Marino: “Concordato il piano per il Giubileo con Gabrielli”

Roma
Il neo prefetto di Roma Franco Gabrielli incontra il sindaco Ignazio Marino in Campidoglio, 3 aprile 2015 a Roma.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il sindaco all’Unità: “Tra poco i fatti metteranno a tacere ironie e veleni”

«Grande condivisione di vedute» e «massimo rapporto di fiducia con il prefetto Gabrielli». Due giorni dopo il sindaco Marino rompe il silenzio dalle sue contestatissime vacanze e prova a replicare con tono leggero ma parole pesanti allo scetticismo e al sarcasmo che accompagnano le cronache di questi giorni, i titoli irridenti e le vignette impietose che lo vedono bebè in passeggino con tanto di ciucciotto in bocca mentre la tata-balia Gabrielli gli dice «Buono Ignazio, buono che ora ti porto alle giostre». Ogni giorno il sindaco vede la rassegna stampa inviata via mail dai suoi collaboratori e certo è dura non replicare alle provocazioni. «Andrà avanti ancora qualche giorno» ammette con l’Unità «ma poi saranno i fatti a prendere il sopravvento» e a mettere a tacere critiche e veleni. Intanto lavora, pur a distanza, da una vacanza che non voleva e neppure poteva interrompere.E a chi sta facendo facili scommesse sul fatto che entro breve lo stesso Marino dovrà rendersi conto che è stato commissariato, il sindaco replica con pazienza: «In questi giorni ho parlato anche più volte al giorno con il prefetto Gabrielli e ho concordato con lui i passaggi che ci attendono nei prossimi giorni per affrontare e vincere insieme questa doppia scommessa, il Giubileo e la ripartenza di Roma». E se gli chiedi di chi sarà l’ultima parola nelle decisioni che contano se ci fossero divergenze di vedute, il sindaco-chirurgo non ha dubbi: «Potremo anche discutere ma poi procederemo con la più grande condivisione, ne sono sicuro perchè tra noi c’è un forte rapporto di fiducia già messo alla prova in questi primi mesi dell’anno».

Parole che hanno un sottinteso che forse può sfuggire a chi non conosce la storia di Franco Gabrielli, funzionario dello Stato che a 55 anni di prove di eccellenza ne ha già date molte – dalla lotta al terrorismo, alla gestione dei terremoti passando per la Cosa Concordia e a direzione dei servizi segreti – e di sicuro non ha ambizioni di tipo politico. È un tecnico e questo vuole continuare a fare, al di là dei progetti veri o presunti di palazzo Chigi. Ma non è neppure questa la migliore assicurazione che Marino tiene in tasca. «Per dirla con chiarezza» aggiungono stretti collaboratori del sindaco e del prefetto, «i due sanno che non ci saranno coltellate alle spalle». Ingenuità? Un raro esempio di correttezza e lealtà? Magari solo destini e ambizioni diverse, che non si toccano ma devono fare un pezzo di strada insieme. E comunque – aggiungono – «se la si vuole mettere sul piano della forma giuridica, per quello che riguarda la parte inquinamenti mafiosi il ministro Alfano affida al prefetto i poteri di vigilanza nei fatti già esercitati da dicembre 2014 (la prima tranche di arresti e l’ingresso della commissione a palazzo Senatorio, ndr)». Per quello che riguarda il Giubileo, «sono stati dati poteri di coordinamento rispetto a decisioni che, ciascuno nel proprio ambito, dovranno assumere i soggetti istituzionali coinvolti in questa mission». Il famoso modello Expo regolato da un decreto della Presidenza del consiglio dei ministri.
In entrambi i casi Marino assicura che «non prevarranno criteri gerachici ma la più grande condivisione delle scelte e delle procedure». Non solo, indiscrezioni prefettizie raccontano che in questi colloqui telefonici Gabrielli e Marino hanno rimarcato come «i fatti delle prossime settimane e mesi dimostreranno anche quanto di buono la giunta sia riuscita a fare dopo gli arresti e le indagini di Mafia Capitale grazie all’operato dell’assessore alla Legalità Alfonso Sabella». Almeno sotto il punto di vista dell’impostazione delle gare d’appalto e delle procedure di assegnazione dei lavori.

Il «diritto creativo»
Sempre con la chiave della correttezza va letto l’altro giallo di questa nuova stagione nella Capitale. È vero: l’atto con cui il ministro Alfano ha incaricato il prefetto Gabrielli di «sovrintendere e pianificare la normale amministrazione di Roma» non ha un precedente e neppure una forma giuridica. Sono due pagine allegate alla relazione, una sorte di lettera di incarico, che crea un precedente. A palazzo Chigi hanno discusso a lungo ma non c’erano altre soluzioni. Il cemento giuridico di quella lettera di incarico è che, si spiega dal Viminale, «entrambi le parti lo hanno accettato e nessuna lo denuncerà». Se tecnicamente non cambia nulla nella macchina amministrativa, politicamente cambia molto. La squadra è già al lavoro. Il vicesindaco Marco Causi era in ufficio anche ieri. Sul fronte Mafia capitale l’obiettivo adesso è stendere «a quattro mani con il sindaco, un piano di risanamento sugli 8 compromessi e messi in ginocchio dal malaffare del Mondo di mezzo: dagli appalti ai regolamenti comunali, dal verde pubblico all’emergenza casa fino ad immigrazione e campi nomadi». L’assessore Sabella ha spiegato che i dirigenti comunali, «una ventina circa» sono stati tutti rimossi e sostituiti. Domani pomeriggio ci sarà un primo incontro Prefettura-Campidoglio per il Giubileo per attivare subito «la segreteria tecnica interistituzionale». Marino ha indicato l’assessore Pucci. Quando giovedì sarà a Roma, il sindaco troverà una macchina già avviata. Secondo accordi.

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