Livorno, l’assessore cacciato dalla giunta M5S: “Nogarin un bluff, ma è tutto deciso dall’alto”

M5S

Giovanni Gordiani, ex assessore all’ambiente del M5S, rimosso dal sindaco grillino livornese ci racconta i retroscena del caos rifiuti

“Sono deluso, amareggiato, dispiaciuto per come sono andate le cose, ma sono anche arrabbiato perché ci hanno preso in giro”. Non si dà pace Giovanni Gordiani, ex assessore all’ambiente della giunta a 5 stelle che a Livorno è stato rimosso da Filippo Nogarin, dopo aver osteggiato la scelta del primo cittadino che giovedì sera ha cambiato idea sul destino di Aamps, l’azienda di rifiuti che rischia il default. La scelta del concordato preventivo è un errore per Gordiani che fino all’ultimo ha cercato di far cambiare idea al sindaco. Già in passato tra i due c’erano stati problemi: Gordiani aveva lamentato di aver subito campagne denigratorie latenti targate M5S a suo danno ma tutto alla fine si era “risolto” con il rinnovo della fiducia.

Assessore, cosa è successo? Come inquadra la sua rimozione politica?

La scelta fatta giovedì sera su Aamps è una decisione codarda e scellerata. In un processo democratico le scelte politiche, anche se non si condividono, si accettano. Ma ciò a cui ho assistito è inaccettabile. Nogarin e la giunta hanno sconfessato quanto promesso per mesi, come se nulla fosse. Tutto è avvenuto in uno spirito antidemocratico e verticistico in cui le prerogative del consiglio comunale sono state calpestate.

Che spiegazione si è dato del cambio di rotta?

Io credo ci siano state delle pressioni dall’alto, dai vertici del M5S. Anche perchè subito dopo è partita una campagna mediatica in rete di consiglieri regionali e parlamentari grillini che si sono scatenati sul caso Livorno.

Lei come ha deciso di reagire?

Io ho scelto di non presentarmi venerdì in commissione. Speravo che Nogarin facesse un passo indietro, pensavo che la mia presenza sarebbe stata percepita come un ostacolo per un eventuale ripensamento. Ero a 30 metri dall’ufficio, ma ho resistito ad entrare perché speravo si cambiasse direzione.

E poi sabato in consiglio comunale come mai non c’era?

Nogarin mi ha chiamato al telefono e mi ha detto: “Tu in consiglio comunale non devi venire”. Così ho fatto sempre, sperando che il sindaco assumesse la parte di chi decide responsabilmente. Poi, lunedì mattina sono stato convocato nel suo ufficio e davanti ad almeno due consiglieri regionali, ad alcuni parlamentari e ad un gruppo di comunicazione, penso venuto da Roma per registrare un video messaggio, mi ha ribadito che nemmeno lunedì mi sarei dovuto presentare in consiglio comunale. E’ durato tutto due minuti. Non mi sono tolto nemmeno il giubbotto e sono rimasto pietrificato. Dentro di me pensavo: ma come è possibile che nessuno dica nulla. Tutti sono rimasti zitti.

Alla fine però è intervenuto?

Inizialmente sono stato tra il pubblico, poi ho cercato nuovamente di sollecitare un cambio di rotta. Alla fine quando ho capito che non c’era nulla da fare ho espresso la mia opinione.

Come giudica quello è successo?

Nogarin e il M5S a Livorno sono un bluff: non c’è democrazia, non c’è partecipazione. Il M5S nazionale sta avallando questo comportamento e ne è partecipe. I meetup dovrebbero essere luoghi di partecipazione e proposte e invece sono portatori di interessi di parte. Mi spiace soprattutto perché ci sono persone che ci credono. Ma poi manca il momento di sintesi. E come in questo caso le decisioni vengono calate dall’alto. In tutto questo chi non si adegua viene cacciato.

 

 

 

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