Orfini: “Inquietante il silenzio della Raggi, ai 100 giorni faremo il tagliando”

Roma
Il presidente del Partito Democratico e designato commissario del PD per il Comune di Roma, Matteo Orfini, al suo arrivo al Palazzo Senatorio in Campidoglio per l'incontro con il sindaco di Roma, Ignazio Marino, Roma, 4 dicembre 2014. ANSA/CLAUDIO PERI

A Unità.tv il presidente del Pd: “Un mix di dilettantismo e lotte di potere”

“Noi non abbiamo mai seguito la logica del tanto peggio tanto meglio, abbiamo quotidianamente segnalato a Virginia Raggi cosa secondo noi si doveva fare ma lei non ha mai ascoltato. Ora c’è questa situazione incresciosa, soprattutto per Roma. Noi fra 100 giorni faremo il tagliando e vedremo a che punto è la città sotto i Cinque Stelle”. Matteo Orfini, presidente del Pd, dice la sua su quanto sta avvenendo alla giunta Raggi e chiarisce subito un punto proprio sulla sindaca.

Orfini, che sta succedendo? 

Innanzi tutto devo dire che questo silenzio della sindaca Raggi è inquietante. Da 24 ore non ha neppure il coraggio di parlare, di spiegare ai romani cosa succede, è scappata dal consiglio comunale dove avevamo chiesto un chiarimento. E poi parlano di trasparenza!

Lei che idea si è fatta?

E’ evidente che siamo di fronte a un passaggio decisivo, anche drammatico, e i tentativi di sminuirli sono ridicoli. Rendiamoci conto che in un solo giorno sono andati via l’assessore al Bilancio, il capo di gabinetto, i vertici dell’Ama, i vertici dell’Atac, e tutto questo alla vigilia della ripresa di tutte le attività, per cui secondo me andiamo verso un potenziale caos della città. Pensiamo ai trasporti: avevano promesso 18 milioni per una prima manutenzione degli autobus che non sono mai arrivati. E tutto questo, ripeto, senza un briciolo di trasparenza. Aggiungo che Di Maio fischietta e Di Battista fa finta di niente. Un silenzio molto significativo ma inquietante che conferma tutte le nostre preoccupazioni. Evidentemente si vergognano della giunta Raggi che doveva essere il fiore all’occhiello per una legittimazione politica nazionale.

Ma perché questi conflitti, secondo lei?

Perché introno al M5S si stanno coagulando interessi opachi, che fra l’altro sono esattamente quelli che hanno distrutto Roma: sui rifiuti, ad esempio, tornano sempre gli stessi personaggi… All’Atac e all’Ama c’erano manager che stavano cercando di ripulire le due aziende dopo i disastri combinati da Alemanno e in parte anche dal centrosinistra ma loro li hanno cacciati per traghettare pezzi di apparati e di clientele legate al passato, questa è la verità. Quindi noi abbiamo contemporaneamente dilettantismo e lotte di potere.

Sta venendo fuori una lotta politica all’interno del M5S che già si era intravista in altre occasioni ma stavolta deflagra sulla Capitale. Come se la spiega?

Nel Movimento Cinque Stelle c’è chi non condivide questa degenerazione del modo di governare della Raggi, non solo fra alcuni dirigenti: pensiamo allo sconcerto di quei militanti che avevano creduto ad un modo diverso di governare la cosa pubblica e si ritrova davanti sistemi peggiori di quelli della giunta Alemanno…

E il Pd che fa? Aspetta sulla riva del fiume?

Noi non abbiamo mai chiesto alla Raggi di risolvere i problemi di Roma in un mese, sarebbe stato intellettualmente disonesto. Abbiamo chiesto una discontinuità ma dopo 75 giorni dobbiamo registrare il nulla, anzi, sotto certi aspetti i problemi sono perfino peggiorati, perché si stanno perdendo grandi opportunità di investimenti, pensiamo a tutto il pasticcio che stanno combinando sulle Olimpiadi. Ogni giorno segnaliamo alla Raggi cosa fare, perché siamo una forza di governo e la logica del tanto peggio tanto meglio non ci appartiene. Però siamo molto preoccupati.

E quindi?

Vediamo come risolvono questa situazione. Poi a 100 giorni faremo il tagliando, esamineremo la situazione.

Che vuol dire concretamente?

Vuol dire che a quel punto bisognerà fare un punto e diremo cosa serve alla città, proprio perché non siamo seduti sulla riva del fiume ma ci comportiamo da forza di governo.

 

 

 

 

 

 

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