Palagonia, il governo reagisce: “Da Salvini sciacallaggio politico”

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Mamadou Kamara, l'ivoriano fermato per il duplice omicidio di Palagonia (Catania), 30 agosto 2015.
ANSA/POLIZIA DI STATO

Il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico replica da Unità.tv alle parole del leader leghista: “Un singolo criminale non può diventare emblema di chi fugge dalla morte”

Da una parte il dolore e la rabbia di una figlia e di una famiglia toccata dalla tragedia. Dall’altra la sfacciataggine di quei politici che li cavalcano compiacendosene, in un eterna campagna elettorale.

Rosita Solano, una delle figlie di Vincenzo Solano e Mercedes Ibanez,i coniugi uccisi nella loro villetta di Palagonia, nel catanese, ha usato parole dure: “Renzi venga qui e mi spieghi, mi dia delle risposte, delle sue scuse non so che farmene, i miei genitori sono morti, è anche colpa dello Stato“.

Parole che trasudano dolore per la perdita e per la violenza di una rapina finita in un bagno di sangue, come hanno ipotizzato gli inquirenti che per l’omicidio hanno fermato, il migrante ivoriano Kamara Mamadou. Il diciottenne, ospite del Cara di Mineo era stato trovato in possesso di un telefono cellulare rubato e con indosso abiti riconducibili al 68enne ucciso.

Ma sono le parole di Matteo Salvini a scuotere per la capacità di non fermarsi davanti a nulla, nemmeno davanti a un episodio così grave. Salvini riprende le parole di una figlia sconvolta dal lutto e le usa come testa di ariete nel canovaccio, sempre uguale a se stesso: colpa degli immigrati, colpa di Renzi. Tant’è che scrive su Facebook: “Ma non è colpa “anche” dello Stato, è colpa SOLO dello Stato.

E lo Stato risponde tramite le parole del Viceministro dell’Interno Filippo Bubbico: “Prima di tutto voglio esprimere la partecipazione profonda al dolore della famiglia per questa tragedia che non ha giustificazione. Un gesto che, però, appartiene alla propensione a delinquere di taluni che non può essere esteso a tutti coloro che fuggono dalle guerre  e sono alla ricerca di un futuro migliore per se e per i propri figli.

Cosa pensa delle parole pronunciate dalla figlia delle vittime?
“Capiamo il dolore e la rabbia della figlia e dei familiari e le loro parole meritano rispetto e comprensione. Noi abbiamo il dovere di inquadrare i fatti nella loro esatta dimensione, quindi bisogna distinguere la rabbia di chi vive il dolore profondo e la tragedia e di chi invece ha un compito di natura pubblica. Chi è ospitato nei centri di richiedenti asilo sono persone  identificate e godono dei diritti che ogni società civile pratica. Questo caso non può mettere in discussione le convenzioni internazionali a tutela dei diritti dell’uomo”.

Come risponde a chi indica nello Stato il responsabile di queste morti, come fa Salvini?
Le azioni di sciacallaggio politico sono un’altra cosa. Chi strumentalizza questa vicenda non rispetta il dolore dei familiare né tanto meno la morte di questi due innocenti causata da un soggetto criminale che non può essere considerato un emblema di coloro che fuggono dalla morte e spesso la trovano in mare, nel deserto o in un tir.

Ma un problema di sicurezza si è verificato?
Nessun problema di sicurezza perché questa persona è stata identificata ed era in attesa della pronuncia di riconoscimento del diritto di asilo. Un uomo in regola con il sistema di accoglienza che, purtroppo, si è macchiato di un terribile delitto. Va detto che episodi di questo genere succedono anche tra i cittadini italiani.

Temete disordini nei prossimi giorni?
Quando si sollecita il senso di insicurezza e si indicano dei nemici da abbattere non escludiamo possano esserci dei problemi di sicurezza. Faccio quindi un appello affinché  non si risponda alla barbarie con la barbarie, ma alla barbarie con la legge e la legalità.

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