Merola: “Così ho cambiato e cambierò ancora Bologna. Senza alleanze”

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Il sindaco ricandidato: “Non cerco accordi per il ballottaggio. Voterò sì al referendum ma non si strumentalizzi. Io e Renzi? Sono leale, non fedele”

Sindaco, secondo gli ultimi sondaggi il 5 giugno sfiorerebbe le vittoria con il 49,8%. Pensa di poter chiudere la partita al primo colpo?

Ci proverò, sono fiducioso, allo stesso tempo penso sia necessario che la gente vada a votare, è importante anche il risultato.

La scarsa affluenza alle ultime regionali in Emilia-Romagna aveva fatto rumore: teme l’astensione?

Lo ricordo e dico, non è il momento di trionfalismi, occorre lavorare per convincere quante più persone possibili. Senza dare nulla per scontato.

La coalizione con cui si presenta sarà però diversa, dopo la rottura con una parte di Sel. Si può ancora parlare di una maggioranza di centrosinistra a Bologna?

Per me sicuramente: c’è una lista alla mia sinistra, ci sono liste civiche in mio appoggio.

La preoccupa il calo della lista di Amelia Frascaroli, suo assessore reduce dal divorzio con parte dei vendoliani che la sostenevano?

Tutta la parte di Sel che ha governato tende a riconfermare questa volontà di governo. A sinistra c’è sempre chi preferisce stare all’opposizione e chi invece pensa che per risolvere i problemi bisogna mettersi alla prova.

Torna a candidarsi come sindaco Manes Bernardini, ex volto pulito della Lega ora con una propria lista di centro, accreditata del 10%. Se cercasse un accordo con lei in vista del secondo turno, accetterebbe?

Credo si debba continuare con il lavoro di cambiamento e rinnovamento di questi cinque anni. E non vedo nelle altre liste nessuna possibilità di convergenza: in caso di ballottaggio non cercherò alleanze.

Tre punti forti del suo mandato?

Abbiamo risolto problemi che aspettavano da anni e abbiamo sbloccato tutte le opere di mobilità sostenibile che aspettavano nella nostra città: il People Mover, il Servizio ferroviario metropolitano, l’acquisto di 55 nuovi filobus e di 19 nuovi treni. Abbiamo poi risolto la grana legale del Civis (il tram su gomma dalla storia infinita, oggetto anche di inchieste e poi giudicato inadatto e da sostituire, ndr) con 49 filobus già arrivati in città, fatto le pedonalizzazioni promesse a ridosso di strada Maggiore, pavimentato le strade nel cuore della città, altre piazze sono in via di riqualificazione. Ultimo capitolo, raccolta differenziata – stiamo installando 140 mini isole interrate in centro – e illuminazione pubblica: entro l’anno sarà tutta a led, il forte risparmio ci permetterà di installare telecamere per la sicurezza e wifi.

E i nuovi obiettivi per il prossimo?

Con le pedonalizzazioni in centro andremo avanti, penso però a forti incentivi per moto più ecologiche, dando il tempo ai cittadini di rinnovarle per poter accedere al centro. Poi proseguiremo sui punti chiave del programma: mi sono candidato per governare dieci anni.

Quanto crede peseranno a Bologna fattori nazionali, come il referendum di ottobre? Lei come voterà?

Dobbiamo evitare che siano strumentalizzati temi nazionali come appunto è il referendum. Nella mia coalizione ci sono forze contrarie, io invece sono a favore: ma a differenza di una sinistra che si fa solo del male abbiamo chiaro che stiamo eleggendo un sindaco, e che l’avversario è una destra preoccupante come la Lega Nord.

La leghista Borgonzoni viene data in pole per il ballottaggio, il M5s sarebbe terzo. Siamo di fronte a un calo dei grillini?

Si tratta di distanze minime, imprevedibili: quello che vedo è che non ho avversari locali: per loro parla Grillo, parla Salvini.

Lei, prima bersaniano e poi renziano, di recente ha criticato i troppi “yes men” intorno al premier. Se rieletto che rapporto avrà con il governo?

Sarò una voce leale, non fedele. Condivido molto di quello che sta facendo Renzi, lo sforzo importante per riforme che aspettavamo da vent’anni. Ma se qualcosa non va credo si debba dire senza problemi. Ad esempio dovremo lavorare molto sui Comuni. Mi ha fatto piacere che per la prima volta ci siano stati riconosciuti 40 milioni di fondi strutturali europei come città metropolitana, dobbiamo però continuare l’investimento sulle città. Non credo insomma che si possano risolvere tutti i problemi centralizzando, occorre scommettere di più sulle città metropolitane.

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