“Non tutto il Pd vuole cambiare, ma a Caserta garantiremo liste pulite”

Politica e Giustizia
Franco Mirabelli, Membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, in Prefettura durante la conferenza stampa della Commissione Parlamentare Antimafia a seguito delle audizioni in Prefettura su vicende Expo, occupazioni abusive e presenze mafiose in Regione, Milano, 24 novembre 2014. ANSA/ DANIELE MASCOLO

Intervista a Franco Mirabelli, commissario dem nella provincia al centro del ‘caso’ Graziano: “C’è chi non capisce che abbiamo bisogno di un partito unito e non piccole correnti personali”

“Questa indagine conferma l’aggressività della criminalità organizzata, che non si fa scrupolo di utlizzare le imprese, la pubblica amministrazione e la politica per lucrare sugli appalti. Il presunto coinvolgimento di Stefano Graziano colpisce molto, ma noi andiamo avanti con il nostro lavoro”. Franco Mirabelli da un paio di mesi è il commissario del Pd casertano. Matteo Renzi lo ha spedito qui per riprendere in mano un partito bloccato da scontri e veti reciproci dopo le dimissioni dell’ex segretario provinciale e guidarlo alle elezioni amministrative che a giugno interesseranno la stessa Caserta e un’altra trentina di comuni, buona parte dei quali commissariati. Tra questi c’è anche Santa Maria Capua Vetere, epicentro dell’inchiesta che vede coinvolto l’ormai ex presidente regionale del Pd, ora autosospeso.

Senatore Mirabelli, che contesto ha trovato quando è arrivato a Caserta?
Ho trovato una politica che gode di scarsissima considerazione tra i cittadini, peggio di quanto avviene nel resto del Paese. Lì la politica è stata per anni malata, ricordiamoci che questa è la terra di Cosentino. Ora bisogna rimontare, lavorare per ricostruire la credibilità. Dobbiamo far capire che la politica serve a far prevalere l’interesse dei cittadini, non quello di qualche pezzo di partito.

In questo senso, gli esponenti del Pd casertano stanno collaborando con lei o no?
Molti si sono messi a disposizione, ma altri dimostrano di non avere molta voglia di cambiare. Devono capire tutti che abbiamo bisogno del Pd di Caserta e non del sottopartito di questo o quel rappresentante istituzionale.

Il caso Graziano rende la campagna elettorale in vista del voto di giugno ancora più difficile. Come si può dimostrare che le candidature dem saranno ‘pulite’?
Stiamo controllando e continueremo a farlo con ancora più attenzione. Ho chiesto a tutti i rappresentanti del partito nei comuni in cui si vota di consegnarmi le liste in largo anticipo per poterle verificare e dare così agli elettori la certezza che abbiamo eliminato tutti i nomi su cui potessero sorgere dei dubbi. Lo stesso lavoro lo abbiamo chiesto anche alle altre liste alleate che sostengono i nostri candidati.

Crede che l’impegno del Pd nazionale nel rinnovare la classe dirigente meridionale si stia dimostrando sufficiente?
Apprezzo molto quello che si sta facendo con Classe democratica, la scuola di formazione. A quegli incontri hanno partecipato anche diversi casertani, che poi si sono messi a disposizione per lavorare al rinnovamento del partito locale. È necessario che cresca una nuova generazione che non conosca quelle logiche autoreferenziali in cui spesso ricadiamo anche noi.

Crede che le divisioni correntizie facilitino anche le infiltrazioni della criminalità?
Non è proprio così, ma certo spostano le priorità in altre direzioni.

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