovo soggetto politico?

«Spero, anzi sono convinto, che Sel sia accanto a me per le amministrative a Milano, perché il centrosinistra possa tornare a vincere e prosegua un’esperienza che ha visto Milano in questi anni fare passi da gigante. In questi anni Milano ha cambiato pelle, è diventata la seconda città italiana per qualità della vita, una città sempre più internazionale, che funziona. Tutto questo deve continuare. Un altro candidato a sinistra o scelte di uscire sono del tutto legittime, vediamo cosa succederà, ma non sarà una coalizione diversa. Sel a livello nazionale può prendere le sue decisioni, ma saranno i livelli locali a dover dire come la pensano».

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