Noemi : “Abbiamo tutti il diritto di amare”

Sanremo
Italian singer Noemi performs on stage during the Sanremo Italian Song Festival at the Ariston theater in Sanremo, Italy, 09 February 2016. The 66th Festival della Canzone Italiana runs from 09 to 13 February. ANSA/CLAUDIO ONORATI

Noemi spiega perché ha cantato con i nastri arcobaleno: “Sì alle unioni civili, non neghiamo alle coppie il diritto di esistere”. E sul suo brano: “È sui tanti ruoli delle donne oggi”

Con quei nastri arcobaleno all’asta del microfono Noemi, martedì sera a Sanremo, ha lanciato un messaggio nella bottiglia con garbo in favore delle unioni civili senza distinzioni su gusti e orientamenti sessuali. Un messaggio mentre il Senato discute il disegno di legge Cirinnà che altri cantanti, su quel palco, hanno condiviso i modo indipendente: Irene Fornaciari, i Bluvertigo con il ritrovato Morgan, Enrico Ruggeri. E la “rossa” (di chioma) Noemi, con la sua canzone, Borsa di una donna, ha perfino destato l’attenzione del cardinale Gianfranco Ravasi, che ha twittato il primo verso del testo: “La borsa di una donna pesa come se ci fosse la sua vita dentro (Noemi) #Sanremo2016″.

Insolito, vedersi citare e ripresi da un cardinale. Noemi, che effetto fa?

“Un effetto stranissimo. Mi ha colpito. Ci tenevo a che questa canzone potesse smuovere le coscienze. Il descrive le donne di oggi che hanno tanti ruoli: lavoratrici, ma sono anche attiviste politiche o qualsiasi altra cosa. Non do un’immagine di una donna dura o cattiva, non siamo maschi mancati, siamo belle per la femminilità”.

I nastri arcobaleno all’asta del microfono sono stati un messaggio forte, senza proclami, per i diritti civili.

“Desideravo che ci fosse un simbolo sul tema. Ho letto un tweet di un blogger, Pinna, che in un messaggio invitava i cantanti a Sanremo a portare la bandiera arcobaleno. E ho voluto far capire che anche durante il festival c’è un interesse alla vita civile e ho colto l’occasione”.

Com’è nata l’idea? E perché?

“Di solito non mi espongo, non mi piace l’artista che fa il politicante, però non si può negare alle coppie il diritto di esistere. Ho chiesto a mia sorella di comprare una spilletta, in merceria ha trovato questi lembi di tessuto, li abbiamo fatti cucire dalla sarta al microfono e mi è sembrato un bel messaggio, senza parole, per rendere pubblica la mia posizione. A volte il festival sembra come in una bolla di sapone e volevo farla esplodere. Siamo cittadini, sono responsabile di quel che faccio e mi ha rallegrato che altri cantanti abbiano tenuto la mia asta. E come ha detto Laura Pausini sul palco, non dividiamoci ma siamo uniti. E sono contenta perché il pubblico di Sanremo è attivo”.

Il gesto ha avuto molto seguito, a partire dai social network. Cosa pensi delle unioni civili?

“Mi ha molto stupito l’eco per un gesto del genere che, nel 2016, pensavo fosse naturale e condiviso. È importante che le unioni civili abbiamo il loro posto nella Costituzione italiana per dare la possibilità di avere gli stessi diritti a tutti. Ai bambini per primi, tanto a quelli adottati come a quelli in provetta, e che abbiano il diritto all’amore dei genitori. Questa possibilità va difesa e credo debba essere riconosciuta e diventare costituzionale”.

La comunità “lgbt”, gay, ha apprezzato molto, a cominciare dalle reazioni su Twitter e Facebook.

“Sono contenta che abbiano apprezzato il gesto ma a sembrava totalmente naturale: oggi giorno il tipo di sessualità delle persone è o almeno dovrebbe essere in secondo piano. Li ringrazio, è bello sentirsi amati”.

Parliamo di musica. Il brano è uno dei più convincenti della prima serata, anche se nella graduatoria provvisoria di martedì è tra i quattro “a rischio” eliminazione. Risente di influssi della black music?

Anche. Mi sento una musicista tra la musica d’autore e quella melodica, il soul, il blues, il folk rock. Questo pezzo mi descrive al 100% e descrive l’album che esce domani, “Cuore d’artista”. È una canzone che ha bisogno di più ascolti, anche per scoprire, ogni volta, il suo testo.

Il festival condotto da Carlo Conti sembra funzionare: pensi abbia un’impostazione tradizionale?

Il suo modo di condurre mi piace molto, così come mi piacciono Virginia Raffaele e la sua compagna di viaggio Madalina Ghenea, una padrona di casa elegantissima in abiti anni ‘50. E Garko, oltre a essere un bell’uomo, è galante, alla mano, molto ironico. È un festival che non va “lento”.

Hai partecipato al “Dopofestival” dove la Gialappa’s band ti ha sbertucciata un po’.

È giusto che ci sbertucci, ci sta, con la Gialappa poi…

Nella serata delle cover la tua è “Dedicato”.

È una canzone del 1978 di Loredana Bertè scritta da Ivano Fossati. L’ho scelta perché mi piace moltissimo, perché l’ha firmata Ivano e perché trovo che Loredana abbia una grande “libertà rock ‘n’ roll”, ha un repertorio molto ricco ed è uno dei miei riferimenti.

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