Majorino: “Milano rimarrà un laboratorio pulito”

Milano
Pierfrancesco Majorino durante il secondo confronto ufficiale tra candidati alle primarie del centrosinistra organizzato da Radio Popolare, Milano, 31 gennaio 2016.  
ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Intervista a Pierfrancesco Majorino, in corsa alle primarie del 7: “Con me qui il partito della nazione non si farà mai”

Pierfrancesco Majorino, 41 anni, un figlio, assessore al Welfare nella giunta Pisapia, è candidato alle primarie del centrosinistra a Milano.

Majorino, gli ultimi confronti tra i voi candidati sono stati più uno scontro, con reciproche e pesanti bacchettate. Si aspettava questi toni per le primarie milanesi, lei che per primo le ha chieste?

“Speravo in qualche veleno in meno, non penso tanto alle battute tra noi quanto allo sciacallaggio del Fatto Quotidiano nei miei confronti: l’idea che rimanendo in campo io mi presti a fare il gioco di Sala perché divido i voti a sinistra è offensiva anche a livello personale”.

Su questo torneremo. Intanto: il dibattito si è acceso quando il sindaco Pisapia, mentre i sondaggi davano Sala favorito, si è schierato con Balzani paventando che il partito della nazione possa approdare anche a Milano. Condivide questo timore?

“Non ci sarà mai il partito della nazione a Milano, qui quello del centrosinistra rimarrà un laboratorio pulito e chiuso agli amici di Formigoni. Da questo punto di vista rappresento la massima garanzia. Sala favorito? Voglio sperare che abbia la mia stessa intransigenza nel voler preservare l’esperienza del centrosinisra milanese degli ultimi cinque anni. Aggiungo: è utile che continui anche per far cambiare idea al Pd a Roma”.

Lei è stato anche il primo a chiedere chiarezza sui conti di Expo, tema diventato cavallo di battaglia di Balzani…

“Direi che la vicesindaco concorda con me: la questione non può essere liquidata con leggerezza, non sono soddisfatto delle risposte di Sala. Bisogna capire con che eredità chiudiamo l’Expo del 2015 e credo che Sala non possa permettersi di dare l’immagine di chi non vuole affrontare il tema”.

Balzani e Sala hanno fatto propria la sua battaglia contro le 9.500 case pubbliche sfitte, la vicesindaco boccia invece la sua proposta forte, l’introduzione di un reddito minimo comunale, che Sala sposa. C’è più accordo con il manager che con l’altra candidata di sinistra?

“Certo mi colpisce che da Francesca non ci sia disponibilità al confronto su questo tema. Dopo di ciò, anche la risposta di Sala- “vediamo se si può fare” – rischia di alimentare l’equivoco di una proposta demagogica. Invece è assolutamente sostenibile: in bilancio ci sono già 27 milioni, 11 arriveranno dalla legge di Stabilità, dobbiamo trovarne 15 e rotti: nel 2011 sono stati recuperati 186 milioni per ripianare il buco lasciato dalla Moratti, trovarne 15 per le povertà è un obbligo morale”.

Inevitabile chiederle ancora di un ticket tra lei e Balzani, che lo ha rilanciato proponendole di fare il vicesindaco (mentre Sala la vorrebbe come assessore) e ricordandole che “non si deve pensare solo alle ambizioni personali”. Vista la sua replica – “mi sostenga lei, cambiando idea sul welfare” – nessuna sorpresa dell’ultima ora? Ma in questo clima, non sarà complicato collaborare dall’8 in poi?

“Sono molto fiducioso che sapremo trovare una sintesi tra tutti. Anche a me piacerebbe avere l’intelligenza di Francesca in giunta. Ma il ragionamento che non funziona è: io in questi mesi ho posto alcune questioni precise – reddito minimo, questione della casa, piano straordinario degli asili nido -, su tutto questo non c’è mai stata risposta anzi Balzani ha detto, legittimamente, di non riconoscersi nelle mie proposte politiche. Ora mi chiede di farmi da parte: sarebbe il primo caso di un candidato che si ritira, per appoggiarne un altro che dichiara di essere in disaccordo con lui”.

Secondo un sondaggio Balzani tallonerebbe Sala se pesasse l’endorsement di Pisapia, e la somma dei voti a voi due supererebbe quelli per il commissario di Expo: crede a questi numeri?

“Preferisco andare avanti convinto che i conti si fanno alla fine. I sondaggi in queste settimane dicono tutto e il contrario di tutto, quelli per le primarie poi accecano: ne ricordo nel 2010 uno secondo cui Boeri avrebbe stravinto contro Pisapia”.

In sintesi: perché votare lei, e non Balzani né Sala?

“Conosco la mia città molto bene, voglio portare al centro riscatto sociale, rivoluzione ambientale e liberazione delle energie culturali della città. E credo di essere una garanzia nel rivendicare l’esperienza di questi anni, per portarla avanti in modo ancora più radicale”.

La proposta sua e degli altri candidati, in un aggettivo?

“La mia: appassionata e ambiziosa. Quella di Sala: tecnica e evasiva, di Balzani tecnica e ondivaga, Iannetta mi pare in cerca di visibilità, una scelta che rispetto”.

Vedi anche

Altri articoli