Lisa Canitano: “All’Umberto I un solo medico non obiettore”

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La presidente dell’associazione Vita di donna: “Soprattutto nel Lazio e in Lombardia la sanità privata cattolica accreditata sta prendendo il sopravvento sul pubblico”

Dottoressa Canitano, davvero l’Italia non rispetta la legge 194 come afferma il Consiglio d’Europa? Siamo in questa situazione?

“Sì, è vero: la legge dello Stato è trascurata nella sua applicazione”.

Ci racconti come stanno le cose.

“Ci sono molti ospedali dove l’Interruzione volontaria di gravidanza non viene garantita e applicata. Nelle Marche, ad esempio, l’Interruzione volontaria di gravidanza è affidata a noi ginecologi anziani che abbiamo fatto lotte e battaglie per lunghi anni”.

Continui con l’elenco sulle strutture pubbliche dove l’aborto è impossibile o quasi.

“Oltre al sopravvento delle strutture sanitarie private cattoliche accredidate presso le Regioni c’è però anche un altro problema che provoca tutto ciò”.

Vale a dire?

“Il blocco del turn-over ha messo la sanità italiana in sofferenza: le persone che vanno in pensione spesso e volentieri non vengono più sostituite”.

E tutto questo cosa comporta per l’aborto?

“L’ingresso dei privati nella sanità pubblica. Mi spiego meglio. A Varese esiste un solo un punto nascita laico per i parti e gli aborti. Poco distante da questa struttura sanitaria è stato aperto non molto tempo fa un ospedale cattolico. Bene, qui fanno una bella offerta peccato però che sia solo per le nascite, i parti cioè. Le Interruzioni volontarie di gravidanza qui di sicuro non vengono praticate e forse gli aborti neppure si fanno”.

Lei lavora a Ostia attualmente. Nel Lazio com’è la situazione per gli aborti secondo lei?

“Nel Lazio la sanità privata cattolica accreditata sta prendendo il sopravvento sulla sanità pubblica. E la stessa cosa sta accadendo in Lombardia”.

Parliamo del Lazio, anzi di Roma, dove c’è il Vaticano, il Papa, le leggi della Chiesa… Nella Capitale una donna che volesse abortire in quale strutture pubbliche può accedere e come verrebbe accolta? Si può rivolgere in tutti gli ospedali?

“L’aborto a Roma è consentito al Policlinico Umberto I°, dove c’è solo un medico non obiettore. All’ospedale San Giovanni, dove la situazione è più o meno la stessa. Alla struttura ospedaliera pubblica del San Filippo Neri si fanno aborti anche dopo i 90 giorni. Al San Camillo invece vengono praticati solo i terapeutici. L’aborto si può fare all’ospedale Casilino ma di certo non è consentito al policlinico Gemelli – noto come ospedale del Papa, ndr – e nelle strutture sanitarie di Tor Vergata e Sant’Andrea. Eppure queste eccellenze sono anche scuole di specializzazione”.

In conclusione, secondo lei?

“C’è un tentativo di occupare la nostra sanità pubblica e lo stato laico non si difende”.

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