Martina: “Il centrosinistra sia unito, non consegni Milano alla destra”

Amministrative
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Dal ministro delle Politiche agricole appello all’unità per votare Sala: “Parisi sull’indecente iniziativa del Giornale dà una risposta imbarazzata”

«Il centrosinistra deve restare unito, e aprirsi a tutte le forze che non vogliono consegnare una città come Milano alla destra populista e xenofoba e farla tornare indietro di vent’anni».

Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole, parla dalla sede del comitato elettorale di Giuseppe Sala, candidato sindaco del centrosinistra che al primo turno è in vantaggio conil 41,69 per centosullo sfidante di centrodestra, Stefano Parisi (40,7 7 %). La sfida a Milano non è semplice, come sta andando?

«Bene, c’è un gran fermento. Al comitato Sala sindaco ci sono un sacco di volontari, ragazzi dai diciotto anni in su che da giorni stanno dando una mano, telefonano a tappeto agli elettori delle primarie di questi anni. Insomma, un bel lavoro di squadra, lo spirito che ci vuole per vincere, sono loro l’architrave forte della campagna elettorale, dell’essere qui».

È alto il rischio che vinca il centrodestra?

«Sulla sfida di Milano ci giochiamo il futuro della città. Che non va consegnata alla destra, non è pensabile che una metropoli così importante sia usata come cavia per la sperimentazione dei futuri equilibri di poteri interni al centrodestra, con sponde imbarazzanti come quelle che stiamo vedendo in questi momento con la pubblicazione del Mein Kampf…».

Parisi ha aspettato molto a commentare l’iniziativa de Il Giornale, che lo sostiene. Eppure vuole mostrarsi moderato. Che ne pensa?

«Quelladi Parisi è una risposta imbarazzata che rivela come, nella coalizione di centrodestra, ci siano tendenze e dinamicheche possonoconsentite tutto,anche cose indecenti come l’iniziativa del “Giornale”, che è sconcertante. Deve essere un monito agli elettori del centrosinistra e non solo, perché sia unito, e per evitare che tornino in campo personaggi di vent’anni fa».

A chi si riferisce? la Lega c’era ma era quella di Bossi e oggi con Salvini ha più voce in capitolo su Forza Italia.

«È la stessa fotografia di chi era al governo con il centrodestra vent’anni fa, le stesse persone e le stesse idee. Sono i vari La Russa, De Corato, Maria Stella Gelmini e lo stesso Salvini».

Cosa teme?

«La regressione nelle scelte per Milano, per questo insisto nel dire che il centrosinistra deve essere unito, perché non si può tornare indietro, buttare a mare l’esperienza fatta con la Giunta Pisapia in questi anni».

È quasi tutto unito, a parte la “sinistra sinistra”. Milano spesso è stata un modello politico.

«Abbiamo fatto le primarie a dicembre e poi un lavoro lungo e partecipato del Pd con le altre forze, per aggregare e unire. Abbiamo lavorato con Giuliano Pisapia e con tanti che hannocostruito il progetto per la Milano del 2020».

Secondo lei gli elettori della sinistra di Basilio Rizzo voteranno Sala?

«Spero e credo di sì. Basilio Rizzo sta lavorando e riflettendo, cosa che rispettiamo. Mi auguro che ci siano le condizioni per agire uniti. Abbiamo un dialogo significativo anche con i Radicali Sala ha appena annunciato l’impegno di una personalità come Gherardo Colombo al suo fianco per un progetto forte sulla trasparenza e la legalità».

I radicali sostengono Sala, ma Cappato andrà avanti con l’esposto sulla ineleggibilità. Sono in contrasto?

«Ci sono chiari punti di convergenza su contenuti essenziali come l’ambiente, la casa, le periferie. E questa è la cosa più importante».

Secondo lei l’ostilità di una parte dell’opinione pubblica di sinistra, vedi Dario Fo, è verso Sala o è tutta politica contro Renzi e il Pd?

«Milano è una città troppo importante perché si giochino altre partite. Si può discutere tutto, ma non di consegnare la città a una destra populista e xenofoba, contro la quale penso si debbano unire tutte le forze, anche fuori dal Pd, per rilanciare un’esperienza e andare avanti, piuttosto che tornare indietro».

Giuliano Pisapia avrà un ruolo nella Giunta, se vincerà il centrosinistra?

«Pisapia è fondamentale, deciderà lui ma resta sempre una personalità centrale. E si sta spendendo molto».

Pensa che Sala possa recuperare il voto dei grillini?

«Gli elettori 5 Stelle credo siano liberi, solo Salvini e Parisi a volere l’inciucio ai vertici. Sono persone autonome che possono trovare punti in comune, dall’ambiente ai diritti, più nel programma di Sala che in quello di Parisi. Non credo che vogliano consegnarsi a via Bellerio o ad Arcore».

A Milano Berlusconi ha “visto giusto” con Parisi, dicono in molti. Si aspettava quel risultato?

«La destra qui è sempre stata forte. Guai a sottovalutarla. Salvini a Milano ha preso una scoppola, ma a sette giorni dal voto la sfida è aperta. Noi dobbiamo arrivare alla vittoria, per questo tutti dobbiamo dare il nostro contributo».

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