“Liberiamo Napoli dalla demagogia”. Parla Vincenzo De Luca

Amministrative
Mezzogiorno: De Luca, io non mi aspetto niente, combatto

Per il governatore della Campania è stata una campagna elettorale difficile: troppe polemiche e poco coinvolgimento. “Il Pd resta l’unico vero partito, il tema portante è il lavoro con la grande sfida del pieno utilizzo dei fondi europei”

«Sinceramente qui in Campania non vedo un clima di grandissima mobilitazione e partecipazione per queste elezioni. Ovviamente le cose cambiano da territorio a territorio, da città a città, ma nel complesso si fatica a individuare un grande coinvolgimento collettivo. Piuttosto, ci sono polemiche, nervosismo, rissosità, tutte cose che rendono difficile far emergere gli elementi che differenziano le forze politiche, a cominciare dai punti principali dei programmi». Per Vincenzo De Luca, governatore democratico della Campania dopo essere stato a lungo il primo cittadino di Salerno, è dunque una tornata amministrativa difficile, anche se «negli ultimi giorni sono maturati un po’ più di passione e d’interesse all’interno delle diverse comunità».

Nel paragone con le precedenti elezioni amministrative che cosa è cambiato?
«La principale differenza è che esiste un interlocutore politico nuovo, i Cinque Stelle. Inoltre, il centrodestra si trova in una condizione molto tormentata e travagliata. Si tratta di un quadro che presenta dei rischi evidenti, e mi pare che il recente aumento dell’interesse dei cittadini a queste elezioni sia legato all’emergere dei fortissimi limiti dei Cinque Stelle in quanto a capacità politica e amministrativa. Del resto, sono rimasto molto colpito di quanto accaduto a Roma, dove la loro candidata sindaco ha proposto degli assessori con scadenza! Credo sia veramente, quello degli “assessori scadenti”, un unicum al mondo».

Quali sono i temi portanti della campagna elettorale democratica in Campania?
«L’elemento principale è senza dubbio il lavoro. Ed è il tema sul quale ci siamo applicati anche in questa prima parte del governo regionale. Lavoro che significa accettare la grande sfida dell’utilizzazione produttiva dei fondi europei. Qui in Campania abbiamo da investire, fra fondi Ue e nazionali, quasi 15 miliardi di euro. Abbiamo nelle mani una grandissima possibilità per creare decine di migliaia di posti di lavoro. Dobbiamo dimostrare di essere in grado di investire fino all’ultimo euro e di farlo in maniera corretta. Poi abbiamo le emergenze specifiche della regione, da quella ambientale a quella della sicurezza. Ed anche qui sono state già date delle risposte importanti».

In che modo?
«Innanzitutto c’è l’avvio della rimozione delle “ecoballe”. Si tratta di un programma gigantesco per la bonifica e riqualificazione ambientale. Si procede alla rimozione di 5 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti, un intervento che si traduce allo stesso tempo nella più grande operazione di contrasto alla camorra e alla criminalità organizzata. Infatti, sottraiamo alla camorra un pezzo della sua economia, quello legato al trasporto ed alla gestione dei rifiuti in Campania. Non a caso quest’operazione è fatta nel contesto di un accordo con l’Autorità nazionale anticorruzione, con le relative gare che sono state quindi condotte in un contesto di assoluta trasparenza».

Criminalità organizzata che spesso ha cavalcato le tornate elettorali campane per rafforzare il suo potere…
«Sotto questo aspetto non riscontro motivi di particolare novità. Mi spiego: come sempre le amministrazioni locali sono esposte a pericoli di penetrazioni criminali, ma nella mia esperienza la camorra alza la testa quando qualcuno va a chiedergli i voti prima delle elezioni, ed è lì che si viene obbligati a pagare delle cambiali. Ma se affronti le elezioni senza piegarti davanti a nessuno, anche i camorristi capiscono che non ci sono dei margini per fare affari»

Parliamo del centrosinistra: Napoli rappresenta l’emblema di una stagione che sembra ormai tramontata. Qual è il suo giudizio?
«Francamente devo dire che siamo arrivati a queste elezioni nel modo peggiore. È del tutto evidente che dovremo ragionare con serietà un minuto dopo la conclusione di questa tornata elettorale. Un partito deve essere un partito, ovvero una comunità, un’organizzazione, non una frantumazione di piccoli feudi elettoralistici, la politica è u n’altra cosa. Detto questo, voglio anche sottolineare che siamo l’unica forza politica nella quale è vivo un principio di democrazia, dove si discute e non ci sono padroni».

A Napoli la contrapposizione forte fra De Magistris ed il governo nazionale potrebbe giovare al sindaco e non al Pd…
«Credo che il sindaco di Napoli abbia compiuto un’operazione lucidamente consapevole: alimentare la polemica con il governo per assorbire voti Cinque Stelle. In parte ci è riuscito ma al prezzo di un danno enorme per la città e di uno stravolgimento della verità delle cose. Infatti, non c’è mai stato un governo che abbia dedicato tanta attenzione a Napoli, mentre una città così importante non può essere amministrata con un estremismo inconcludente».

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