Martina: “Tutti mobilitati facendo squadra. Senza agricoltura non c’è futuro”

Terremoto
Martina a Conferenza ministeriale Italia- Africa

Il ministro: “Già anticipati 5 milioni di contributi europei a imprese del settore”

Uscire dall’emergenza, iniziare a progettare interventi per rendere questo Paese meno vulnerabile, più sicuro. Ma anche andare a fondo e capire le responsabilità perché non è normale che una scuola e un ospedale cadano come castelli di sabbia. Il ministro per le politiche Agricole Maurizio Martina, dice, parlando alla Festa dell’Unità di Modena, che adesso inizia un’altra fase più difficile, dopo il dolore. La ricostruzione.

Ministro, le persone dei luoghi terremotati hanno chiesto alle istituzioni è di non essere lasciati soli. Il governo ha annunciato una ricostruzione scrupolosa e veloce. E si è fatto il nome di Vasco Errani come commissario per seguire la ricostruzione. È il modello Emilia che si cerca di esportare?

Nella tragedia, noi abbiamo anche toccato con mano in queste ore il volto più bello di questo Paese, la solidarietà arrivata da migliaia di persone e l’efficienza della gigantesca macchina dei soccorsi. Ma ora il nostro dovere è quello di fare in modo che non si perda neanche un istante per avviare la fase della ricostruzione. E credo che l’esperienza di Vasco Errani sia una risorsa importante per il Paese perché ha dimostrato una sensibilità rara quando ha dovuto affrontare la ricostruzione proprio qui in Emilia Romagna. Penso, però, e sono sicuro che anche Vasco sia d’accordo con me, non basta un uomo solo, non ci sono supereroi da mettere in campo. C’è bisogno di un grande lavoro corale, di squadra, e consapevolezza diffusa. Le istituzioni devono tutte essere coinvolte ma devono essere coinvolti gli abitanti dei paesi e delle frazioni che vanno ricostruire perché non c’è un modello da esportare, ogni luogo ha le sue peculiarità. Noi dobbiamo prendere il meglio delle storie di successo che abbiamo avuto ma poi dobbiamo calarle nelle specificità.

L’assessore di Amatrice, Filippo Palombini, ha detto che è dall’agricoltura che rinasceranno Amatrice e gli altri paesi colpiti. Il suo ministero come affronterà questo aspetto?

Noi abbiamo già attivato l’anticipazione dei contributi agricoli europei per 5 milioni di euro per le imprese agricole dei 16 Comuni colpiti, ma non basta. Abbiamo responsabilità enormi in quei territori rurali perché senza agricoltura non c’è futuro. Nelle prossime ore saremo sul posto con gli assessori regionali e anche insieme alle imprese imposteremo un progetto di rilancio agricolo.

Il procuratore antimafia Roberti ha detto che non assisteremo ad un altro scandalo come l’Irpinia, ma intanto abbiamo assistito, dopo San Giuliano, allo scempio di una scuola inaugurata nel 2012 e crollata. Ad un ospedale venuto giù. Le chiedo cosa intende fare il governo affinché le strutture strategiche siano davvero sicure e non le più fragili.

Quelle immagini hanno colpito tutti noi, vedere gli edifici pubblici collassare ci ha messo di fronte ad un impegno immediato, oggi non domani, affinché le strutture strategiche quando siano sottoposte a restauro e nuove edificazioni, siano sottoposte a severi controlli preventivi e non postumi. È chiaro che abbiamo bisogno di capire di più su quegli edifici crollati, cosa si è fatto e cosa non si è fatto nelle fasi di ristrutturazione, ma stavolta si dovranno individuare le responsabilità e chi ne dovrà rispondere.

State valutando come Cdm l’introduzione di misure, come le agevolazioni fiscali, per incentivare la ristrutturazione e messa in sicurezza di edifici privati nelle zone ritenute ad alto rischio?

Penso che dovremo compiere delle scelte già nella prossima legge di stabilità. Il ministro Delrio ha già delineato delle ipotesi di lavoro sul fronte degli incentivi ai privati sulle ristrutturazione mirate, c’è il modello del Canada a cui guardare per esempio. Dobbiamo agevolare la spesa del privato rendendo conveniente fare ciò che oggi non lo è. Sarà un percorso complesso ma è un dovere intervenire sulla sicurezza del pubblico e del privato. Ci sono scelte non rinviabili: i rischi sismici di questo Paese non possiamo scoprirle il giorno dopo gli eventi drammatici.

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