“No a scontri ideologici sull’aborto, vogliamo solo garantire un diritto”. Parla Nicola Zingaretti

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“Gli obiettori sono il 78%; in questo modo il rischio è inverso a quello segnalato da chi si oppone al bando”

“Non c’è nessuna volontà di riproporre scontri ideologici su temi così delicati”, “l’importante è che i radicalismi non si impossessino di questi argomenti”. Così Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, in una intervista a Repubblica, parla del bando di assunzione di due ginecologi non obiettori che ha scatenato tante polemiche. E replica alla Cei secondo cui con questo bando viene snaturata la legge 194.

“Io ho il massimo rispetto per queste opinioni. Mi auguro, però, che dopo i dovuti approfondimenti, tutti potranno prendere atto che non c’è alcuno snaturamento della legge. Anzi: dopo anni di difficoltà torniamo a investire sulla prevenzione”. Quanto? “Oltre due milioni e mezzo sui consultori e circa 30 milioni per rifare completamente le reti della maternità nel Lazio. Il bando va inserito in un quadro più generale”. Precisa quindi, replicando al ministro della Salute Lorenzin che “il bando non esclude gli obiettori. Semplicemente esplicita chiaramente la funzione che si deve svolgere quando si è assunti e che ovviamente sarà parte del contratto”, “è una delle possibilità previste dalla legge quella di predisporre bandi nei quali i contratti sono finalizzati a un obiettivo: in questo caso è l’interruzione di gravidanza”, “nel Lazio il diritto all’obiezione è garantito al 100%. In questo caso di tratta di un bando specifico per 2 figure su circa 2.200 medici in servizio, che se obiettori, sono sicuro, non avranno fatto domanda”.

E conclude: “Siamo in presenza di una novità assoluta che individua una strada. Qui entriamo in un campo del diritto del lavoro dove le differenze e le variabili sono infinite. Io credo che il valore aggiunto di questa iniziativa sia ai nastri di partenza lo Stato cerca personale per svolgere una mansione ben precisa”.

Teme che possano essere sollevati profili di incostituzionalità? “Mi auguro di no e non credo siamo nemmeno in una situazione di conflitto tra leggi statali e regionali. Piuttosto, la nostra è un’iniziativa per rendere davvero applicata una legge dello Stato su cui, per altro, l’Italia ha ricevuto un richiamo dal Consiglio d’Europa”, “gli obiettori sono il 78%. In questo modo il rischio è inverso a quello segnalato da chi si oppone al bando: e cioè che il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza sia nei fatti quotidianamente negato alle donne”.

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