“Mai, mai, mai scissione, ma ascoltiamo il disagio”. Parla Pier Luigi Bersani

Pd
Bersani alla Festa nazionale de l'Unità

Intervista all’ex segretario Bersani che fa il pieno alla festa di Milano e avverte Renzi: “Come segretario del partito trovi una sintesi, come premier lasci al Parlamento il potere decisionale”

L’area dibattiti è piena già un’ora prima del suo arrivo a Milano, a fare gli onori di casa c’è il vicesegretario Lorenzo Guerini, arrivato apposta per l’occasione. L’accoglienza è calorosa per l’ex segretario Pier Luigi Bersani e il suo intervento è più volte applaudito. Prima di salire sul palco si ferma a lungo, in privato, a parlare con il numero due del Nazareno, al centro le riforme e il prossimo passaggio del Ddl Boschi al Senato. Le posizioni tra maggioranza e minoranza del partito sono ancora lontane, bisogna arrivare ad un accordo, evitare lo scontro in Aula e la lacerazione del partito. Guerini mostra ottimismo, Bersani è preoccupato e non lo nasconde. Tattica? Forse, ma il giudizio dell’ex segretario è duro. «Quale sistema stiamo costruendo? – dice -Non c’è una legge sui partiti, sulle primarie, non c’è il finanziamento pubblico, abbiamo un Parlamento che rischia di essere deciso solo dall’alto. Altro che sistema di un uomo solo al comando, stiamo costruendo un sistema di un uomo solo al guinzaglio». L’altro tema che brucia sulla pelle dell’italia e dell’Europa è quello della tragedia dei profughi, delle morti in mare che non risparmiano nessuno, che si portano via i figli, le madri e i padri, mentre il vecchio Continente sembra immobile, in preda a pericolose ondate xenofobe. E da qui inizia questo lungo colloquio.

Bersani, la foto di un bambino che muore in mare commuove il mondo. Ma si doveva arrivare a questo per smuovere l’attenzione dell’Europa?
«Se davvero l’attenzione si fosse accesa almeno quel bambino non sarebbe morto invano e invece temo che non sia così. Sono anni che noi, in Italia e in Europa, stiamo confondendo la storia con la cronaca. Stiamo vivendo un passaggio storico di risistemazione del Medio Oriente a 100 anni dalla pace di Versailles e fino a quando la diplomazia internazionale non troverà il modo di aiutare il nascere di un nuovo ordine avremo guerre endemiche e quindi solo migrazioni endemiche. Il modello da seguire dovrebbe essere quello adottato per l’Iran sulla questione nucleare».

Il diritto d’asilo europeo è la strada da seguire?
«Da solo non basta, occorrono anche un’organizzazione europea per selezionare gli aventi diritto d’asilo e delle politiche nazionali per l’accoglienza».

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