Lucia Annunziata ci spiega perché le primarie da noi interessano poco

Usa2016
FILE - In this Feb. 27, 2016 file photo, Republican presidential candidate Donald Trump pauses during while speaking at a rally in Millington, Tenn. Tough talk about torture is a guaranteed applause line for Donald Trump on the GOP presidential stump. Trump has repeatedly advocated waterboarding, an enhanced interrogation technique that simulates the feeling of drowning. (ANSA/AP Photo/Andrew Harnik, File)

“Passeranno Hillary e Trump, establishment contro follia”

“E’ vero, in Europa queste primarie americane non interessano molto. Perché obiettivamente gli Stati Uniti hanno poco da dire, qui da noi gli europei pensano che non siano più una fonte di soluzione. I problemi ce li dobbiamo risolvere noi, da soli: per questo guardiamo con una certa distrazione alla campagna americana in corso”.

Lucia Annunziata, tu l’America la conosci benissimo. Conosci la politica americana, il giornalismo americano: cosa dicono i tuoi colleghi americani? Che impressione hai?

Beh, l’impressione è che queste primarie siano lo specchio del declino degli Stati Uniti. Se si pensa che l’unico sussulto di interesse è un sussulto negativo, legato a Trump, abbiamo un’idea della crisi della politica americana.

Una crisi che riguarda anche i Democratici?

Ma insomma, secondo le ricostruzioni del New York Times Hillary Clinton ha deciso l’intervento in Libia, e ora noi stiamo andando in Libia proprio mentre lei è candidata, anche questo è un percorso simbolico che fa pensare… Ma a parte questo, Hillary Clinton è una candidata molto usurata, fa parte di un momento storico legato agli anni Novanta che non ha più niente da dire.

Una donna, non è una piccola novità.

Ma per me, ripeto, è talmente usurata che non si riesce nemmeno a percepire come una donna.

Eppure sta battendo Sanders che pareva l’astro nascente, la nuova sinistra coi capelli bianchi…

Ecco, invece io penso che Sanders, e Corbyn, abbiano acceso una lucetta per le nuove generazioni e non abbiano per niente lanciato un messaggio vecchio, anzi. Il loro rifiuto del consumismo non è affatto pauperismo, ma piuttosto un’idea legata al processo tecnologico: che me ne importa di acquistare una borsa costosa quando posso tenere tutto in uno smartphone? Questo è’ un paradigma nuovo legato alla conoscenza e non alla materialità, e questo secondo me è un messaggio molto forte che le nuove generazioni colgono meglio di noi.

Credi che in questo tratto estremistico sia il destino del pensiero democratico?

Sanders e Corbyn sono arrabbiati con le classi dirigenti che hanno portato il mondo in questa situazione. Questo è un dato di fatto.

A poche ore dal Super Tuesday cosa prevedi?

Hillary ce la fa. Hillary e Trump: questa sarà la sfida per la Casa Bianca.

Dimmi di Trump.

Trump è uno che non ha il controllo di se stesso. Non sa quello che dice. Fa sembrare Berlusconi un statista e Salvini un moderato. Contro Trump si mobiliteranno tutti quelli che non vogliono questa follia al potere, si muoveranno anche gli arabi. La sfida sarà fra establishment e follia.

Walter Veltroni ha scritto sull’Unità che non va sottovalutato. Secondo te Trump potrebbe diventare presidente degli Stati Uniti?

E’ possibile. Trump non è semplicemente un populista, lui esprime la rabbia di un pezzo di popolazione che si è impoverita. Ed è vero che i media, a partire da quelli americani, non hanno colto la sua pericolosità e la sua forza. Può vincere, Trump. Questa è l’America, oggi.

 

 

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