Longo: “Niente fumo, Italia migliore nella Ue”

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Tempi duri per i fumatori. Le nuove norme sui divieti di fumo e la prevenzione sono entrate in vigore appena qualche giorno fa. L’Italia ne ha fatto un punto politico e normativo importante: la Direttiva UE che inasprisce la regolamentazione sul tabacco è stata recepita dal nostro Governo tra i primi in Europa, peraltro inserendo punti che il testo licenziato da […]

Tempi duri per i fumatori. Le nuove norme sui divieti di fumo e la prevenzione sono entrate in vigore appena qualche giorno fa. L’Italia ne ha fatto un punto politico e normativo importante: la Direttiva UE che inasprisce la regolamentazione sul tabacco è stata recepita dal nostro Governo tra i primi in Europa, peraltro inserendo punti che il testo licenziato da Bruxelles non prevedeva. Non si potrà dunque fumare in auto in presenza di minori o donne in gravidanza; così come nelle aree circostanti gli ospedali e le cliniche. Spariscono per sempre i pacchetti di sigarette da 10 e quelli con aromi caratterizzanti (come la vaniglia). I pacchetti riporteranno immagini shock sui danni che il fumo può provocare oltre alle scritte che chi entra in tabaccheria è già abituato a leggere da qualche anno. Il tutto per provare a ridurre il numero di fumatori ma soprattutto per evitare che i più giovani inizino a fumare. La preoccupazione principale, in Europa e in Italia, è infatti evitare il più possibile che i nostri ragazzi accendano la prima sigaretta. A vigilare sul rispetto delle norme vecchie e nuove ci sono, assieme alle Istituzioni, anche i molti movimenti di difesa del cittadino e dei consumatori. Il MDC (“Movimento Difesa del Cittadino”) e il suo Presidente, Antonio Longo, sono impegnati da tempo su questo fronte: i giovani sono esposti a minacce continue, dalla rete internet al bullismo, dal tabacco all’alcool. Abbiamo incontrato il Presidente Longo a Bruxelles, dove svolge anche l’incarico di Consigliere del Comitato economico e sociale dell’Unione europea.

Presidente, è soddisfatto di come l’Italia sta agendo in materia di prevenzione del fumo?

Sì, siamo estremamente soddisfatti. Soprattutto perché queste norme sono pensate per tutelare i più giovani. I nostri ragazzi vanno protetti ed è compito di tutti fare in modo che ciò avvenga.

Di leggi ce ne sono tante e, se parliamo di tabacco, anche piuttosto severe. Quanto sono efficaci a suo avviso le sanzioni, ad esempio per chi vende sigarette ai minori o per chi pubblicizza i prodotti?

Ha ragione, di leggi ce ne sono molte. Ma vanno fatte rispettare. Noi siamo qui anche per questo. Le sanzioni sono pesanti e sono state inasprite di recente con il decreto di recepimento della Direttiva europea. Purtroppo mancano ancora controlli adeguati e si continua a giocare sul filo del rasoio, aggirando di fatto i divieti attraverso forme indirette, subliminali o ingannevoli di pubblicità. Questo atteggiamento è intollerabile.

A cosa si riferisce?

Ci siamo accorti ad esempio, che sul sito internet della Ducati, un’eccellenza italiana che attrae giustamente milioni di fans sulla rete e alle manifestazioni sportive, compare in bella vista e addirittura come title sponsor la Philip Morris, cioè il principale produttore di sigarette a livello mondiale e in Italia, che annovera l’omonimo marchio nel suo portafoglio di prodotti. Quel sito è visitato da centinaia di migliaia di giovanissimi che nutrono una passione sincera per il motomondiale e per i suoi campioni. Sono anni che la legge vieta qualsiasi forma di sponsorizzazione e pubblicità, diretta o indiretta, di prodotti del tabacco. Perseverare è davvero diabolico.

Come è possibile che ciò accada?

Siamo letteralmente esterrefatti. Se Philip Morris spende così tanti soldi per sponsorizzare la Ducati lo fa per un unico motivo: fare pubblicità ai suoi marchi, violando apertamente la legge. Per questo motivo ci siamo visti costretti a prendere carta e penna e depositare un esposto all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, al Prefetto e alla Guardia di Finanza. Chiunque può accedere a quel sito internet magari per seguire i propri idoli e ritrovarsi di fronte a un marchio di sigarette. Di più: cliccando su quel marchio si accede al sito internet istituzionale della Philip Morris Italia.

Quali sono i motivi della vostra denuncia?

Molto semplice: la violazione delle norme relative al divieto di propaganda dei prodotti da fumo; del divieto di sponsorizzare con marchi del tabacco; per pratica commerciale scorretta di promozione delle sigarette a marchio Philip Morris e per pubblicità occulta e ingannevole dei prodotti da fumo dell’azienda. Avevamo richiesto l’immediata rimozione del marchio dal sito internet. Non abbiamo mai ricevuto risposta e quindi abbiamo deciso di adire le autorità competenti. Ci preoccupiamo giustamente di scoraggiare il fumo tra i nostri ragazzi e poi consentiamo che si usi, nemmeno troppo subliminalmente, uno sport così famoso per fare pubblicità? A grandi numeri dovrebbero corrispondere grandi responsabilità: Philip Morris è un colosso mondiale; ci aspetteremmo che non usi la legge come una porta girevole. Non contestiamo di certo la legittimità del loro business. Ma vogliamo che nessuno si prenda gioco delle leggi che l’Europa e l’Italia hanno approvato. Su questo tema, così come su altri, non ci fermeremo.

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