Milano dice no alla manifestazione neofascista. Majorino: “Spero diventi un precedente a livello nazionale”

25 aprile
Il candidato alle primarie del Pd Pierfrancesco Majorino al cinema Anteo di Milano per il faccia faccia con l'atro candidato Giuseppe Sala, 8 gennaio 2016.
ANSA / MATTEO BAZZI

Parla l’assessore al welfare della giunta milanese: troppe manifestazioni di neofascismo, le istituzioni devono lavorare per stroncarle

Pierfrancesco Majorino, assessore al welfare in quota dem, promotore della manifestazione del 20 maggio per una Milano multietnica e «senza muri», nelle ultime settimane ha rilanciato più volte l’appello dell’Anpi

Assessore, dopo quattro anni arriva lo stop alla parata neofascista. Che ne pensa?
«Una gran bella notizia, una dimostrazione di grande intelligenza e razionalità da parte della prefettura, un risultato dell’azione dell’Anpi e del sindaco. Ma anche, credo e mi auguro, un precedente utile a livello nazionale, l’indicazione di una strada di maggiore rigore che possa fare da modello. Siamo in una fase in cui le dimostrazioni di neofascismo sono tante, e vanno stroncate senza troppi problemi. Ora mi auguro che riusciremo a celebrare tutti insieme il 25 aprile, senza divisioni. E mi riferisco in particolare al momento della sfilata della Brigata ebraica di cui sarebbe folle mettere in discussione la legittimità ad esserci».

Milano dunque capofila anche nella difesa della memoria: c’è il rischio di una sottovalutazione di certi fenomeni in Italia?
«Direi proprio che in questi anni c’è stata una sottovalutazione molto grande, nei confronti di forme di estremismo di destra più o meno organizzato. Non è solo questione di anticorpi della società civile, si pone il problema di una maggiore presenza delle istituzioni su questo fronte, comuni, prefetture e questure».

A Milano l’Anpi ricorda però come le denunce per apologia del fascismo inoltrate dalla Digos dopo la parata dello scorso anno siano rimaste senza seguito…
«C’è una legge a cui fare riferimento, in modo molto netto e molto chiaro. C’è, e va applicata: non c’è molto da discutere su questo».

Il divieto alla manifestazione neofascista arriva con la giunta Sala: una scelta compatta della squadra?
«Assolutamente sì, ma ricordo che ci sono stati anche moltissimi cittadini antifascisti che su questo obiettivo hanno messo la faccia, a prescindere dalla giunta. Questo dimostra molto buon senso, l’antifascismo non è un giochino: chi lo riteneva materiale da museo, con la voglia di muri e di nuovi ghetti che sta circolando in Europa si dovrebbe ricredere».

Dal palco del 25 aprile rilancerete l’ iniziativa della manifestazione del 20 maggio a Milano, come già a Barcellona, a favore dell’integrazione?
«Lo abbiamo previsto, sì. Credo ci sia un nesso profondo tra le due giornate, dimostrato anche dall’adesione a entrambe dell’Anpi come di moltissime altre associazioni. Perché sfilare in memoria e in difesa della Resistenza non ci mette di fronte solo a una grande stagione del passato, ma a valori da far vivere nella contemporaneità, nella nostra vita di tutti i giorni».


 

webcard_unita

Vedi anche

Altri articoli