“Muraro doppiogiochista e inaffidabile. Situazione inquietante” Parla Marco Causi

Roma
Marco causi

L’ex vicesindaco: “La rivoluzione dei 5 stelle finisce con il ritorno degli uomini dell’Ama di Panzironi. Hanno usato Fortini come capro espiatorio”

«Le notizie che stanno emergendo sono inquietanti». Marco Causi, ex vicesindaco con Delega al Bilancio negli ultimi mesi della giunta di Ignazio Marino, è un economista che più che ai toni da campagna elettorale è avvezzo ai ragionamenti pragmatici di governo. Per questo nelle sue parole la polemica che sta travolgendo l’assessora Paola Muraro, i conflitti di interesse e le telefonate con Salvatore Buzzi, inizia e si ferma all’analisi di un’azione che in meno di due mesi di governo cittadino ha mandato in soffitta qualsiasi promessa elettorale di cambiamento riportando la gestione dell’Ama e dei rifiuti romani a tempi e personaggi che dopo lo scandalo di Mafia Capitale sembravano definitivamente cancellati.

Che cosa la preoccupa di questa vicenda?

«Prima ancora del merito è il metodo che la Raggi e la Muraro hanno usato per epurare dall’Ama Daniele Fortini che risulta inaccettabile. Hanno cercato un capro espiatorio e invece Fortini è un galantuomo, uno dei migliori esperti di rifiuti in Italia arrivato due anni fa per ripulire l’Ama dai danni compiuti dalla gestione Panzironi e Alemanno e scoperchiati dall’inchiesta Mafia Capitale. È stupefacente oggi scoprire che la rivoluzione promessa dai 5 stelle a Roma si conclude con il ritorno alle persone e ai metodi usati dall’Ama di Panzironi. Usare il tritovagliatore di Cerroni, come sembra che la Muraro voglia fare, costerebbe più che mandare i rifiuti in Germania».

Del resto, dopo tanto parlare di discontinuità, era già singolare aver scelto come assessore Paola Muraro che dell’Ama era stata consulente, e con incarichi apicali, per dodici anni.

«E soprattutto nel periodo di Panzironi. Ma queste sono vicende che sul piano personale deve valutare la Muraro, mentre sta alla magistratura indagare l’esistenza di eventuali ulteriori responsabilità. Sul piano politico, però, bisogna ricordare che Roma soffre di un deficit di impianti di trattamento di rifiuti: nel piano industriale approvato nel settembre 2015 e firmato da me come vicesindaco protempore e dall’assessore Estella Marino, si progettava a tariffa data e addirittura ridotta la finanza necessaria alla realizzazione dei nuovi impianti di trattamento, i cosiddetti ecodistretti, che devono chiudere il ciclo del rifiuti a Roma. Non c’è bisogno di altri termovalorizzatori sono sufficienti quelli esistenti e autorizzati prima del 2008, visto che dopo con Alemanno nulla è stato fatto per migliorare la dotazione impiantistica della città. Non serve il tritovagliatore di Cerroni, vanno ammodernati i Tmb attualmente esistenti».

Da giorni l’opposizione chiede le dimissioni della Muraro, a maggior ragione dopo la pubblicazione delle telefonate con Buzzi. Ritiene anche lei che serve un passo indietro da parte dell’assessora?

«Mi sembrerebbe molto opportuno, anche perché nessuno avrebbe mai potuto immaginare che l’arrivo dei 5 stelle a Roma potesse coincidere con il ritorno di Cerroni. E invece per risolvere la crisi dei rifiuti bisognerebbe attuare il piano di Fortini, approvato dal consiglio comunale nel settembre 2015, instaurare una forte collaborazione con Acea e la Regione Lazio, trovare un’area piccola per la discarica residuale e, ripeto, completare l’insieme degli impianti di trattamento, realizzandone molti di piccole dimensioni all’interno di un ciclo dei rifiuti votato al riutilizzo, al riciclo e allo smaltimento in discarica o in termovalorizzatore del rifiuto residuale».

Muraro ha gridato al “golpe rifiuti” ordito contro di lei e la sindaca Virginia Raggi per fermarne l’opera di cambiamento.

«Ripeto, ritengo inaudito l’attacco a Fortini e il tentativo di usarlo come capro espiatorio. Lui che ha intrapreso un difficile percorsi di risanamento dell’azienda. La cartina di tornasole che ci è utile a capire il doppiogiochismo e l’inaffidabilità della Muraro è il fatto che lei abbia organizzato il blitz mediatico nell’impianto Ama di Rocca Cencia che non procura alcun problema alla popolazione. Perché non l’ha fatto in quello di via Salaria che crea invece grosse criticità per la convivenza nel tessuto circostante? Se c’è un impianto che andrebbe smantellato o portato altrove non è certo quello di Rocca Cencia ma quello di via Salaria».

Che cosa ne pensa della nomina di Alessandro Solidoro come amministratore unico dell’Ama dopo le dimissioni di Fortini?

«Non conosco il dottor Solidoro e per quella che è la mia cultura politica, mia e del Partito Democratico, gli faccio i migliori auguri di buon lavoro. Perché diversamente da come hanno fatto Muraro e Raggi io credo che non si scherzi con le istituzioni. Mi auguro che abbia competenza industriale, gli auguro buon lavoro e gli consiglio di farsela presto perché il settore del ciclo dei rifiuti è molto complicato e non è solo materia per avvocati e gestori di contenzioso».

Come giudica gli inizi dell’amministrazione Raggi?

«Diversamente dal Movimento 5 Stelle noi del Partito Democratico all’attacco strumentale e personale preferiamo la difesa delle istituzioni e dei cittadini. È chiaro che l’inizio del governo grillino a Roma lascia perplessi e preoccupati, ma ha ragione Matteo Renzi quando dice che bisogna lasciarli lavorare, completare un periodo di rodaggio e attrezzarsi per una attività di governo a cui evidentemente non sono preparati. La nostra opposizione deve sempre essere fatta nel merito delle cose e dalla parte dei cittadini senza usare le violenze verbali e i metodi inaccettabili che invece i 5 stelle usano quotidianamente contro di noi».

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