Marcucci: “Il Pd è il vero motore della legge. La nostra determinazione è un valore”

Unioni civili
Andrea Marcucci in una foto d'archivio. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Parla il senatore dem, sostenitore del ddl Cirinnà: “Il voto segreto? Abbiamo dimostrato di non averne bisogno”

Dopo il voto di oggi sull’impianto del ddl Cirinnà al termine dell’assemblea del gruppo dei senatori del Pd, l’accordo sul testo sembra essere più vicino. Restano delle opinioni diverse sulle adozioni, ma c’è ancora tempo per trovare una mediazione con le anime cattoliche del Pd e la mediazione potrebbe arrivare da alcuni emendamenti. Tra questi quello proposto dai senatori Andrea MarcucciGiorgio Pagliari.

Senatore Marcucci, dopo la riunione di oggi, a che punto è il gruppo Pd in Senato sulle unioni civili?

Sono molto contento, sono uscito dalla riunione di oggi un po’ più ottimista. Ci ho visto la chiusura di un percorso, di un dibattito interno che comunque è stato costruttivo. Tanti passi in avanti sono stati fatti: questo è dimostrato dal voto costruttivo all’unanimità con tutte le aree presenti; quindi non era un voto dovuto all’assenza di alcuni, ma era un voto convinto ed esplicito sull’impegno a votare il provvedimento a prescindere da come si concluderà il passaggio, se ci sarà, del voto segreto sulla stepchild. Un impegno che, dal mio punto di vista, testimonia molto e rappresenta un primo obiettivo importante.

Come procede il confronto con gli altri partiti?

Su una legge del genere bisogna creare le condizioni che portino a una convergenza massima delle forze in Parlamento. Poi è chiaro che c’è una dialettica all’interno di tutti i partiti, non solo nel Pd, ma mi sembra che anche lì si percepisca qualche apertura. Vediamo. Del resto i passaggi parlamentari su questioni che non possono non avere vincolo di maggioranza sono passaggi delicati. I Cinquestelle continuano a professare la disponibilità al voto, dicendo che questo avverrà se non ci saranno modifiche. Io intendo modifiche sostanziali, perché modifiche di dettaglio o di aggiustamento ci saranno sicuramente. Per esempio, l’emendamento che ho presentato insieme a Pagliari che porta ad avere le unioni civili e a inserire anche la stepchild adoption, ipotizzando un periodo di prova di due anni. Quindi non lo considero una modifica sostanziale.

Il suo è un emendamento che può fare da ponte tra cattolici e laici?

L’idea mia e del collega Pagliari è questa. Ci sembra un ulteriore passo in avanti per salvaguardare l’unità del Pd che comunque è il motore vero di questa riforma, perché non ci dimentichiamo che sono nostri i disegni di legge, siamo noi che abbiamo voluto a tutti i costi la calendarizzazione, siamo noi che abbiamo spinto affinché si iniziasse questa settimana. La determinazione del Pd è un valore. Fare un ulteriore passo di buonsenso da parte di tutti ci serve per tenere il Pd unito e serve anche perché il Pd unito è una garanzia di successo di una proposta che di fatto raggiunge gli obiettivi di portare a casa le unioni civili e la stepchild adoption.

Si riusciranno a scongiurare sorprese al momento del voto in aula?

Su questo ho auspici, ma non certezze. Ci sarà un dibattito approfondito, ma già oggi nel nostro gruppo ho visto un grande senso di responsabilità. Non credo che le altre forze politiche, inclusi i Cinquestelle, abbiano interesse a fare tatticismi politici o cavalcare situazioni di parte su questo tema, perché il risultato grosso è far approvare la legge. Non ci dimentichiamo l’esperienza 2006-2008 con i Dico. Io non la dimentico di sicuro, visto che all’epoca ero sottosegretario.

Sul voto segreto, secondo lei sarebbe possibile evitarlo?

Noi abbiamo dimostrato nel confronto interno al gruppo di non averne bisogno. Nessuno è stato demonizzato o schernito, tutti hanno avuto la libertà di fare i loro ragionamenti e di presentare emendamenti su quello che ritenevano importante. Non vedo nessuno che nel voto segreto possa essere finalmente libero, noi siamo già liberi. Poi se ci sarà richiesta di voto segreto da parte di alcuni parlamentari di altre forze politiche, perché hanno bisogno di averlo, voteremo con voto segreto nel rispetto dei regolamenti parlamentari. Non credo ci sia l’esigenza di chiederlo come Pd.

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