“Ora tutti pancia a terra per vincere”. Parla Roberto Speranza

Amministrative
Il capogruppo Pd alla Camera, Roberto Speranza, durante la convention della minoranza del Partito Democratico, "A sinistra nel Pd, per la democrazia e il lavoro: l'Italia può farcela". Roma, 21 marzo 2015. ANSA/ ANGELO CARCONI

“Dalle primarie emerge la sofferenza nel nostro mondo. Ne discutiamo?”

Il messaggio di Roberto Speranza è secco: “Ora dobbiamo essere uniti pancia a terra per vincere le elezioni comunali. Lo dico a chi ha qualche dubbio”.

Aveva convocato una conferenza stampa per parlare dell’appuntamento della sinistra Pd di Perugia, da venerdì a domenica, nella quale la componente di cui è leader ribadirà l’allarme per una linea, quella di Renzi, che “suscita sofferenza in un pezzo del nostro elettorato”. Ma il senso del suo messaggio è sulle primarie, nei suoi aspetti positivi e in quelli negativi.

Speranza, voi siete preoccupati per il calo della partecipazione a Roma. Ma non era da mettere nel conto dopo tutto quello che è successo nella Capitale?

Per me le primarie vanno benissimo, abbiamo fatto bene a farle: Grillo e la Lega fanno ridere da questo punto di vista, hanno dei numeri comici. Non è questo…

E cos’è allora?

E’ che l’affluenza notevolmente più bassa di Roma dimostra che c’è sofferenza nel nostro mondo che, per dirne una, non ha capito come e perché si sia chiusa dal notaio l’esperienza di Marino. Insomma, se passi da 100mila a 42mila qualche problemino ce l’hai: ne vogliamo discutere o no? Questo dico. Però “la notizia” della mia uscita di oggi è un’altra: pancia a terra per vincere, adesso.

Quindi le critiche sul doppio incarico di Renzi non c’entrano?

Con le primarie? E che c’entrano? No, il problema è più ampio, e riguarda le scelte politiche: la scuola, l’attacco ai sindacati, l’amoreggiamento con Verdini, queste sono tutte cose che disorientano una parte importante del nostro elettorato, del nostro mondo.

E quindi ribadisce la richiesta di un congresso?

Solo un congresso può decidere se quella che è un’emergenza parlamentare deve diventare una linea politica. Sto parlando chiaramente di Alfano e Verdini. Per me l’alleanza con loro si chude con la fine della legislatura, perché noi dobbiamo avere un’altra strategia che è quella di riprendere il discorso dell’unità del centrosinistra. Solo un congresso può stabilire se la linea è questa o è un’altra.

Torniamo un attimo su Roma. Non le è piaciuta la frase di Orfini sui capibastone che questa volta non c’erano…

Orfini ha detto una cosa sbagliata. Il problema non è quello delle cordate, il problema sono le persone che alle primarie non ci sono volute andare perché non gli piace questo Pd, persone che ci dicono che non ci voteranno più, che non si iscrivono più… Altro che capibastone.

Perché a Roma non avete costruito una vostra candidatura? Magari così aiutavate la partecipazione…

Noi ci siamo riconosciuti in Roberto Morassut, che ha fatto la sua parte. Non so, forse abbiamo pagato anche per non aver avuto un nostro candidato… Comunque Morassut ha preso quasi il 30%, ha fatto il massimo.

E Giachetti?

Giachetti deve recuperare il voto della sinistra, deve riconquistare questo elettorato. Ho visto che oggi è andato sulla tomba di Petroselli: ecco, un bel gesto.

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