Morassut: “Voglio più sinistra e una Roma città regione”

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Il deputato Pd in corsa alle primarie della Capitale: “Centrosinistra e modello capitolino? Innovare. Fassina partecipi alla sfida”

È stata una “scelta sofferta”, ma dopo un paio di settimane di meditazione e la spinta di tante persone, Roberto Morassut, romano, 53 anni, deputato del Pd, ex assessore all’Urbanistica con la giunta Veltroni, ha deciso di candidarsi alle primarie di Roma il 6 marzo.

Per ora è una sfida a due nel Pd, lei e Giachetti, decisamente renziano.

“Io non mi candido contro Giachetti, non è un avversario. Siamo entrambi protagonisti della rigenerazione di quel tessuto democratico che a Roma si era deteriorato. Sono un uomo di sinistra che si è sempre collocato con le scelte più innovative dall’89 in poi, dalla svolta di Occhetto al Pd di Veltroni, fino al sostegno a Renzi. Mi sono deciso perché tante persone mi hanno chiesto di non limitarmi alla ricerca e alla battaglia parlamentare, ma di attivarmi di nuovo per Roma. E temevo che una parte consistente di nostri iscritti non avrebbe partecipato alle primarie, persone che si erano allontanate dalla politica ma che ora mi sembra abbiano voglia di partecipare”.

Non si sa ancora se Marino si candiderà. Lei pensa di recuperare voti nell’area dell’ex sindaco?

“Marino se vuole ha tutti i diritti di candidarsi. Io voglio portare idee e contenuti. Non mi rivolgo alle correnti, che in questi anni ho combattuto, ma alle persone libere. Spero che serva a ricostruire le lacerazioni”.

Teme delle “vendette” dal Pd romano messo fuori, come Miccoli, o dall’area Marino con l’eventuale candidatura di Estella Marino?

“Vendetta? Ma no, non ci sono rancori, io mi candido per unire e Marco Miccoli l’ho sentito stamattina. Roma è una città difficile, si deve lavorare sulle cose, osservare. E ricostruire il filo della storia democratica della città, da Petroselli in poi, Argan e Vetere, Rutelli e Veltroni e ciò di positivo ha fatto la giunta Marino, come la chiusura di Malagrotta, la raccolta differenziata, la lotta al commercio abusivo. Prendere le parti vive di queste esperienze e accantonare quelle inerti”.

Se vincerà le primarie farà una lista civica?

“Vedremo. Sono sicuramente per costruire una coalizione larga, tra le forze moderate e la sinistra radicale, che a Roma è sempre stata la via maestra per vincere”.

Ma è il modello Roma a trazione Pd che Sel rifiuta. E Fassina non vuole fare le primarie.

“A Fassina dico di pensarci, perché sarebbero importanti delle primarie di coalizione. Spero che si trovino dei punti in comune, almeno un’intesa nella fase elettorale. Quanto al modello romano è stata un’esprienza straordinaria e popolare ma è evidente che oggi va fortemente innovata con nuove strategie nelle politiche culturali, sociali e di trasformazione territoriale”.

Qual è il suo programma per Roma, che è in una condizione disastrosa?

“Non ho il taccuino delle ricette pronte. Cercherò anzitutto di ascoltare con incontri nei territori, per questo sono partito da Primavalle e ora andrò alla Magliana e a Don Bosco e in altri quartieri. Ma un punto fermo per risollevare la città è una riforma del potere democratico. Ho presentato una proposta di legge per Roma città regione. Questa dev’essere una consigliatura costituente, con un patto tra lo Stato e la capitale, discusso con i cittadini”.

Ma ci sono cose più urgenti ...

“Queste riforme sono un tema generale. La cosa fondamentale è avere risorse e credo che si dovrebbero cambiare le norme della legge di Stabilità del 2010 con la quale si stanziano 500 milioni l’anno per ripianare i debiti pregressi, e che invece andrebbero in parte spostati su servizi e opere e per favorire i consumi. Roma è la città con le tasse più alte e meno servizi. Con risorse certe, invece, si può fare di più sul decoro urbano, sul ciclo industriale dei rifiuti. E sulla politica dei trasporti con scelte low cost: sviluppare le corsie di riserva del servizio pubblico con mezzi ecologici, vettori che costano meno dei tram e hanno grande capacità di trasporto. Poi tirerei fuori i tanti progetti rimasti nei cassetti da sette anni, ereditati da Alemanno e arenati: che fine hanno fatto i corridoi di trasporto pubblico alla Laurentina e sulla Tiburtina?”.

È d’accordo sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi 2024? Fassina vuole un referendum…

“Certo che Roma deve puntare alle Olimpiadi, e per il referendum non c’è tempo. Oggi (ieri, ndr) è stata approvata alla Camera la mia mozione per una commissione permanente, dal 2017 al 2024, che monitorizzi gli interventi da realizzare sul territorio, facendo partecipare le comunità interessate”.

A Roma la corruzione è endemica?

“Ho scolpite nella mente le parole del Procuratore generale della Corte d’Appello, Giovanni Salvi: chi amministrerà Roma dovrà essere consapevole del livello di “compromissione e inquinamento diffuso nella città”. Ma per un’opera di moralizzazione serve un lavoro corale e una grande rete democratica”

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