MegaRide la startup per simulazioni real-time di dinamica di un veicolo

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Intervista a Flavio Farroni che insieme a Aleksandr Sakhnevych e Francesco Timpone ha ideato una start up vincitrice della StartCup Campania 2016

“Non mi va di dire banalità, ma il lavoro non verrà a cercarvi, se sarete inerti. Inseritevi in un settore, anche lontano dalle vostre iniziali prerogative e da lì potenziate giorno dopo giorno la vostra professionalità verso il vostro obiettivo. Curate il networking. Oggi, si sa, la rete è uno strumento essenziale. Investite sempre più in occasioni di crescita non solo professionale, ma anche umana”.

Il consiglio arriva da Flavio Farroni, 31 anni e napoletano. Da ingegnere meccanico sta provando a realizzare il suo sogno “in una terra che – afferma –  per anni è stata poco sensibile al cambiamento, ma che oggi è meta di investitori internazionali”.

Con i suoi colleghi ha inventato un tool – che gli è valso nel 2015 il titolo di Young Scientist of the Year e di migliore under 40 italiano nella meccanica applicata – utile a controllare e registrare come reagiscono gli pneumatici a contatto con il suolo.

Con la sua idea – che permette di evitare test costosi – il veicolo in pista diventa un laboratorio mobile.

Sei mesi fa con due amici e colleghi, Aleksandr Sakhnevych,ingegnere, e Francesco Timpone, ricercatore in dinamica del veicolo, Flavio ha creato una start up, risultata di recente vincitrice della StartCup Campania 2016, organizzata ogni anno per premiare le migliori realtà, provenienti dal mondo della ricerca.

Si tratta di MegaRide, che ha avuto la meglio su 114 team iscritti alla competizione e ha portato a casa cinquemila euro, pronti per essere investiti.

“Ci sentiamo molto carichi – spiega Flavio – perché finalmente in Campania si respira un’aria diversa. Mi riferisco ai nuovi investimenti di Apple, Cisco e altri importanti big del digitale e dell’IT. Ora sembra di essere nel posto giusto. C’è gran voglia di fare. La presenza di grandi players attrae investitori, capitali e, soprattutto, idee. E le istituzioni pare stiano facendo un buon lavoro per rendere agevole il percorso a chi ha voglia di mettersi in gioco. Non è scontato che tutti abbiano successo, ma è giusto che sia il mercato a stabilirlo in un territorio in cui le carenze infrastrutturali per troppo tempo hanno fiaccato i tentativi di rinascita”.

Cos’è di preciso MegaRide? 

E’ uno spin-off accademico del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Napoli, che sviluppa modelli avanzati per simulazioni real-time di dinamica di un veicolo​. Si tratta di un progetto coltivato per anni ed al quale tengo molto. Il nome, Megaride, si riferisce all’isolotto, in cui, secondo una leggenda, sembra si sia arenato il corpo della sirena Partenope, dando origine al primo insediamento della città di Napoli, ed al termine anglosassone Ride, che descrive le condizioni di marcia dei veicoli terrestri.

Quanto è stato tosto realizzare MegaRide?

Tosto è stato dedicare tempo e risorse ad un’idea imprenditoriale, senza trascurare le attività didattiche e ricerca. Abbiamo trascorso un numero infinito di nottate tra business plan, pitch e dati da elaborare. Tosto è stato muoversi in un mercato iper – competitivo, con risorse e laboratori non sempre all’altezza dei competitors. Io, poi, nella condizione di precario del mondo universitario. Tosto è stato, e lo è anche oggi, far comprendere quanto importante sia il trasferimento tecnologico in ambienti talvolta inerti al cambiamento.

Chi ha creduto subito nel tuo progetto? 

Il direttore del Dipartimento, Antonio Moccia ed il coordinatore del gruppo di ricerca, ​Michele Russo. Hanno capito subito che il nostro spin-off avrebbe collegato in modo proficuo imprenditoria ed università. Negli ultimi mesi abbiamo potuto contare su altri appoggi nell’ambito di un programma per start-up innovative, promosso dal Business Innovation Center di Città della Scienza, una realtà molto viva e ricca di competenze. Per l’aspetto economico, i primi investimenti sono stati i nostri.

L’obiettivo del progetto? 

Fornire soluzioni innovative nell’ambito delle simulazioni in campo automotive​. Innalzare il livello di affidabilità nei software di guida, fornire agli utenti informazioni aggiuntive sulla propria vettura, migliorare la risposta dei sistemi di controllo per la sicurezza stradale e definire nuovi strumenti per un futuro che mira alla guida autonoma.

Il mercato a cui puntate?

Oggi operiamo su un mercato costituito per metà da aziende italiane e, per l’altra metà, da quelle estere. Le nostre attività sono destinate a produttori di auto e motoveicoli, di pneumatici e, soprattutto, a grandi e piccoli team impegnati in competizioni sportive. Includerei gli istituti di ricerca con i quali stiamo avviando collaborazioni.

Le vincitrici delle StartCup regionali si qualificano per la finale del Premio Nazionale per l’Innovazione, che quest’anno si terrà a Modena l’1 e il 2 Dicembre prossimi. Cosa vi aspettate da quell’appuntamento?

Avremo l’occasione di essere a contatto con l’Italia più dinamica. Sarà una bella prova di maturità per le nostre idee. ​Il 3 e 4 Dicembre prossimi saremo per la prima volta al MotorShow con un nostro stand, per il quale ringraziamo PNI Cube. Avremo occasione di raccontare il nostro progetto dal palco della più importante manifestazione del settore. Un bel traguardo per una start-up costituita da meno di sei mesi.

In futuro?

Vorremmo realizzare un laboratorio d’eccellenza ​per la dinamica dei veicoli. Ci stiamo attivando. L’obiettivo è veder crescere il team e trattenere i nostri migliori talenti.

Vi sentite tipi tosti?

Ma certo che ci sentiamo tosti. Stiamo riuscendo a realizzare obiettivi importanti in un contesto che non è sempre in grado di supportare al cento per cento l’innovazione e la ricerca scientifica.

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